Crimini contro l'umanità Paesi Bassi: è morto Félicien Kabuga, accusato del genocidio ruandese

SDA

16.5.2026 - 22:12

È morto oggi all'ospedale dell'Aia, nei Paesi Bassi, Félicien Kabuga, l'uomo d'affari ruandese accusato di essere stato uno dei principali finanziatori del genocidio del 1994 contro i tutsi in Ruanda.

Uno screenshot dal sito web dell'Interpol che mostra Felicien Kabuga, una delle persone più ricercate per il genocidio ruandese, arrestato nei pressi di Parigi, come annunciato dal ministero della Giustizia francese il 16 maggio 2020. Il Tribunale penale internazionale per il Ruanda ha incriminato Kabuga per genocidio e crimini contro l'umanità.
Uno screenshot dal sito web dell'Interpol che mostra Felicien Kabuga, una delle persone più ricercate per il genocidio ruandese, arrestato nei pressi di Parigi, come annunciato dal ministero della Giustizia francese il 16 maggio 2020. Il Tribunale penale internazionale per il Ruanda ha incriminato Kabuga per genocidio e crimini contro l'umanità.
EPA

Keystone-SDA

Lo ha annunciato il Meccanismo residuale internazionale per i tribunali penali delle Nazioni Unite, precisando che le autorità olandesi hanno avviato le procedure previste dal diritto nazionale, mentre la presidente del Meccanismo, la giudice Graciela Gatti Santana, ha disposto un'inchiesta completa sulle circostanze della morte affidandola al giudice Alphons Orie.

Ormai novantenne, considerato per anni uno dei latitanti più ricercati al mondo, Kabuga era accusato di genocidio, cospirazione per commettere genocidio, istigazione al genocidio e crimini contro l'umanità.

Secondo l'accusa, avrebbe finanziato e sostenuto le milizie hutu responsabili dei massacri e la Radio Télévision Libre des Mille Collines (RtLM), l'emittente che diffuse propaganda antitutsi e incitamenti alle uccisioni durante i cento giorni del genocidio costati la vita a circa 800'000 persone.

Arrestato nel 2020 in Francia dopo oltre venticinque anni di fuga, Kabuga era stato trasferito all'Aia per essere processato dal Meccanismo dell'Onu che ha raccolto l'eredità del Tribunale penale internazionale per il Ruanda.

Il processo era iniziato nel settembre 2022 ma nel 2023 i giudici avevano sospeso a tempo indeterminato il procedimento, ritenendolo non idoneo a sostenere il processo per le sue condizioni di salute.

Al momento della morte Kabuga si trovava detenuto presso l'Unità di detenzione delle Nazioni Unite ed era in attesa di un possibile rilascio provvisorio in uno Stato disposto ad accoglierlo.