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Ticker Medio Oriente Israele ha ripreso a colpire il sud del Libano - Iran cerca il supporto di ministri arabi e europei
Sara Matasci
26.4.2026
Gli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, partono sabato per il Pakistan per avviare colloqui diplomatici, mentre il vicepresidente JD Vance - presente anche negli incontri con i rappresentanti di Pakistan e Iran - è pronto a unirsi alla missione se i negoziati dovessero avanzare.
Immagine: KEYSTONE
L’esercito israeliano ha nuovamente invitato i civili libanesi a non rientrare nel sud del Libano, dove resta schierato nonostante la tregua, per motivi di sicurezza legati all’attività di Hezbollah.
Immagine: KEYSTONE
La scadenza del 1° maggio segna i 60 giorni di guerra e, secondo la legge americana, potrebbe costringere Trump a chiedere al Congresso l’autorizzazione per continuare il conflitto.
Immagine: sda
Il presidente Donald Trump parla fuori dallo Studio Ovale della Casa Bianca.
Immagine: KEYSTONE
I prezzi dell'energia sono diminuiti dopo la crisi energetica della guerra in Ucraina (immagine d'archivio)
Immagine: Jonas Walzberg/dpa
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu
Immagine: sda
Navi in attesa di passare dallo Stretto di Hormuz
Immagine: sda
Le proteste sulla guerra in Medio Oriente erano arrivate anche davanti all'edificio della Corte penale internazionale dell'Aia. (immagine d'archivio)
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Gli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, partono sabato per il Pakistan per avviare colloqui diplomatici, mentre il vicepresidente JD Vance - presente anche negli incontri con i rappresentanti di Pakistan e Iran - è pronto a unirsi alla missione se i negoziati dovessero avanzare.
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L’esercito israeliano ha nuovamente invitato i civili libanesi a non rientrare nel sud del Libano, dove resta schierato nonostante la tregua, per motivi di sicurezza legati all’attività di Hezbollah.
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La scadenza del 1° maggio segna i 60 giorni di guerra e, secondo la legge americana, potrebbe costringere Trump a chiedere al Congresso l’autorizzazione per continuare il conflitto.
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Il presidente Donald Trump parla fuori dallo Studio Ovale della Casa Bianca.
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I prezzi dell'energia sono diminuiti dopo la crisi energetica della guerra in Ucraina (immagine d'archivio)
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Il premier israeliano Benyamin Netanyahu
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Navi in attesa di passare dallo Stretto di Hormuz
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Le proteste sulla guerra in Medio Oriente erano arrivate anche davanti all'edificio della Corte penale internazionale dell'Aia. (immagine d'archivio)
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Sabato 28 febbraio Israele e gli USA hanno attaccato l'Iran, uccidendo la Guida Suprema Ali Khamenei. Al suo posto è stato eletto il figlio Mojtaba, rimasto ferito nei raid del 10 marzo. Falliti i negoziati di pace, nemmeno una tregua ha retto. Il punto cruciale rimane lo Stretto di Hormuz, da dove devono passare le petroliere. Gli aggiornamenti principali sulla guerra in Medio Oriente nel live-ticker di blue News.
Hai fretta? blue News riassume per te
- Il 28 febbraio Israele e gli USA hanno attaccato l'Iran, uccidendo la Guida Suprema Ali Khamenei. Al suo posto è stato eletto il figlio Mojtaba, gravemente ferito, ma «mentalmente lucido e attivo».
- Nonostante il cessate il fuoco, l'esercito israeliano ha iniziato a colpire il Libano meridionale, dopo aver emesso un avviso di evacuazione per sette città e villaggi.
- Il presidente americano Donald Trump ha cancellato il viaggio di Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan per i colloqui con l'Iran.
- Secondo la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), la Svizzera ha congelato beni iraniani per un importo di 13,5 milioni di franchi. Rispetto ad altri Paesi soggetti a sanzioni, tale importo non è particolarmente elevato.
