Al medico di Navalny è «negato l'accesso alla persona morente»

SDA

8.4.2021 - 08:07

La salute di Alexey Navalny preoccupa sempre di più, ma gli appelli a curare l'oppositore rinchiuso in carcere sembrano restare inascoltati e il Cremlino continua imperterrito a reprimere ogni manifestazione di dissenso. Gli Stati Uniti si dicono «turbati» dal trattamento riservato al dissidente.

Alexei Navalny, leader dell'opposizione russa, qui dietro un pannello di vetro nel tribunale distrettuale di Babuskinsky durante il processo. 
Alexander Zemlianichenko / AP / dpa 

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8.4.2021 - 08:07

Su Instagram, Navalny ha affermato di avere tosse persistente e 38 di febbre e che tre suoi compagni di prigione sono stati recentemente ricoverati in ospedale per tubercolosi.

Il quotidiano filogovernativo Izvestia sostiene che il trascinatore delle proteste contro il presidente russo Vladimir Putin abbia anche «problemi respiratori» e sia stato trasferito nell'infermeria del carcere e anche sottoposto a un test per il Covid-19, ma finora il servizio penitenziario non ha né confermato né smentito la notizia.

Navalny è stato incarcerato non appena è tornato a Mosca da Berlino, dove era stato curato per un avvelenamento per il quale i sospetti si concentrano sull'intelligence del Cremlino.

Nessun medico in carcere

Il rivale numero uno di Putin accusa da tempo forti dolori alla schiena e alle gambe e una perdita di sensibilità agli arti inferiori, ma sostiene che in carcere gli diano solo analgesici e una settimana fa ha annunciato uno sciopero della fame per chiedere di essere curato adeguatamente: una protesta che dice di non voler interrompere neanche adesso che ha la febbre.

La sua legale, Olga Mikhailova, afferma che Navalny, sopravvissuto per un pelo a un tentativo di assassinio con l'agente nervino Novichok in estate, ha perso ben tredici chili dietro le sbarre, di cui otto ancor prima di iniziare il digiuno. Secondo Mikhailova poi nella prigione c'è solo un infermiere, ma nessun medico.

Manifestazione davanti alla prigione

Martedì un corteo organizzato dal sindacato Alleanza dei medici è arrivato fin davanti alla colonia penale IK-2 di Pokrov, la prigione a 100 chilometri da Mosca dove è rinchiuso Navalny, chiedendo cure per l'oppositore.

Tra i dimostranti c'erano anche medici in camice bianco. «Siamo dottori, ecco perché siamo qui oggi», spiegava Anastasia Vasilyeva, il medico di fiducia di Navalny che guida l'Alleanza.

«Chi bisogna essere per negare ai medici l'accesso a una persona morente?» andava chiedendosi davanti all'edificio dove è rinchiuso Navalny la stessa Vasilyeva.

Interviene la polizia

Ma la dura risposta delle autorità russe non si è fatta attendere: la polizia ha fermato e portato via almeno nove persone, tra cui – secondo la testata in linea Meduza – anche la stessa dottoressa Vasilyeva e alcuni giornalisti.

Il corrispondente della CNN a Mosca Matthew Chance ha dato notizia su Twitter con una foto del suo arresto temporaneo. Il Ministero degli Esteri di Mosca ha detto che i giornalisti hanno ostacolato il lavoro fuori dal centro di detenzione.

Chance e la sua squadra sono stati rilasciati dopo poche ore. Inizialmente non era chiaro se anche Anastasia Vasilyeva, che è stata autorizzata a tornare a Mosca in serata, fosse stata ufficialmente rilasciata.

«Non abbiamo il passaporto, non può essere ospedalizzato»

Attivisti e politici di tutto il mondo continuano a seguire con apprensione il caso Navalny, e la segretaria generale di Amnesty International, Agnes Callamard, ha detto di aver scritto a Putin chiedendo che il dissidente possa essere al più presto visitato «da un medico di cui si fida». «C'è la prospettiva reale che la Russia lo stia sottoponendo a una lenta morte», ha poi denunciato Callamard su Twitter.

Mercoledì sera dal canto loro gli Stati Uniti, tramite la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki, si son detti «turbati» dalla detenzione di Navalny nonostante il deterioramento delle sue condizioni di salute.

Preoccupata è anche la moglie dell'oppositore, Yulia Navalnaya, che ha pubblicato quella che dice essere una lettera in cui il direttore del carcere le scrive che il penitenziario non ha il passaporto di Navalny e che quindi il dissidente non può essere ricoverato in ospedale in caso di malattia.

«Per Navalny nessun trattamento di favore»

Il Cremlino però non si scompone. «Se è veramente malato, riceverà ogni trattamento necessario», ha detto il portavoce di Putin, ma «nessun detenuto può contare su condizioni speciali».

La propaganda statale aveva recentemente paragonato la colonia penale di Porkov a un sanatorio, a un campo di vacanze e a un hotel. Al contrario, Navalny accusa il sistema penale di metodi di tortura. Pokrov è considerato uno dei campi penali più duri della Russia.