Google blocca gli accessi alle liste del voto intelligente di Navalny

SDA

19.9.2021 - 11:02

Oggi in Russia si concludono le operazioni di voto per il rinnovo della Duma, la camera bassa del Parlamento. Nella foto un elettore in un seggio di Mosca.
Keystone

Google ha bloccato i link di accesso ai documenti Google Doc utilizzati dal movimento di Alexei Navalny per diffondere la lista di candidati sostenuti dalla strategia del voto intelligente (o smart voting). Lo denuncia lo staff dell'oppositore russo.

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19.9.2021 - 11:02

Google ha anche bloccato dei video su YouTube – di proprietà del colosso americano – sempre su richiesta dell'autorità per le telecomunicazioni russa Roskomnadzor.

Elezioni per il rinnovo della Duma

Poco prima Navalny ha scritto su Instagram che «oggi è il giorno in cui il vostro voto conta davvero. Non siate pigri, per favore. Cercate il nome del candidato appoggiato dallo Smart Voting nella vostra circoscrizione, controllate i patronimici e il cognome. Votate. Convincete qualcun altro a fare lo stesso. Condividete questo post o scrivetene uno vostro. E buona fortuna a tutti noi».

Oggi, domenica, in Russia si concludono le operazioni di voto per il rinnovo della Duma e per altri livelli regionali (sono 450 i seggi in palio alla camera bassa del Parlamento). Le urne si chiudono alle 20.00 ora svizzera.

Smart voting, di cosa si tratta?

La strategia del voto intelligente consiste nell'identificare di volta in volta i candidati con più chance di battere quelli filogovernativi e concentrare su di essi i voti dei dissidenti a prescindere dal loro colore politico.

Roskomnadzor, l'autorità russa per le telecomunicazioni, aveva chiesto a Google di rimuovere due documenti di Google Docs contenenti liste di candidati anti-Cremlino sostenuti da Navalny. In un'email inviata da Google al suo team si dice che il Roskomnadzor ha informato il gigante tecnologico statunitense che i documenti violano le leggi russe.

«Se non si rimuovono i file, Google potrebbe essere costretto a bloccarne l'accesso», riportava l'email condivisa dal team di Navalny sul suo canale Telegram.

La mossa segue la decisione di venerdì di rimuovere l'app Navalny dal negozio virtuale Google Play (così come dall'App Store di Apple). La portavoce di Navalny aveva bollato la scelta di cedere alle pressioni russe come «censura».

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