- La Germania muove in anticipo le proprie unità navali nel Mediterraneo in preparazione a una potenziale missione nello Stretto di Hormuz per dragare le mine.
- Dal 2 marzo, ripresa dei raid israeliani su Libano, sono state uccise 2'509 persone, più di 7'000 i feriti. 14 i morti solo nella giornata di domenica.
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Vi ringraziamo per averci seguito e vi diamo appuntamento a domani. Buonanotte
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22:28
Attacchi israeliani in Libano
Il ministero libanese della Salute ha annunciato che gli attacchi israeliani nel sud del Paese hanno causato oggi la morte di 14 persone, nonostante la recente proroga del cessate il fuoco.
Tra le vittime figurano due donne e due bambini, ha dichiarato il ministero in un comunicato, aggiungendo che altre 37 persone sono rimaste ferite.
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20:43
Il ministro degli Esteri iraniano parla con ministri arabi e europei
Secondo la CNN il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha tenuto una serie di colloqui telefonici con i suoi omologhi di Egitto, Francia, Qatar, Arabia Saudita e Turchia, dopo che le speranze della regione di ulteriori colloqui tra Stati Uniti e Iran si sono dissolte.
Il ministro degli Esteri iraniano ha fatto una breve sosta a Muscat domenica, prima di tornare a Islamabad per un altro incontro.
Allo stesso tempo, i media statali iraniani hanno riferito che Araghchi ha parlato con i ministri degli Esteri arabi ed europei degli sforzi per portare avanti la diplomazia con Washington, dove i funzionari dell'amministrazione Trump non si sono ancora impegnati a ulteriori negoziati di persona.
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18:59
Libano: 2'509 morti dalla ripresa della guerra
Secondo quanto riportato da al Jazeera, il ministero della Salute libanese riferisce che, dal 2 marzo, data in cui è ripresa la guerra tra Israele e Hezbollah, sono state uccise almeno 2’509 persone, mentre sono 7’755 i feriti in seguito agli attacchi israeliani.
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14.41
Israele ha ripreso a colpire il sud del Libano
Un organo di stampa statale libanese ha riferito che l'esercito israeliano ha iniziato a colpire il Libano meridionale, dopo aver emesso un avviso di evacuazione per sette città e villaggi, nonostante il cessate il fuoco con l'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista Hezbollah, gruppo filoiraniano.
«Aerei da guerra israeliani hanno effettuato un attacco» su Kfar Tibnit, una delle città oggetto dell'avviso israeliano, ha riferito l'Agenzia nazionale d'informazione libanese (Ani), aggiungendo che ci sono state segnalazioni di vittime.
In base ai termini del cessate il fuoco, entrato in vigore il 17 aprile, Israele si riserva il diritto di continuare a colpire Hezbollah.
Poco prima dell'attacco odierno, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che le azioni di Hezbollah in Libano stanno «distruggendo» il cessate il fuoco concordato tra Israele e Libano.
«Bisogna capire che le violazioni di Hezbollah stanno, di fatto, distruggendo il cessate il fuoco», ha affermato Netanyahu durante una riunione settimanale del governo, come mostra un video diffuso per l'occasione. «Faremo ciò che è necessario per ristabilire la sicurezza», ha aggiunto.
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10.27
Beni iraniani bloccati in Svizzera
Secondo la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), la Svizzera ha congelato beni iraniani per un importo di 13,5 milioni di franchi. Rispetto ad altri Paesi soggetti a sanzioni, tale importo non è particolarmente elevato, scrive la NZZ am Sonntag.
Secondo Mark Pieth, professore emerito di diritto penale, l’ordinanza relativa alle sanzioni contro l’Iran è nettamente meno estesa di quella contro la Russia.
L’elenco delle sanzioni non includerebbe, ad esempio, il nuovo leader iraniano Mojtaba Khamenei. La SECO ha ricordato che la Svizzera non impone sanzioni autonome. Ha spiegato l’importo relativamente modesto dei beni congelati dalle sanzioni internazionali in vigore da molti anni, che hanno fortemente ridotto i legami finanziari con l’Iran.
