Medio Oriente Trump rassicura Israele: «Negozieremo con l'Iran». Teheran è più cauto

SDA

8.4.2025 - 21:58

Donald Trump ha incontrato Benjamin Netanyahu il 7 aprile alla Casa Bianca: il messaggio, lanciato anche per rassicurare l'alleato israeliano, è che Washington è disposto a trattare con Teheran purché rinunci al programma militare atomico.
Donald Trump ha incontrato Benjamin Netanyahu il 7 aprile alla Casa Bianca: il messaggio, lanciato anche per rassicurare l'alleato israeliano, è che Washington è disposto a trattare con Teheran purché rinunci al programma militare atomico.
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Qualcosa inizia a muoversi, pur tra una montagna di incognite, sul dossier nucleare iraniano. Donald Trump ha fatto la prima mossa annunciando a sorpresa l'avvio di «negoziati diretti ad alto livello» con Teheran a partire da sabato.

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Il regime degli ayatollah ha confermato ci saranno dei contatti in Oman, ma soltanto indiretti, auspicando allo stesso tempo che la partita si chiuda positivamente, arrivando alla fine delle sanzioni. Alla finestra restano Mosca e Pechino, che con la Repubblica islamica hanno rapporti stretti anche in chiave anti-americana, e Israele, che mantiene sul tavolo «l'opzione militare» contro il nemico giurato della regione.

Netanyahu propone soluzione 'libica' per l'Iran

La questione Iran è stata rilanciata da Trump alla Casa Bianca durante un incontro con Benyamyn Netanyahu. Il messaggio, lanciato anche per rassicurare l'alleato israeliano, è che Washington è disposto a trattare con Teheran purché rinunci al programma militare atomico, ma se la diplomazia fallisse gli americani potrebbero passare ad azioni di forza.

Strategia condivisa da Netanyahu, che vuole una soluzione sul modello Libia: l'accordo del 2003 tra Muammar Gheddafi e l'Occidente che portò allo smantellamento delle infrastrutture nucleari di Tripoli. Altrimenti, è l'avvertimento del premier israeliano, «l'opzione militare è sul tavolo».

Iran accetterà solo negoziati «indiretti»

La prima risposta a Trump è arrivata dal ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi, che ha subito ridimensionato il campo da gioco. «Questi negoziati saranno condotti indirettamente e non accetteremo altre forme», perché «la negoziazione che gli USA impongono attraverso pressioni e minacce, è di fatto una imposizione e noi non crediamo in questo metodo».

Così si manterrà il formato classico con cui i due Paesi, che non hanno relazioni diplomatiche da 45 anni, si scambiano informazioni. Sabato la mediazione sarà condotta dall'Oman. Per gli USA, secondo i media iraniani, dovrebbe esserci l'inviato Steve Witkoff. E la Casa Bianca, nonostante la smentita di Teheran, ha continuato a riferire si tratterà di «colloqui diretti».

Per Teheran le attività nucleari sono «pacifiche»

L'Iran, che ha sempre smentito di lavorare all'arma atomica, ha respinto l'opzione di smantellare l'intero programma nucleare: «Le nostre attività sono senza dubbio pacifiche», ha sottolineato il ministro Araghchi, aprendo comunque uno spiraglio: «Non abbiamo problemi a costruire fiducia in questo senso, in cambio della revoca delle sanzioni» e l'accordo finale potrà essere raggiunto se a Washington c'è «la volontà politica».

Accordo sul nucleare, parte 2

L'intesa del 2015 tra l'Iran e i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'ONU, più la Germania, aveva in qualche modo tenuto sotto controllo il programma nucleare di Teheran grazie alla supervisione dell'AIEA, ma tre anni dopo l'intesa era stata stracciata da Trump nel suo primo mandato alla Casa Bianca, portando al ripristino delle sanzioni secondarie.

Il tycoon ora ha detto di voler puntare ad un accordo «diverso e forse molto più solido», ma resta da capire quali siano i contorni del suo piano.

Mosca apprezza le nuove comunicazioni tra Teheran e Washington

In attesa dell'appuntamento in Oman, Teheran ha cercato la sponda dei suoi partner più influenti, avviando consultazioni con russi e cinesi.

Il Cremlino nel frattempo ha «accolto con favore» la riapertura del canale di comunicazione USA-Iran, auspicando che porti ad una «de-escalation delle tensioni intorno a Teheran». Mentre Pechino ha invitato gli Stati Uniti a dimostrare «sincerità» in questi colloqui con la Repubblica islamica.