Late Night USA «Sarebbe già abbastanza grave se Boris fosse soltanto un bugiardo…»

Di Philipp Dahm

31.7.2019

Nella sua ultima trasmissione, il comico John Oliver ha posto nel mirino il nuovo primo ministro britannico.

Video: Youtube

È un bugiardo, un imbroglione, un populista pericoloso, spiega John Oliver ai suoi telespettatori statunitensi. Il comico deve sapere di cosa parla, poiché in questione c’è il suo connazionale inglese, il nuovo primo ministro Boris Johnson.

«Sono arrivate notizie importanti dal Regno Unito la settimana scorsa», racconta John Oliver al proprio pubblico nel corso della trasmissione «Last Week Tonight». «Fatichiamo a crederci, ma il nuovo primo ministro si chiama Boris Johnson».

La gente forse ha già sentito parlare di lui: «Se avete già visto una sua fotografia, ve ne ricorderete, perché ad essere onesti, è difficile trovarne una in cui non abbia l’aria ridicola».

Ma non è soltanto questione di apparenza, perché stiamo parlando del nuovo «uomo forte» di Londra. Cosa fa quando vuole rilassarsi? A partire dal minuto 1’58’’, Boris Johnson spiega che ama costruire modellini di autobus: «Dipingo passeggeri che si divertono… su di un bus meraviglioso».

Un personaggio clownesco dai capelli bizzarri

Forse John Oliver non gliene comprerà uno, ma ammette che «Boris è molto più di un potenziale Michelangelo dei modellini: il bus ha rappresentato l’elemento principale della sua campagna per la Brexit. Proprio il fatto di spostarsi a bordo di un gigantesco mezzo rosso, sul quale campeggiava un’autentica menzogna, gli ha permesso di attirare l’attenzione dei media».

E ora sarà lui a dover portare a termine la Brexit, prevista per il 31 ottobre: ha ancora meno di 100 giorni a disposizione per evitare l’ipotesi di un «no deal», che potrebbe scatenare una spinta recessiva non soltanto in Gran Bretagna, ma anche a livello europeo, se non nel mondo intero, spiega il comico.

Un personaggio clownesco dai capelli bizzarri che ha un rapporto ambiguo con la verità? Beninteso, ciò fa pensare al presidente statunitense. Lo stesso Donald Trump ha fatto spesso questo paragone, ripreso ultimamente molto di frequente: «Esiste un Trump britannico. Lo chiamano il Trump britannico», afferma il newyorkese nell’estratto, a partire dal minuto 3’39’’. «È una buona cosa. Mi vogliono bene, laggiù». John Oliver lo corregge con tono lapidario: «No. Assolutamente no».

Un casco al contempo troppo grande e troppo piccolo: bisogna farlo, si dice John Oliver.
Un casco al contempo troppo grande e troppo piccolo: bisogna farlo, si dice John Oliver.
Screenshot Youtube

Passi falsi volontari

Boris Johnson è più complesso del leader statunitense, secondo il presentatore. A partire dal minuto 4’44’’, mostra un estratto che risale a prima dei Giochi olimpici di Londra: Johnson racconta che il ping pong sarebbe stato inventato dai britannici e che si chiamava «wiff waff».

Nel corso dei Giochi Olimpici, l’attuale primo ministro era rimasto appeso ad una teleferica, suscitando ilarità. Ma «Last Week Tonight» dimostra in seguito che questi fatti non sono per nulla causali nel suo percorso politico.

La strategia sarebbe la seguente: chi si fa passare per una persona eccentrica e che prende le cose alla leggera viene percepito come divertente, dando l’impressione di conoscere davvero ciò di cui parla. «La realtà è che le stupidaggini di Johnson sono delle performance meticolosamente preparate. Basta prendere ad esempio i suoi capelli: in molti sostengono che si spettini apposta».

Un birbante piuttosto che un membro dell’élite

Ad esempio – riferisce John Oliver – una produttrice della BBC ha fatto sapere in un tweet che Boris Johnson è solito spettinarsi i capelli con le mani prima che le telecamere si accendano. Così, il politico si dà l’aria di un «simpatico birbante».

«Ha quell’aspetto perché è ciò che vuole», insiste John Oliver. Ciò riguarda non soltanto il suo taglio di capelli, ma anche i suoi vestiti. Eppure gli elettori – spiega – preferiscono vedere un uomo con addosso discutibili tenute da jogging piuttosto che uno che posa in giacca e cravatta in mezzo alle élite dell’università di Oxford.

Un uomo come un altro: per quanto riguarda l’abbigliamento, Boris Johnson appare piuttosto banale.
Un uomo come un altro: per quanto riguarda l’abbigliamento, Boris Johnson appare piuttosto banale.
Screenshot Youtube

«Si presenta come un inglese uscito da un cartone animato, che si veste in modo improponibile e che sembra uscire dagli scarti di David Foster Wallace. Ma una volta che capiamo ciò che fa, cominciamo a dubitare di quello che prima trovavamo simpatico di lui».