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10.01
Il ministro degli Esteri iraniano andrà in Russia
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi farà ritorno in Pakistan dopo la visita in Oman. L’agenzia di stampa Irna, citando il ministero degli Esteri, ha riferito che Araghchi «ha in programma di visitare nuovamente il Pakistan dopo aver completato il suo viaggio in Oman e prima di recarsi in Russia».
Parte della sua delegazione è tornata a Teheran, ha aggiunto l’agenzia, «per consultarsi e ottenere le istruzioni necessarie sulle questioni relative alla fine della guerra, e dovrebbe ricongiungersi ad Araghchi a Islamabad ancora oggi, domenica».
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09.35
Nuovi raid israeliani nel sud del Libano
I media statali libanesi hanno riportato, nella tarda serata di ieri, sabato, una serie di nuovi attacchi israeliani in almeno quattro diverse località nel sud del Paese, dopo che il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu aveva ordinato all’Idf di attaccare Hezbollah a seguito di presunte violazioni del cessate il fuoco.
L’agenzia di stampa statale National News Agency ha riportato due attacchi in rapida successione in una città del distretto di Bint Jbeil, un altro in una città del distretto di Tiro e attacchi in altre due città del distretto di Nabatieh.
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09.17
Gli USA intercettano una nave della «flotta ombra» iraniana
Una delle navi della ‹flotta ombra› che trasporta petrolio iraniano è stata intercettata nel mar Arabico da un elicottero della Marina degli Stati Uniti, decollato dal cacciatorpediniere lanciamissili USS Pinckney.
Lo riferisce il Comando Centrale americano in un post sui social media precisando che la nave mercantile sta ottemperando alle direttive militari USA di fare ritorno in Iran sotto scorta.
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22:03
Trump: «Abbiamo ricevuto un nuovo documento, meglio del precedente, ma non abbastanza»
«Il documento che ci ha proposto l'Iran non era abbastanza». Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti.
«Stranamente dieci minuti dopo che ho cancellato il viaggio dei miei inviati in Pakistan ce ne hanno mandato un altro», ha aggiunto il presidente.Il presidente, parlando con i reporter a Palm Beach prima di tornare a Washington, ha riferito che, dopo la sua decisione di cancellare il viaggio dei suoi inviati a Islamabad, «nel giro di dieci minuti abbiamo ricevuto un nuovo documento che era molto meglio» del precedente»... «hanno offerto molto ma non abbastanza».
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18:05
«Trump cancella il viaggio di Witkoff e Kushner in Pakistan»
Il presidente americano Donald Trump ha cancellato il viaggio di Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan per i colloqui con l'Iran.
Lo ha dichiarato lo stesso presidente a Fox News e al giornalista di Axios Barak Ravid.
Gli inviati americani Whitkoff e Kushner sarebbero dovuti partire in mattinata per i colloqui con l'Iran. Ma visto che non ci sono stati progressi sono rimasti negli Usa.
«Ho detto poco fa ai miei collaboratori che si stavano preparando a partire ‹No, non farete un volo di 18 ore per andare lì. Abbiamo tutte le carte in mano. Possono chiamarci quando vogliono, ma non farete più voli di 18 ore per stare seduti a parlare del nulla›», ha dichiarato all'emittente.
Poi ha ribadito il concetto chiamando Barak Ravid di Axios e, alla domanda se ciò significhi che riprenderà la guerra, il commander in chief ha risposto con la sua solita ambiguità: «No. Non significa questo. Non ci abbiamo ancora pensato».
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17.30
Witkoff e Kushner non sono ancora partiti per Islamabad
Gli inviati americani Steve Whitkoff e Jared Kushner non erano ancora partiti in mattinata per i colloqui con l'Iran.
Secondo il giornalista di Axios Barak Ravid, sarebbero ancora a Miami e non ci sarebbero progressi in questa fase.
