Guerra in UcrainaPutin alla finestra, ma a Mosca affiora lo scetticismo sul nuovo piano di pace
SDA
24.11.2025 - 20:24
Mosca è in attesa di comunicazioni ufficiali dopo i colloqui di Ginevra fra Kiev e Washington
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La linea ufficiale della Russia è quella della prudente attesa. Prima di valutare se l'iniziativa di Donald Trump potrà veramente far muovere verso la pace, il Cremlino aspetta di ricevere «ufficialmente» notizie sulle eventuali modifiche emerse nei colloqui a Ginevra tra americani e ucraini. Ma sui media traspare qualche scetticismo sul fatto che il presidente statunitensi sia veramente deciso ad andare fino in fondo senza cedere alle richieste di Kiev e degli europei, che agli occhi di Mosca puntano ad ostacolare i negoziati. Senza contare i timori che anche all'interno dell'amministrazione americana qualcuno possa mettersi di traverso all'iniziativa del tycoon.
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24.11.2025, 20:24
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In attesa di sciogliere i dubbi, i vertici politici e militari ostentano sicurezza sul fatto di poter continuare il conflitto se fallisse il nuovo tentativo di pacificazione. «In generale, ci sta bene, perché ciò porterebbe al raggiungimento degli obiettivi dell'operazione militare speciale per via armata», ha detto il presidente Vladimir Putin venerdì.
Mentre il ministero della Difesa ha affermato che le sue truppe hanno conquistato altri due quartieri – Gornyak e Shakhtersky – nella città di Pokrovsk, nella regione di Donetsk. E che continuano l'avanzata verso ovest nella regione di Zaporizhzhia, avendo preso il controllo dell'insediamento di Zatishye e avvicinandosi così ulteriormente alla cittadina di Hulyaipole.
Siamo realmente in una nuova fase?
Il portavoce di Putin, DmitryPeskov, ha detto che finora le uniche notizie ottenute sull'incontro di domenica in Svizzera sono venute dai media. «Non sappiamo quanto tutto ciò corrisponda alla realtà», ha commentato, facendo notare che è impossibile dare un giudizio su come possa essere cambiato il piano originario di Trump. Ma i commenti non ufficiali lasciano trasparire il timore che la pressione di ucraini ed europei possa veramente far cambiare rotta al presidente degli Stati Uniti.
Sul quotidiano filogovernativo Izvestia, per esempio, Dmitry Novikov, politologo della Higher School of Economics di Mosca, sottolinea che le vicissitudini del processo negoziale negli ultimi mesi hanno insegnato agli osservatori ad esercitare «una certa dose di scetticismo», anche se gli sforzi per la pace «sembrano aver raggiunto un livello qualitativamente nuovo».
La capacità di resistenza degli europei e del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a una soluzione ritenuta favorevole a Mosca sono «lontane dall'essere esaurite», nonostante lo scandalo corruzione a Kiev, aggiunge Novikov. Pertanto, scrive l'analista, «la fermezza della posizione americana sarà ancora una volta messa alla prova», e «non solo dalla pressione degli alleati, ma anche dalla considerazioni all'interno dell'amministrazione» Usa. Secondo lui, si tratta infatti di vedere se quello che chiama «il piano di Witkoff, l'inviato speciale di Trump,«rappresenti il piano di tutta l'amministrazione».
Solo «proposte»
Secondo Nikoai Silayev, ricercatore dell'università Mgimo, citato dal quotidiano Vedomosti, per Trump la priorità è mettere fine al conflitto. Ma per convincerlo ad assumere una posizione più dura nei confronti della Russia, gli europei potrebbero cercare di convincerlo che una sconfitta dell'Ucraina rappresenterebbe per gli Stati Uniti una vera e propria «cantonata geopolitica».
Il quotidiano Nezavisimaia Gazeta mette in luce un altro elemento di incertezza, osservando che il cosiddetto «piano in 28 punti» degli Stati Uniti, in realtà non è un piano, ma una semplice serie di «proposte», ciascuna delle quali «richiede l'adozione di altri documenti per essere realizzata».
«Per esempio – sottolinea il giornale – il punto 7 richiederebbe una modifica del Trattato del Nord Atlantico per escludere un futuro ingresso di Kiev nella Nato. Mentre il punto 14, che prevede l'utilizzo di 100 miliardi dei capitali russi congelati in Occidente da investire in progetti di ricostruzione dell'Ucraina guidati dagli Stati Uniti, richiederebbe «come minimo il consenso del Belgio», dove questi fondi sono custoditi nel deposito Euroclear.
Tutto questo, conclude Nezavisimaia Gazeta, significa che il piano di Trump «richiederà molti mesi» per essere applicato.