Svezia e Finlandia

A un passo dalla NATO, patto militare con Londra

SDA

11.5.2022 - 23:08

Svezia e Finlandia sono ormai a un passo dall'ingresso nella Nato. I due Paesi scandinavi stanno procedendo in tandem – complice anche la fratellanza tra i partiti socialdemocratici alla guida dei rispettivi governi – e nei prossimi giorni, molto probabilmente, andranno a chiudere la partita. Le tappe formali sono già incasellate.

Immagine d'illustrazione.
KEYSTONE/AP/Olivier Matthys

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11.5.2022 - 23:08

E non è un caso che il premier britannico Boris Johnson sia volato a Stoccolma ed Helsinki per firmare le «dichiarazioni di assistenza» in caso di «attacco» o di «crisi», comprese le minacce ibride o cibernetiche.

«La campagna sanguinaria scatenata da Vladimir Putin in Ucraina disegna una nuova realtà e la fronteggeremo insieme», ha detto Johnson accanto alla premier svedese Magdalena Andersson.

Poco dopo, a Helsinki, ha rincarato la dose. «Nell'eventualità di un disastro, di un attacco a uno dei nostri Paesi, ciascuno interverrebbe per dare assistenza all'altro, assistenza militare inclusa». Guerra, dunque, «boots on the ground».

L'accordo con Londra è separato dalla questione NATO

Londra ha chiarito che l'accordo tripartito è «slegato» dal capitolo Nato e procederà anche se Svezia e Finlandia non dovessero entrare nell'Alleanza Atlantica.

Ma al netto del recente protagonismo di Boris Johnson nell'est e nel nord europeo, che rientra nella sua strategia di Global Britain post-Brexit, il filo rosso ormai è chiaro.

Novità in arrivo

Il presidente finlandese Sauli Niinistö – che oggi ha provato a placare l'ira di Mosca affermando che l'eventuale adesione non sarà «contro» nessuno – renderà nota la sua posizione sull'ingresso nella Nato giovedì (il ministro degli Esteri Pekka Haavisto sarà invece alla commissione Esteri del Parlamento europeo). La premier Sanna Marin, invece, probabilmente scioglierà la sua riserva sabato prossimo, durante la riunione del Partito Socialdemocratico (SDP).

Andersson, dal canto suo, si pronuncerà domenica, dopo un'analoga riunione del suo partito – secondo Haavisto (Verdi) «è bene» che i due vicini sincronizzino le loro decisioni sulla Nato.

L'Alleanza accoglierà i nuovi membri «a braccia aperte»

Sempre per unire i puntini, a Berlino questo fine settimana si terrà la ministeriale informale Esteri dei Paesi dell'Alleanza, passaggio cruciale verso il summit di Madrid di fine giugno, quando verrà presentato il nuovo Piano Strategico.

«Sarei molto sorpreso se Finlandia e Svezia non fossero presenti a Madrid in quanto alleati di prossimo ingresso», commenta un alto funzionario della Nato. «Helsinki e Stoccolma sono contributori netti di sicurezza». Cioè gente che ha mezzi e modi per difendersi.

L'Alleanza, per bocca del segretario generale Jens Stoltenberg, ha già detto che accoglierà i nuovi membri «a braccia aperte» e dunque l'incognita al momento è solo quanto rapidamente tutto ciò accadrà. «Molto in fretta», assicura un'altra fonte interna alla Nato.

Il sostegno popolare all'ingresso del Patto Atlantico, sia in Svezia che Finlandia, è d'altra parte esploso negli ultimi mesi – il 76% dei finlandesi, secondo gli ultimi sondaggi, è ad esempio a favore. Il ministro per gli Affari europei, Tytti Tuppurainen, ha dichiarato apertamente che la luce verde ormai è «molto probabile».

Dichiarazioni analoghe vengono dalla Svezia. «Abbiamo visto che tipo di Paese è la Russia e che tipo di regime ha: il suo leader è un dittatore spietato», ha aggiunto Tuppurainen. «Non ci facciamo più illusioni su quello che sta facendo e sappiamo che può condurre una guerra che è quanto di più spregevole, spietato e brutale si possa immaginare».

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