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15.00
La Germania invia dragamine nel Mediterraneo, pronta per Hormuz
La Germania muove in anticipo le proprie unità navali nel Mediterraneo in preparazione a una potenziale missione nello Stretto di Hormuz.
Il ministro della difesa tedesco, Boris Pistorius, ha annunciato il dispiegamento di un dragamine e di una nave comando e supporto «per essere pronti ad agire rapidamente qualora il Bundestag (la principale Camera del parlamento tedesco) emettesse un mandato».
«Per risparmiare tempo, abbiamo deciso di dispiegare alcune unità tedesche nel Mediterraneo con anticipo, in modo da non perdere ulteriore tempo una volta ottenuto il mandato», ha spiegato al quotidiano regionale Rheinische Post, particolarmente diffuso nella parte occidentale della Renania Settentrionale-Vestfalia, sottolineando che un approccio analogo era stato adottato per la missione diplomatico-militare di sicurezza marittima Aspides dell'UE nel Mar Rosso, accelerandone l'avvio.
Un eventuale intervento nel Golfo Persico resta tuttavia subordinato a condizioni stringenti. «Il primo e principale prerequisito per un dispiegamento navale tedesco nello Stretto di Hormuz è la fine delle ostilità», ha precisato Pistorius.
Sul piano giuridico, il ministro ha proposto di ampliare il mandato di Aspides, includendo anche Hormuz e prevedendo dunque il coinvolgimento di Stati Uniti e Regno Unito. La marina tedesca contribuirebbe con capacità di sminamento per garantire sicurezza e la libertà di navigazione nello stretto.
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11:50
Islamabad attende gli emissari statunitensi
Gli emissari statunitensi sono attesi oggi, sabato a Islamabad, dove una delegazione iraniana ha avviato colloqui con le autorità pakistane. Il tutto, giova ricordarlo, senza alcuna garanzia di discussioni dirette tra le due parti in conflitto.
Islamabad attende da giorni una ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, avviati due settimane fa e interrotti dopo una mezza giornata, anche se da allora il cessate il fuoco è stato unilateralmente prorogato a tempo dagli Stati Uniti.
Arrivato invece ieri, venerdì, per colloqui con alti funzionari pakistani, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha già incontrato il capo dell’esercito pakistano Asim Munir.
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10.00
Il Giappone studia l'invio di dragamine nello Stretto di Hormuz
Il Governo giapponese considera l'invio di dragamine delle Forze marittime di autodifesa (Msdf) nello Stretto di Hormuz, a fronte della richiesta del presidente statunitense Donald Trump di contribuire alla sicurezza della navigazione nello snodo considerarato cruciale per gli approvvigionamenti di petrolio a livello globale.
Takayuki Kobayashi, presidente del Policy Research Council del Partito Liberaldemocratico (Ldp), ha sollecitato l'esecutivo a valutare l'impiego di unità dragamine una volta cessate le ostilità tra Stati Uniti e Iran, sottolineando che la mossa rappresenterebbe «una delle opzioni per tutelare gli interessi nazionali del Giappone nel rispetto dei vincoli normativi».
In merito alla richiesta avanzata da Trump durante l'incontro bilaterale di marzo, la premier Takaichi ha ricordato che esistono attività che il Giappone può o non può svolgere alla luce del proprio ordinamento giuridico, con particolare riferimento ai limiti posti dalla Costituzione pacifista.
Ai sensi della legge sulle Forze di Autodifesa, Tokyo può ad esempio dispiegare navi specializzate per bonificare aree da ordigni residuati di conflitti armati. Un precedente operativo risale al 1991, quando il Giappone inviò unità dragamine nel Golfo Persico al termine della Guerra del Golfo, in un'operazione di sminamento post-bellico.
L'ipotesi di un nuovo impiego operativo rientra nel più ampio dibattito sul ruolo internazionale del Giappone e sull'interpretazione dell'articolo 9 della Costituzione, che rinuncia alla guerra come strumento di risoluzione delle controversie.
La valutazione in corso tiene conto sia delle esigenze di sicurezza energetica, dal momento che il Giappone importa circa il 90% del proprio petrolio via mare, sia dei delicati equilibri diplomatici nella regione mediorientale.
