Milioni di visualizzazioniNuove regole per i media negli USA? Colbert bloccato dalla CBS, ma l’intervista vietata vola online
Philipp Dahm
23.2.2026
Il capo della FCC Brendan Carr (a sinistra) e Donald Trump. (foto d'archivio)
Immagine:Keystone
A Donald Trump la vicenda potrebbe non dispiacere. Il presidente della Federal Communications Commission - l'autorità che regola le comunicazioni - valuta nuove regole per i talk show politici, con possibili effetti rilevanti sul panorama mediatico. A farne le spese è ora Stephen Colbert: il suo «Late Show» non ha potuto trasmettere in TV un’intervista che online ha già raggiunto milioni di persone.
Philipp Dahm
23.02.2026, 12:51
Philipp Dahm
Hai fretta? blue News riassume per te
Stephen Colbert non ha potuto trasmettere in TV un’intervista al deputato texano James Talarico a causa delle cautele adottate da CBS in vista di una possibile estensione dell'equal-time rule da parte della FCC.
Il conduttore ha accusato l’emittente di «obbedienza preventiva» e di voler evitare pressioni politiche, pubblicando comunque l’intervista su YouTube, dove ha superato i cinque milioni di visualizzazioni in poco più di un giorno.
La vicenda ha riacceso il dibattito sulla libertà di stampa negli Stati Uniti e sul ruolo dei grandi gruppi mediatici nei confronti del potere politico.
«Sapete chi non è mio ospite questa sera?», chiede Stephen Colbert il 16 febbraio nel suo «Late Show».
«Il deputato texano James Talarico. Doveva essere qui, ma gli avvocati della nostra emittente ci hanno chiamato direttamente per dirci, in modo molto chiaro, che non potevamo averlo in trasmissione».
Al conduttore sarebbe stato inoltre suggerito di non parlare pubblicamente dell’annullamento dell’intervista. «E visto che la mia emittente apparentemente non vuole che ne parliamo: parliamone», replica Colbert tra gli applausi del pubblico.
A Stephen Colbert non solo non è permesso di far apparire Jaems Talarico, ma non gli è nemmeno permesso di mostrare la sua foto. La persona a sinistra non è il politico democratico, ma solo una persona in una foto di repertorio che assomiglia al texano.
YouTube/The Late Show wth Stephen Colbert
La prudenza di CBS arriva in un momento delicato: la rete ha deciso di non rinnovare il contratto del presentatore e l’ultimo «Late Show» andrà in onda il 21 maggio. Colbert spiega al pubblico che il nodo riguarda la cosiddetta equal-time rule della Federal Communications Commission (FCC).
La norma risale al 1927, quando la radio era la principale fonte di informazione. Per evitare influenze politiche durante le campagne elettorali, le emittenti erano tenute a garantire tempi di parola comparabili a tutti i candidati.
Colbert accusa Carr
Finora però la regola non si applicava ai canali via cavo, ai servizi di streaming né ai talk show politici. «È la norma più antica della FCC – subito dopo niente capezzoli al Super Bowl», scherza Colbert, alludendo al celebre caso del Nipplegate durante l’halftime show del 2004.
«Scandalo» sulla TV statunitense nel 2004: Janet Jackson + Justin Timberlake = Nipplegate.
YouTube/The Late Show wth Stephen Colbert
Il 21 gennaio il presidente della FCC, Brendan Carr, ha annunciato di voler verificare se l’esenzione per i talk show politici debba essere abolita. Secondo Carr, alcune trasmissioni sarebbero «motivate da obiettivi di parte».
Colbert accusa Carr di agire a sua volta per ragioni politiche e sostiene che l’amministrazione Trump stia cercando di mettere sotto pressione le voci critiche in televisione.
Indagine della FCC anche su «The View»
Nonostante il divieto televisivo, Colbert ha comunque realizzato l’intervista con Talarico, pubblicandola esclusivamente sul canale YouTube della sua trasmissione.
In TV non può nemmeno mostrare un URL o un QR code, precisa il conduttore: lo ha vietato CBS, benché Carr abbia finora solo annunciato un esame delle regole.
Colbert parla di «obbedienza preventiva» da parte della sua emittente e ironizza su possibili motivazioni economiche. Ricorda inoltre che la regola della parità di trattamento non riguarda solo le apparizioni in studio, ma anche la diffusione di immagini o registrazioni audio.
