Guerra in Ucraina Mosca non cede sul Donbass e attacca l'Ue: «Funzionari incompetenti come Kaja Kallas»

SDA

25.1.2026 - 22:17

Archiviata la prima fase dei negoziati con l'Ucraina mediati dagli Stati Uniti, la Russia chiarisce di non avere fretta di deporre le armi e soprattutto le sue condizioni non sono cambiate: il punto di caduta dovrà essere la cosiddetta formula di Anchorage, ossia l'intesa sui territori delineata nel vertice Trump-Putin di agosto, e in ogni caso la «lunga» trattativa non avrà il contributo dell'Unione Europea, dove abbondano «funzionari incompetenti» come il «capo della diplomazia Kaja Kallas».

L'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas (foto d'archivio)attaccata frontalmente dalla Russia.
L'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas (foto d'archivio)attaccata frontalmente dalla Russia.
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Keystone-SDA

In questo contesto i riflettori restano accesi su Abu Dhabi, dove domenica prossima dovrebbe tenersi il secondo round Mosca-Kiev-Washington, con americani e ucraini che immaginano una zona demilitarizzata nel Donbass o l'invio di peacekeeper da Paesi non della Nato.

Il processo di pace «è un percorso lento», ha messo le mani avanti il portavoce del Cremlino in un'intervista alla tv Rossiya 1, puntualizzando che «l'essenza di tutto risiede nel fatto che ad Anchorage è stata sviluppata una formula per risolvere la questione territoriale, ora molto importante da attuare».

Dmitry Peskov fa riferimento al faccia a faccia Trump-Putin di agosto in Alaska, dove i due leader – nella versione del Cremlino – hanno concordato il passaggio alla Russia di tutto il Donbass ed il congelamento delle linee del fronte nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia.

Si pensa a un contingente di peacekeeper di Paesi «neutrali»

Condizioni ritenute inaccettabili da Kiev, tanto che poi gli Stati Uniti hanno messo sul tavolo un'ipotesi di compromesso, ossia la creazione di zone economiche speciali e demilitarizzate nelle aree contese.

Rispetto a questo punto, secondo il Nyt, ad Abu Dhabi ucraini e americani hanno esplorato la possibilità di mettere in piedi un contingente di peacekeeper di Paesi cosiddetti «neutrali», ossia non appartenenti ai Paesi dell'Alleanza Atlantica, per superare il veto di Mosca.

Nonostante la mancanza di progressi sul dossier territori, sia americani che ucraini hanno definito «costruttivi» i colloqui negli Emirati.

Chi deve gestire la centrale atomica di Zaporizhzhia

Oltre alle questioni militari sono stati affrontati anche temi economici, a partire dal controllo della centrale di Zaporizhzhia, occupata dai russi, hanno fatto sapere dei funzionari Usa.

Mosca in particolare vorrebbe dividere con Kiev la produzione di energia elettrica generata dall'impianto nucleare più grande d'Europa.

«Entrambe le parti stanno iniziando a immaginare cosa possano ottenere dalla pace, quindi un piano di sviluppo per l'Ucraina e opportunità di business per la Russia con gli Usa», è stato riferito.

In attesa che le parti tornino allo stesso tavolo, probabilmente il primo febbraio, Zelensky ha insistito ancora su garanzie di sicurezza certe degli Usa.

Ha detto: «Il documento è pronto al 100%. Stiamo aspettando che i nostri partner confermino la data e il luogo della firma. Successivamente, il documento passerà alla ratifica del Congresso degli Stati Uniti e del Parlamento ucraino», ha detto il leader ucraino.

Continua la pioggia di missili russi sull'Ucraina

Nel frattempo deve fare i conti con un Paese che soffre di gravi carenze di elettricità e riscaldamento a causa dei bombardamenti contro le infrastrutture energetiche.

«Solo questa settimana, i russi hanno lanciato più di 1'700 droni d'attacco, più di 1'380 bombe guidate e 69 missili di vario tipo», ha denunciato da Vilnius, dove ha partecipato alle commemorazioni della rivolta del 1863 in Polonia e Lituania contro la Russia zarista.

In questa occasione, Zelensky ha chiesto agli alleati di «garantire una migliore protezione del nostro spazio aereo», fornendo altri missili per i sistemi di difesa.