Tre scenari possibiliPutin dice sì al bilaterale con Zelensky entro fine agosto. Ma intanto Mosca continua i bombardamenti
SDA
19.8.2025 - 06:09
Vladimir Putin dice sì al bilaterale con Volodymyr Zelensky. Il faccia a faccia fra i due rivali si terrà entro agosto in una località ancora da definire, e sarà seguito da un trilaterale con Donald Trump. Silenzio assoluto finora su cosa s'è davvero discusso alla Casa Bianca. Secondo il NY Times ci sono almeno tre ipotesi sul tavolo per le garanzie di sicurezza per l'Ucraina. Mosca intanto continua a bombardarla durante la notte.
Una foto distribuita dal Servizio Stampa Presidenziale mostra il presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump (a destra) incontrare il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky (a sinistra) nello Studio Ovale della Casa Bianca a Washington, DC, USA, il 18 agosto 2025.
«I preparativi sono in corso», ha detto il presidente americano riferendosi al summit fra i due leader.
Un incontro storico durante il quale – ha ammesso Zelensky – si affronterà la questione dei territori, tema che non è stato affrontato nella lunga giornata di incontri alla Casa Bianca nonostante Trump parli da settimane di scambio di territori.
Zelensky: «A Washington è stato fatto un passo importante»
«A Washington ci sono stati dei colloqui importanti.... è stato fatto un passo importante, una dimostrazione di vera unità tra Europa e Stati Uniti»: lo scrive su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo gli incontri alla Casa Bianca con il presidente statunitense Donald Trump ed i leader europei.
Il capo dello Stato ha ribadito che «le garanzie di sicurezza» sono «una questione fondamentale, come punto di partenza per porre fine alla guerra».
«I leader sono venuti di persona per sostenere l'Ucraina e discutere di tutto ciò che ci avvicinerà a una pace reale, a un'architettura di sicurezza affidabile che proteggerà l'Ucraina e tutta l'Europa – ha commentato -. Continuiamo a lavorare, a coordinare le nostre azioni con tutti gli alleati che desiderano porre fine alla guerra in modo dignitoso. Grazie a tutti coloro che ci aiutano».
Garanzie di sicurezza per l'Ucraina
L'attenzione dei leader è stata concentrata sulle garanzie di sicurezza, nodo su cui il confronto continuerà serrato.
«Abbiamo discusso delle garanzie di sicurezza per l'Ucraina, garanzie che saranno fornite da vari paesi europei, in coordinamento gli Stati Uniti», ha spiegato Trump senza entrare nel dettaglio.
«Stiamo valutando garanzie stile-articolo 5 della Nato», ha messo in evidenza il segretario generale Mark Rutte in un'intervista a Fox, precisando che non si è parlato dell'eventuale dispiegamento di truppe americane.
Si sapranno le garanzie entro 10 giorni?
«Lavoreremo nei prossimi giorni, abbiamo bisogno di discutere più dettagli», ha aggiunto.
«Gli occidentali formalizzeranno le garanzie di sicurezza per l'Ucraina entro 10 giorni», ha annunciato Zelensky, lasciando intendere che le trattative continueranno serrate.
I leader europei, incluso il presidente ucraino, hanno parlato di un incontro buono e costruttivo alla Casa Bianca con Trump.
I leader dell'UE non si fidano di Trump
I colloqui sono stati «intensi», ha messo in evidenza il cancelliere tedesco Friedrich Merz precisando che non possono essere imposte concessioni territoriali a Kiev.
Merz ha comunque espresso apprezzamento per l'impegno americano a offrire garanzie di sicurezza. Parlando di «progressi», il presidente francese Emmanuel Macron si è detto comunque cauto: «Dubito che Putin voglia la pace», ha detto chiedendo «un aumento delle sanzioni» contro la Russia se i negoziati falliranno.
Il luogo dell'incontro fra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky sarà deciso a breve. Stando all'inquilino dell'Eliseo, citato dall'agenzia Bloomberg.
L'incontro trilaterale fra Zelensky, Putin e Donald Trump potrebbe accadere in due o tre settimane, ha messo in evidenza Macron precisando che gli europei devono avere un posto al tavolo delle trattative.
Il leader del Cremlino «non è affidabile», ha invece osservato il presidente finlandese Alexander Stubb, sottolineando che la telefonata di Trump al leader del Cremlino nel mezzo dei colloqui alla Casa Bianca è stata una buona idea.
Resta da vedere però – ha messo in evidenza – se avrà il coraggio di un tale incontro.
Rubio: «Le due parti devono fare concessioni per far finire la guerra»
Tutte e due le parti devono fare concessioni per mettere fine alla guerra in Ucraina.
Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio in un'intervista a Fox, riferendo di essere stato nella stanza con il presidente Donald Trump nel corso della sua telefonata con il leader russo Vladimir Putin.
Le garanzie di sicurezza, ha messo in evidenza Rubio, saranno in vigore dopo l'accordo di pace.
Secondo il NY Times le ipotesi sono tre
Le garanzie di sicurezza per l'Ucraina, come detto, sono state al centro dei colloqui alla Casa Bianca fra il presidente americano Donald Trump, quello ucraino Volodymyr Zelensky e i leader europei.
Nessuno si è sbilanciato o ha fornito dettagli su che tipo di forza potrebbe essere necessaria per assicurarsi che la Russia non invada ancora ma le alternative, secondo gli esperti militari interpellati dal New York Times, sono almeno tre.
La prima è una «forza di peacekeeping» presumibilmente armata per integrare l'esercito ucraino. Potrebbe essere solo a scopo difensivo ma presenta un problema: per essere un deterrente credibile ci vorrebbero decine di migliaia di soldati.
Una seconda opzione è una forza «tripwire», molto più piccola e non in grado di organizzare una vera e propria difesa. La teoria si basa però sul fatto che la Russia esiterebbe a uccidere europei non ucraini in una possibile invasione.
La terza alternativa è quella di creare una forza di osservazione composta da qualche centinaio di soldati, con il compito di riferire su possibili azioni militari in arrivo. Una forza simile non sarebbe comunque abbastanza numerosa da organizzare alcun tipo di difesa.
Giova ricordare che finora Putin ha sempre sostenuto che nessun soldato straniero debba mai prendere posto in territorio ucraino.
Mosca intanto continua a bombardare l'Ucraina
Le autorità di Kiev affermano che la Russia ha lanciato stanotte un'ondata di attacchi con missili e droni contro le città ucraine, poche ore dopo la conclusione dei colloqui di pace tra il presidente Volodymyr Zelensky e il suo omologo americano Donald Trump alla Casa Bianca.
Esplosioni sono state segnalate nella città centro-orientale di Kremenchuk, nella regione di Poltava: obiettivo dell'attacco sarebbe stata un'infrastruttura energetica, secondo i media locali.
L'Aeronautica militare ucraina ha affermato che anche le città vicine alla linea del fronte, tra cui Kharkiv e Poltava, sono sotto la minaccia di attacchi missilistici. Un allarme antiaereo è stato emesso diverse regioni dell'Ucraina, tra cui quella di Kiev.
Mosca afferma da parte sua che le difese aeree hanno abbattuto stanotte 23 droni ucraini sulle regioni russe di Volgograd e di Rostov e sulla Crimea. Lo riporta l'agenzia di stampa Tass, citando il Ministero della Difesa russo.