Festa per la qualificazione della Stella Rossa con polemica

ATS

28.8.2019 - 18:56

Ngamaleu dello Young Boys impegnato contro Milunovic della Stella Rossa.
Source: KEYSTONE/THOMAS HODEL

A Belgrado la stampa esulta per la seconda qualificazione consecutiva della Stella Rossa, ottenuta martedì a spese dello Young Boys, alla fase a gironi della Champions League, ma è polemica per l'esposizione davanti allo stadio di un carro armato jugoslavo.

Il blindato, privo di congegni offensivi, è visto da molti come il simbolo dell'incapacità di liberarsi del tragico passato di guerre fratricide e odi interetnici. Tutti i giornali celebrano quella che viene definita una nuova impresa della Stella Rossa, che nella nuova stagione di Champions è destinata come lo scorso anno a incontrare le grandi del calcio mondiale.

I complimenti dai leader e dirigenti politici del Paese

Il club serbo è approdato alla fase a gironi eliminando i campioni svizzeri dello Young Boys, con i quali ha pareggiato ieri a Belgrado per 1-1 dopo il 2-2 dell'andata a Berna. E di ciò si sono congratulati tutti i principali leader e dirigenti politici del Paese.

'La Stella Rossa di nuovo nell'élite del calcio', titola Vecernje Novosti, mentre Informer parla di 'Stella tra le stelle'. Vengono anche sottolineati i vantaggi economici della qualificazione, stimati in oltre 20 milioni di euro. Ma la gioia per la prospettiva di poter giocare con potenze calcistiche quali Real Madrid, Barcellona, Juventus, Bayern o Liverpool va di pari passo con la polemica legata alla simbologia che richiama il tragico passato dei conflitti nella ex Jugoslavia.

Gli stessi calciatori della Stella Rossa ieri sera, per salutare i tifosi e festeggiare con loro al termine dell'incontro, hanno percorso alcune centinaia di metri poco fuori dello stadio Marakana a bordo di un finto mezzo blindato realizzato per l'occasione.

A suscitare le polemiche più aspre è tuttavia il carro armato T-55 del vecchio esercito jugoslavo esposto davanti allo stadio. Non un tank autentico, ma una sorta di modello di carro armato privo di congegni atti a sparare e a offendere, simile a quelli esposti nei musei militari o in altri luoghi di attrazione per turisti.

Per l'accademico Dusan Teodorovic si tratta di un inquietante messaggio di carattere militante e nazionalistico, che allontana la Serbia dal mondo civile e dal cammino europeo. Una grande ombra scura che offusca il successo sportivo della Stella Rossa, ha osservato Teodorovic all'emittente tv N1. E a suo avviso su tutto ciò vi sarebbe il benestare non solo della dirigenza del club, ma dello stesso presidente serbo Aleksandar Vucic. Lui dispone ogni cosa in Serbia e sarebbe bastato solo un suo cenno per rimuovere il carro armato, ha detto l'accademico.

Critiche queste respinte seccamente dal ministro dell'interno Nebojsa Stefanovic secondo il quale alla storia del tank davanti allo stadio si è data troppa importanza e attenzione, un carro armato – ha ripetuto – del tutto inoffensivo, impossibilitato a offendere e per il quale la procura ha accertato che non vi è alcun elemento di reato.

Perché, si è chiesto, quelli che criticano il tank non hanno reagito con la stessa energia alla recente aggressione subita in Croazia da sostenitori della Stella Rossa? Proprio in reazione a tale aggressione i tifosi belgradesi hanno deciso di esporre il carro armato fuori del Marakana.

Stefanovic ha detto di non capire coloro che vedono in esso un simbolo delle guerre degli anni Novanta. Si tratta solo, ha osservato, di un elemento coreografico da parte della tifoseria, a rappresentare la forza della squadra e dei suoi sostenitori.

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