Shock a Washington Spari vicino alla Casa Bianca, due soldati della Guardia Nazionale sono «in condizioni critiche»

SDA

26.11.2025 - 23:50

Le strade sono state bloccate dopo la sparatoria vicino alla Casa Bianca a Washington in cui due membri della Guardia Nazionale sono rimasti feriti.
Le strade sono state bloccate dopo la sparatoria vicino alla Casa Bianca a Washington in cui due membri della Guardia Nazionale sono rimasti feriti.
Keystone

Un uomo ha aperto il fuoco a Washington, non lontano dalla Casa Bianca, ferendo gravemente due membri della Guardia Nazionale in una zona affollata alla vigilia del Thanksgiving. Motivi e dinamiche precise restano ancora da chiarire.

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Keystone-SDA, Antonio Fontana

Alla vigilia del Thanksgiving, la festa più importante per gli americani, il terrore piomba sul centro di Washington. A due isolati dalla Casa Bianca, in una zona affollata di turisti locali e internazionali soprattutto in questi giorni, un uomo ha aperto il fuoco attorno alle 14 ora locale (le 20 in Italia) e gravemente ferito due soldati della Guardia Nazionale, la forza schierata da Donald Trump per combattere il crimine nella città.

Il presidente non era nella residenza al momento dell'attacco ma a Mar-a-Lago, in Florida, per il weekend di festa. Il sospetto, anche lui gravemente ferito, è stato arrestato in meno di mezz'ora, grazie anche all'ingente numero di forze di polizia che normalmente circolano in quella zona di Washington.

Sulle condizioni dei due soldati c'è stata una certa confusione poichè il governatore della West Virginia, dal quale proviene la Guardia Nazionale inviata nella capitale, ne aveva annunciato la morte. Poi, mezz'ora dopo, ha ritrattato parlando di «notizie contrastanti». Alla fine il direttore dell'Fbi, Kash Patel, in una conferenza stampa, ha chiarito che i due sono ricoverati in ospedale «in condizioni critiche».

A confermare la tragedia è stato il governatore del West Virginia, Patrick Morrisey, con un post sui social: «Siamo in contatto costante con i funzionari federali mentre l’indagine prosegue».

Le prime ricostruzioni

La sindaca della capitale Muriel Bowser ha spiegato che si è trattato di «un attacco mirato» contro i militari. Secondo le prime ricostruzioni l'uomo si è avvicinato ai soldati che stazionavano nei pressi di una fermata della metropolitana ed ha aperto il fuoco contro i due membri della Guardia Nazionale.

Poi è stato a sua volta colpito da altri militari accorsi sulla scena dell'attacco. Circa 10-15 colpi sono stati sparati in tutto, secondo le forze dell'ordine.

Il direttore dell'Fbi ha sottolineato che se non fosse stato per «l'eroismo» della Guardia Nazionale le vittime dell'attacco sarebbero state molte di più.

Il primo incidente a Washington

Gli attentati contro le forze dell'ordine sono aumentati nel 2025 ma a Washington, dove ad agosto Trump a dispiegato oltre 2'000 militari, non c'erano mai stati incidenti. I residenti della capitale sono ormai abituati a vedere i soldati, armati e con i giubotti anti-proiettili, girare per le strade. Alcuni li avvicinano per una foto o, perfino, per ringraziarli «per il loro servizio».

C'è anche, però, chi non gradisce la loro presenza perché la associa alla stretta sull'immigrazione e alle retate degli agenti anti-migranti.

Altri soldati nella capitale

Il Pentagono ha subito annunciato l'invio di altri 500 soldati a Washington. «L'animale che ha sparato ai due membri della Guardia Nazionale pagherà un prezzo altissimo», ha avvertito Trump in un post su Truth dalla Florida, dove si trova per trascorrere le vacanze del Ringraziamento. «Dio benedica la nostra Grande Guardia Nazionale e tutti i nostri militari e le forze dell'ordine. Sono persone davvero straordinarie. Sono con voi!», ha aggiunto.

La segretaria al dipartimento per la sicurezza interna, Kristi Noem, ha assicurato la piena collaborazione alle indagini e la procuratrice generale Pam Bondi ha commentato su X, scrivendo: «Agenti federali sono sulla scena della terribile sparatoria che ha coinvolto due membri della Guardia Nazionale a Washington, pregate per loro».