Secondo Colbert, ogni volta che un ospite deve essere cancellato a causa della FCC, il «Late Show» mostrerà questa foto di Brendan Carr.
YouTube/The Late Show wth Stephen Colbert
E non è l’unico caso: la FCC ha avviato accertamenti anche contro il talk show di ABC «The View», dopo un’apparizione di Talarico. «È sconvolgente», commenta Colbert.
«Talarico era a The View prima che da me? Tu quoque, Whoopi [Goldberg]!» (il riferimento è all'espressione latina «Tu quoque, Brute, fili mi!», «Anche tu, Bruto, figlio mio!», attribuita a Giulio Cesare durante il suo assassinio, ndt).
5,2 milioni di visualizzazioni su YouTube
Il risultato del divieto televisivo è paradossale: online l’intervista è diventata virale. Dopo appena un giorno e mezzo dalla pubblicazione, il video ha superato i 5,2 milioni di visualizzazioni su YouTube.
Nell'intervista, Talarico attacca gli avversari politici: «È il partito che ha fatto campagna contro la cancel culture. E ora vuole controllare ciò che vediamo, diciamo, leggiamo. Questa è la forma più pericolosa di cancel culture.»
«Ce l’hanno con lei perché ha detto la verità sulla presunta tangente di Paramount [azienda proprietaria della CBS, ndr] a Donald Trump», afferma rivolgendosi a Colbert. «I vertici dei grandi gruppi mediatici vendono la libertà di stampa per compiacere politici corrotti».
La nota di CBS irrita Colbert
Nella puntata successiva, il 17 febbraio, Colbert torna sull’argomento. Ricerche interne avrebbero mostrato che dagli anni Sessanta la FCC non ha mai sanzionato un talk show per un’intervista a un politico.
In 21 anni di carriera, dice il conduttore, non gli era mai capitato che la propria emittente imponesse l’applicazione della equal-time rule.
Il comunicato della CBS. «È poca carta per tirare fuori così tanti str***i dai guai», ironizza Colbert.
YouTube/The Late Show wth Stephen Colbert
In una nota, CBS precisa di non aver vietato in assoluto l’intervista, ma che Colbert avrebbe dovuto invitare anche altri candidati democratici del Texas, dove erano appena iniziate le primarie.
«È un loro diritto prendere questa decisione», commenta Colbert. «Ma è anche un mio diritto parlarne davanti alle telecamere». Il pubblico applaude e diversi notiziari statunitensi riprendono la vicenda.
Stephen Colbert è diventato lui stesso la notizia dopo lo scandalo. «Qualcuno mi trovi un lavoro», scherza su sé stesso.
YouTube/The Late Show wth Stephen Colbert
Il presentatore critica soprattutto il fatto che il comunicato non sia stato concordato con lui.
«Sono solo sorpreso che…»
«Questa dichiarazione è stata chiaramente scritta da avvocati – penso per altri avvocati», ironizza Colbert. Spiega poi di sapere perfettamente chi può invitare: la democratica Jasmine Crockett, rivale di Talarico in Texas, è già stata due volte nel suo show.
E ora non potrebbe nemmeno mostrarne l’immagine senza presentare tutti i candidati dello Stato.
Jasmine Crockett, deputata democratica del Texas? Colbert non è autorizzato a mostrarla in questo modo.
YouTube/The Late Show wth Stephen Colbert
Invece, ha mostrato questa foto:
«Mi avete costretto voi», dice Colbert – e mostra un’immagine di Jeffrey Epstein insieme a Donald Trump.
YouTube/The Late Show wth Stephen Colbert
Il conduttore sottolinea inoltre che ogni copione della trasmissione viene controllato e approvato dagli avvocati dell’emittente, comprese grafiche e immagini.
Di recente, racconta, sarebbe stato addirittura richiamato dietro le quinte durante la diretta per ricevere istruzioni su cosa attenersi. «Non era mai successo», afferma.
«Non so di cosa si tratti», conclude riferendosi alla nota della sua azienda. «Non voglio problemi con la mia società. Sono solo sorpreso che un colosso globale di queste dimensioni non reagisca ai bulli».