Medio Oriente Riapre il valico di Rafah, scatta la fase due del Piano Trump connessa alle vicende di Teheran

SDA

2.2.2026 - 19:31

Autobus in fila per entrare dal valico egiziano di Rafah nella Striscia di Gaza, a Rafah, lunedì 2 febbraio 2026.
Autobus in fila per entrare dal valico egiziano di Rafah nella Striscia di Gaza, a Rafah, lunedì 2 febbraio 2026.
KEYSTONE

Le immagini del primo gruppo di palestinesi rientrato a Gaza dall'Egitto attraverso il valico di Rafah sono state trasmesse dai media del Cairo stamattina. I primi pazienti bisognosi di cure hanno attraversato il varco.

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Il confine, riaperto due giorni fa per le prove operative, oggi ha ripreso l'attività regolare dopo quasi due anni di chiusura, come prima azione della fase 2 del Piano Trump. Di cui domani l'inviato speciale Usa Steve Witkoff, in arrivo in Israele, parlerà con il premier Benjamin Netanyahu, il capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir e il direttore del Mossad David Barnea.

A breve incontro tra Witkoff e Araghchi

La visita avviene pochi giorni prima dell'incontro tra Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a Istanbul, per discutere soprattutto – secondo indiscrezioni dei media israeliani – di quelli che Gerusalemme considera i punti chiave nel negoziato Usa-Iran sul nucleare.

Piano Trump fase 2 connesso ai negoziati USA-Iran

Durante lo scorso fine settimana, Zamir è stato per una visita lampo a Washington dove ha avuto una serie di colloqui con alti funzionari della difesa Usa sul dossier Iran. Gli analisti sottolineano che lo sviluppo della fase 2 del piano di pace a Gaza è strettamente connesso con le vicende di Teheran.

La soddisfazione dell'Ue

L'Unione europea ha espresso soddisfazione per la riapertura della frontiera tra Egitto e la Striscia: «L'apertura segna un passo concreto e positivo nel piano di pace. La missione civile dell'Ue (Eubam) è sul posto per monitorare le operazioni e sostenere le guardie di frontiera palestinesi», ha scritto su X l'alta rappresentante Kaja Kallas.

«Per i malati e i feriti di Gaza è un'ancora di salvezza. Misure concrete come questa contribuiscono a far progredire il piano di tregua e devono continuare – ha aggiunto – Gaza ha urgente bisogno di aiuti. La sua ricostruzione dipenderà dalla smilitarizzazione di Hamas».

22'000 i registrati per ritornare a Gaza

L'intesa prevede che circa 150 abitanti di Gaza usciranno ogni giorno attraversando Rafah, mentre in 50 rientreranno. Tutti i residenti dell'enclave che vorranno entrare o uscire dovranno ottenere l'approvazione egiziana, che invierà i nomi allo Shin Bet (servizio di sicurezza interna israeliano) per l'autorizzazione.

Secondo l'ambasciata palestinese al Cairo, 22 mila gazawi si sono registrati per coordinare il viaggio di ritorno nella Striscia. I funzionari palestinesi hanno affermato che circa 100mila residenti sono fuggiti da Gaza dall'inizio della guerra. Secondo altre fonti sono almeno 250mila.

Ancora attacchi di «guerriglia» nella Striscia

Resta alta intanto la tensione tra le truppe israeliane nella Striscia e le fazioni armate: l'Idf riferisce di attacchi in forma di guerriglia da parte di terroristi e della risposta dell'esercito.

Il ministero della Salute di Hamas ha riportato cinque morti nella giornata odierna ma senza fare riferimento a un bambino di tre anni che secondo fonti palestinesi sarebbe stato ucciso in un attacco israeliano. Tsahal ha dichiarato di aver eliminato quattro terroristi nel nord di Gaza.