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09.30
Attacchi israeliani in Libano, sei morti
Gli attacchi israeliani in Libano hanno causato ieri la morte di sei persone, nonostante il cessate il fuoco in corso nella guerra che dura da oltre sei settimane tra Israele e Hezbollah. Lo ha dichiarato il Ministero della Salute libanese.
«Gli attacchi aerei del nemico israeliano sul Libano meridionale di oggi hanno provocato il martirio di sei cittadini e il ferimento di altri due», ha affermato il Ministero in una dichiarazione. Due persone sono state uccise a Wadi al-Hujair, due a Touline e una ciascuna a Srifa e Yater, tutte nel Libano meridionale, ha precisato il Ministero.
La forza di pace delle Nazioni Unite in Libano, UNIFIL, ha inoltre annunciato che un membro dei Caschi Blu indonesiani è morto in ospedale per le ferite riportate il 29 marzo in un attacco alla sua base. All'epoca dell'attacco del 29 marzo, UNIFIL aveva dichiarato che un soldato indonesiano era rimasto ucciso e un altro ferito. Un'indagine preliminare delle Nazioni Unite ha stabilito che il soldato è stato ucciso da un proiettile di carro armato israeliano.
Oggi l'esercito israeliano ha dichiarato di aver ucciso sei persone nella città di Bint Jbeil, nel sud del Libano, teatro di intensi scontri tra le forze israeliane e Hezbollah nei giorni precedenti al cessate il fuoco del 17 aprile. L'esercito israeliano ha affermato che tutte e sei le persone uccise a Bint Jbeil erano combattenti del gruppo armato filo-iraniano Hezbollah. Non è chiaro se i decessi annunciati dal Ministero della Salute libanese siano collegati a quelli rivendicati da Israele.
Secondo il Ministero della Salute libanese, gli attacchi israeliani hanno causato 2.491 morti in Libano dall'inizio della guerra, il 2 marzo.
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09.00
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Buongiorno e ben ritrovati sul nostro spazio dedicato a tutto quello che succede nella guerra di USA e Israele contro l'Iran.
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22:30
Chiudiamo qui la diretta
Il nostro live-ticker sugli sviluppi della guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran si ferma per la notte.
Riprenderemo sabato mattina. Grazie per averci seguito. Vi auguriamo una buona serata e una buona notte.
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22:12
Al Thani sente Trump, focus sull'accordo di cessate il fuoco tra USA e Iran
L'agenzia di stampa statale del Qatar ha reso noto che l'emiro, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, ha discusso telefonicamente con Donald Trump dell'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Lo scrive il Guardian.
Al Thani ha aggiunto che il Qatar continuerà a coordinarsi con i partner per sostenere gli sforzi di mediazione guidati dal Pakistan.
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20:48
Il ministro degli Esteri iraniano è arrivato a Islamabad
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a Islamabad, dove si terrà nel fine settimana un secondo round di negoziati indiretti con gli Usa. Lo scrivono i media pachistani.
Araghchi è accompagnato da una piccola delegazione e dovrebbe incontrare il primo ministro del Pakistan Shehbaz Sharif e il maresciallo di Campo Generale Syed Asim Munir.
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19:32
Steve Witkoff e Jared Kushner partono per il Pakistan sabato
Gli inviati di Donald Trump Steve Witkoff e Jared Kushner partono per il Pakistan domani. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un'intervista a «Fox News».
Secondo «CNN» inoltre, il vicepresidente JD Vance sarà pronto a recarsi a Islamabad qualora i colloqui dovessero progredire.
