Israele

Netanyahu incriminato per corruzione, «è un golpe»

ATS / sam

21.11.2019 - 21:20

Il Procuratore generale israeliano Avichai Mandelblit ha deciso di incriminare il premier Benyamin Netanyahu (foto) per corruzione frode e abuso di ufficio.
Source: KEYSTONE/EPA/ABIR SULTAN

Il procuratore generale israeliano Avichai Mandelblit ha deciso di incriminare il premier Benyamin Netanyahu per corruzione frode e abuso di ufficio in una delle tre inchieste aperte nei suoi confronti. Lo dicono i media.

Le inchieste sono il Caso 1000 (regali da facoltosi uomini di affari) e 2000 (rapporti con l'editore di Yediot Ahronot Arnon Mozes) con frode e abuso di ufficio, mentre per il Caso 4000 (affaire Bezez-Walla) oltre la frode e l'abuso di ufficio c'è anche la corruzione.

È la prima volta nella storia di Israele che un premier in carica è accusato di corruzione. Su tutte le reti nazionali sono in corso edizioni speciali di notiziari sulla vicenda.

«Tentativo di ribaltamento di potere»

«C'è un tentativo di ribaltamento di potere nei confronti del primo ministro»: così ha commentato lo stesso Netanyahu le accuse del procuratore Mandelblit.

«Io ho molto rispetto per la magistratura, ma bisogna essere ciechi - ha spiegato - per non vedere che lì succede qualcosa di non buono». Netanyahu ha poi detto che la decisione di Mandelblit è resa nota in un «momento politico delicato di Israele» e questo dimostra «quanto questo processo sia influenzato da considerazioni estranee».

«Indagini inquinate»

Per questo, secondo il premier, «la gente ha perso la fiducia nella polizia e nella magistratura e a ragione. Occorre indagare la magistratura e gli inquirenti. Contro di me ci sono state indagini inquinate. Non cercavano la verità, cercavano me. Hanno creato dossier ad arte, su misura».

Netanyahu ha poi sottolineato che «per la prima volta si indaga sui rapporti tra media e politica, ma si indaga solo su Netanyahu».

Dopo aver parlato di «due pesi e due misure», il premier ha anche detto che «questo è un giorno molto pesante anche per i miei sostenitori», ma - ha concluso - «non consentirò che la menzogna vinca. Continuerò a guidare il paese con responsabilità, il senso di giustizia mi brucia dentro».

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