Ecco perchéNuova tegola su Sarkozy, altra condanna a un anno di carcere
SDA
26.11.2025 - 21:01
La campagna elettorale del 2012 di Nicolas Sarkozy costò circa 43 milioni di euro (circa 40 milioni di franchi) contro i 22,5 autorizzati.
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Un'altra condanna, la seconda definitiva: non c'è pace per Nicolas Sarkozy. L'ex presidente francese rimesso in libertà il 10 novembre scorso dopo tre settimane in carcere alla Santé. La Cassazione ha infatti respinto l'estremo ricorso dei suoi avvocati contro la condanna a un anno di reclusione per il caso «Bygmalion»: con i benefici previsti dalla legge dovrà di fatto scontare sei mesi in libertà vigilata con il braccialetto elettronico.
Keystone-SDA
26.11.2025, 21:01
27.11.2025, 08:45
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Sarkozy è accusato di aver beneficiato di false fatture che hanno mascherato l'esplosione dei costi della sua campagna elettorale - perdente - del 2012.
«Prendo atto», ha commentato seccamente l'ex capo dello Stato. I suoi legali fanno sapere però che stanno «riflettendo» con il loro cliente sulla possibilità di ricorrere alla Corte europea per i diritti umani.
Già condannato per l'inchiesta «Bismuth»
La Cassazione ha seguito le raccomandazioni dell'avvocato generale ed ha respinto il ricorso di Sarkozy, iscrivendo nel casellario giudiziario dell'ex presidente la seconda condanna definitiva.
La prima, quella nell'inchiesta «Bismuth» sulle intercettazioni telefoniche, gli era valsa nel dicembre 2024 una condanna definitiva per tentata corruzione di un giudice a un anno di carcere (anche in quel caso con il beneficio della libertà vigilata con braccialetto elettronico). Di conseguenza, Sarkozy aveva limitato i suoi spostamenti ed aveva sempre indossato il braccialetto dallo scorso febbraio fino a metà pena, a maggio, quando ha ottenuto la libertà per motivi di età, avendo compiuto 70 anni.
Un'aggravante
Questa seconda condanna rende più pesante la situazione personale di Sarkozy e le sue prospettive giudiziarie: il 25 settembre il tribunale l'ha condannato a 5 anni di carcere per i fondi libici, una pena pesante che il tribunale ha spiegato con la fedina penale già carica dell'imputato.
Quei giudici non consideravano il caso «Bygmalion», che non aveva ancora avuto la sua evoluzione definitiva. Ora, al processo d'appello sui fondi libici, in programma dal 16 marzo al 3 giugno, la Corte d'appello terrà conto di un ulteriore aggravamento del passato giudiziario dell'imputato.
Beneficiario di un finanziamento illegale
La condanna definitiva per il caso «Bygmalion» fa seguito e conferma quella in appello dello scorso 14 febbraio 2024. Le indagini rivelarono che, per nascondere l'esplosione dei costi della campagna elettorale del 2012, quando Sarkozy fu battuto da François Hollande furono emesse false fatture.
La campagna di Sarkozy costò circa 43 milioni di euro (circa 40 milioni di franchi) contro i 22,5 autorizzati, per questo fu messo in piedi un sistema di doppia fatturazione che faceva imputare – tramite la società Bygmalion creata dai collaboratori di Sarkozy – le spese di gran parte dei comizi elettorali all'UMP, partito antenato dei Républicains, grazie ad accordi e convenzioni fittizie.
Contrariamente ai coimputati, Sarkozy non è condannato per il sistema di false fatture ma per essere stato il beneficiario, come candidato, di un finanziamento illegale. Nei due precedenti gradi del processo, l'ex presidente ha contestato le accuse definendole «favole» e «menzogne».