Una strategia che salta all'occhio

Si suppone così che Boris Johnson abbia scoperto una passione improvvisa per i modellini di autobus per far sì che le ricerche su Google che associano il suo nome alla parola «bus» non portassero più ai reportage sulla sua campagna pro-Brexit effettuata a bordo del famoso autobus rosso a due piani.

«E quando ci rendiamo conto che le sue défaillance sono in realtà delle manipolazioni calcolate, non possiamo più fare finte di nulla», osserva John Oliver. È come quando si arriva a scoprire la freccia nel logo FedEx, afferma: «Non lo guarderemo più con gli stessi occhi».

La freccia di FedEx: una volta che la si è notata, la si vedrà sempre nel logo dell’azienda.
La freccia di FedEx: una volta che la si è notata, la si vedrà sempre nel logo dell’azienda.
Screenshot Youtube

Boris Johnson è un bugiardo, afferma John Oliver: quando l’attuale primo ministro era ancora un giornalista, il «Times of London» lo licenziò per delle citazioni inventate, spiega il presentatore. In seguito, è stato corrispondente a Bruxelles per il «Daily Telegraph»: fu in quell’occasione che cominciò a scagliarsi contro l’UE, come spiegato dallo stesso interessato nell’estratto video a partire dal minuto 11’33’’.

Un populismo di una «efficacia deprimente»

Nel 1991, Boris Johnson riportò la notizia secondo la quale l’UE avrebbe voluto vietare ai britannici le patatine al sapore di «cocktail di gamberetti». Questa bugia si è rapidamente diffusa ed è stata utile per illustrare l’eccesso di burocrazia presente a Bruxelles. «Ma vedete, sarebbe già sufficientemente grave se Boris fosse soltanto un bugiardo…».

Il presentatore si concentra quindi sulle tesi populiste del nuovo primo ministro: ad esempio sui migranti che pesano sullo Stato, sugli omosessuali che non sono altro che «checche in canottiera», o sulle donne musulmane che assomigliano a delle «cassette della posta» e a dei «rapinatori di banche». John Oliver parla di «frasi inqualificabili che lasciano davvero un sapore amaro in bocca».

Ma i trucchi di Boris Johnson funzionano, secondo il presentatore: «Osservatene la deprimente efficacia». A partire dal minuto 14’12’’ si vede il politico che «ammalia» dei giornalisti di fronte alla propria abitazione.

Boris Johnson si ingrazia i giornalisti che aspettano con un tè e con un atteggiamento amichevole.
Boris Johnson si ingrazia i giornalisti che aspettano con un tè e con un atteggiamento amichevole.
Screenshot Youtube

Hitler e il letame: un ritorno di fiamma?

Infine, un altro giornalista spiega il tipo di collega che Boris Johnson sarebbe stato: lavorare con lui sarebbe stato come camminare dietro ad un cavallo dovendo continuamente spalarne il letame. E la «montagna di m****» da spazzare – per così dire – potrebbe essere presto considerevole, dal momento che Londra deve contare ormai sulla buona volontà di Bruxelles.

Ecco come si presenta un uovo triste e capelluto, spiega John Oliver.
Ecco come si presenta un uovo triste e capelluto, spiega John Oliver.
Screenshot Youtube

Resta tuttavia deplorevole che il nuovo primo ministro abbia paragonato l’UE ad Adolf Hitler: nel 2016, aveva riferito che Bruxelles desiderava porre l’Europa sotto una «autorità», come fatto dal dittatore tedesco in un’altra epoca. Ha quindi definito i francesi «spazzatura». E l’UE non dimenticherà neanche la sua campagna a favore della Brexit: in questo contesto, Boris Johnson rischia di recitare la parte del cattivo, come Hugh Grant in un film sull’11 settembre, afferma il presentatore.

Soltanto la concentrazione, la disciplina e l’attenzione al dettaglio potranno salvarlo, sostiene John Oliver. Ma si tratta allo stesso tempo di tre talloni d’Achille del politico. A partire dal minuto 20’11’’, un estratto di un’intervista di Johnson rafforza tale punto di vista: «Non c’è alcuna ragione per essere ottimisti», afferma ancora l’anchorman per concludere la sua arringa. Secondo lui Boris Johnson è spalle al muro e il vulcano erutterà tra soltanto tre mesi.

Speriamo per l’Europa che John Oliver si sbagli.

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50 Stati, 330 milioni di abitanti e ancora più opinioni: come «comprendere l’America»? Per mantenere uno sguardo d’insieme senza perdersi, occorre un faro. Le star dei late shows offrono probabilmente il miglior aiuto per la navigazione: si tratta di perfetti “piloti”, che esplorano in modo impeccabile i bassifondi del Paese e della sua popolazione. E che vengono sfruttati dal nostro autore Philipp Dahm come bussole per comprendere l’umore degli statunitensi.

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