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18:40
Netanyahu: «Hezbollah sta cercando di sabotare gli sforzi di pace»
«Abbiamo avviato un processo per raggiungere una pace storica tra Israele e il Libano, ed è chiaro che Hezbollah sta cercando di sabotarla. Manteniamo la piena libertà d'azione contro qualsiasi minaccia, comprese quelle emergenti. Abbiamo attaccato ieri e abbiamo attaccato oggi. Siamo determinati a ripristinare la sicurezza per gli abitanti del Nord». Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Nel frattempo, dopo aver emesso un avviso di evacuazione, le forze armate israeliane (Idf) comunicano di «aver colpito strutture militari di Hezbollah nell'area di Deir Ames (comune del distretto di Tiro nel Libano meridionale, ndr), da cui erano stati lanciati dei razzi verso Shtula, in Israele».
«Le strutture colpite - si legge nel comunicato - erano utilizzate dai miliziani per portare avanti attività terroristiche contro i soldati dell'Idf e lo Stato di Israele».
Inoltre, i paracadutisti dell'Idf hanno eliminato sei terroristi armati di Hezbollah che operavano a Bint Jbeil, a sud della linea gialla nel Libano meridionale». Lo afferma in un comunicato l'Idf.
Secondo la ricostruzione dell'esercito israeliano, i primi due miliziani di Hezbollah sono stati eliminati in un conflitto a fuoco immediatamente successivo alla loro individuazione. Gli altri quattro, invece, sono stati uccisi all'interno della struttura in cui operavano.
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15:12
Il presidente del Parlamento iraniano lascia i negoziati
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, capo della squadra negoziale iraniana con gli Stati Uniti, si è dimesso per i disaccordi interni. Lo riporta Iran International in un'esclusiva.
Ghalibaf è stato criticato per aver tentato di includere la questione nucleare nei colloqui con Washington ed è stato costretto a dimettersi.
La figura intransigente Saeed Jalili, rappresentante ultraintegralista della Guida Suprema presso il consiglio supremo di sicurezza nazionale, potrebbe sostituirlo, scrive Iran International, mentre anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi cerca di assumere la guida dei colloqui.
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15:11
Il ministro degli esteri iraniano farà un tour
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi inizierà un tour regionale che toccherà Islamabad, Mascate e Mosca: lo riportano i media statali iraniani, riferisce Iran International.
«Lo scopo di questa visita è quello di tenere consultazioni bilaterali e discutere gli sviluppi attuali nella regione, nonché la situazione più recente della guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime israeliano contro l'Iran», ha dichiarato l'agenzia di stampa statale Irna.
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15:10
«Da domani ripartono i voli internazionali da Teheran»
Le autorità iraniane hanno annunciato la ripresa di alcuni voli internazionali dall'aeroporto Imam Khomeini di Teheran a partire da domani, con Istanbul e Mascate tra le prime destinazioni. Lo scrive Anadolu.
Ramin Kashef Azar, CEO dello scalo, ha dichiarato in un'intervista all'agenzia di stampa iraniana Ilna che i voli passeggeri internazionali riprenderanno domani, dopo essere stati sospesi durante la guerra.
Finora sono stati autorizzati i voli di andata e ritorno per Istanbul e Mascate, ha affermato, aggiungendo che i permessi per ulteriori rotte nazionali e internazionali saranno rilasciati gradualmente in base alla domanda.
Durante il periodo di cessate il fuoco, l'aeroporto è rimasto attivo per le operazioni di carico merci, mentre le compagnie aeree straniere hanno anche trasferito i loro aeromobili da esso, ha aggiunto.
Nel frattempo, la compagnia di bandiera iraniana Iran Air ha iniziato a ripristinare i servizi passeggeri nazionali all'inizio di questa settimana, con il primo volo sulla rotta Teheran-Mashhad operato il 22 aprile, secondo l'agenzia di stampa statale Irna.
La compagnia aerea prevede di riprendere i voli nazionali tra domani e domenica, nell'ambito di un graduale ritorno alla normalità.
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14:30
L'ambasciata svizzera a Teheran riprende l'attività
L'Ambasciata svizzera in Iran si prepara alla graduale ripresa delle sue attività dopo la chiusura temporanea decisa l'11 marzo per la precaria situazione di sicurezza a causa della guerra.
A tale scopo da questa settimana un piccolo team è di nuovo presente a Teheran, ha comunicato oggi il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
Si tratta di una squadra tecnica composta di quattro collaboratori elvetici, guidati dall'incaricato d'affari svizzero, che in una prima fase si occuperà di chiarire la situazione in vista di una piena ripresa delle attività, la quale dipende anche dall'evolversi delle condizioni in Iran, viene precisato, aggiungendo che i servizi consolari, compreso il rilascio dei visti, non possono per il momento essere ancora offerti.
Il rientro degli altri collaboratori è previsto una volta completati tutti gli accertamenti necessari.
La decisione di riaprire gradualmente l'ambasciata - indica il DFAE - è stata presa dopo un'analisi dei rischi e in consultazione con l'Iran e con gli Stati Uniti, per i quali la Svizzera rappresenta gli interessi nell'ambito del suo mandato in qualità di potenza protettrice. Tali interessi saranno ora nuovamente tutelati direttamente in loco.
La Svizzera segue da vicino gli sviluppi nella regione e mantiene stretti contatti con i suoi partner. È pronta a offrire i suoi buoni uffici se le parti lo desiderano e sostiene tutte le iniziative diplomatiche che contribuiscono alla de-escalation e al raggiungimento di una pace duratura, sottolinea la nota.
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10:30
La guerra in Iran ha prosciugato le scorte statunitensi di missili
Secondo valutazioni interne del Dipartimento della Difesa, confermate anche da fonti del Congresso che hanno parlato con il New York Times, le scorte di missili statunitensi e di armi costose si sono notevolmente ridotte a causa della guerra con l'Iran.
Gli esperti calcolano che il conflitto sta costando agli Stati Uniti circa un miliardo di dollari al giorno.
Qui l'articolo per approfondire e sapere quanti missili ha usato l'esercito statunitense:
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10:23
La Nato non acquisterà più aerei da ricognizione dagli USA?
La Nato prevede di modernizzare la sua flotta di aerei da ricognizione Awacs ma non si affiderà più a velivoli di fabbricazione statunitense.
Come scrive la Dpa, se solo un anno fa si dava per scontato che il produttore statunitense Boeing avrebbe ottenuto l'appalto per la costruzione dei nuovi aerei da ricognizione, ora le fonti sostengono che in futuro verranno usati aerei del produttore canadese Bombardier, equipaggiati con il sistema di ricognizione e allerta precoce GlobalEye dell'azienda svedese di difesa Saab.
L'ordine dovrebbe comprendere fino a 12 velivoli Global 6000 o Global 6500, per un valore di diversi miliardi di euro.
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09:33
In un E-mail del Pentagono si ipotizza la sospensione della Spagna dalla Nato
Una e-mail interna del Pentagono ipotizza misure contro gli alleati Nato ritenuti «difficili» nel conflitto Usa-Iran, inclusa la possibilità di sospendere la Spagna dall'Alleanza.
Lo scrive Reuters sul sito.
Tra le opzioni allo studio, si starebbe valutando anche la possibilità di rivedere la posizione degli Stati Uniti rispetto alla rivendicazione britannica delle isole Falkland.
Per conoscere i dettagli, qui l'articolo completo:
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09:05
Borsa svizzera: apre in ribasso
La borsa svizzera apre in ribasso l'ultima seduta della settimana: alle 09.02 l'indice dei valori guida SMI segnava 13'206,81 punti, in flessione dello 0,31% rispetto a ieri.
Il mercato continua a guardare alla situazione in Medio Oriente e al prezzo del petrolio.
Sul fronte interno l'attenzione è rivolta a Holcim (+1,20%) e a Kühne+Nagel (+1,35%), che hanno pubblicato i trimestrali.
Le variazioni degli altri titoli SMI vanno dal -1,01% di Richemont al +0,30% di Nestlé.
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08:45
Borsa: Asia contrastata con lente su Hormuz, Europa attesa debole
Borse di Asia e Pacifico contrastate con le incertezze legate allo stretto di Hormuz per lo stallo nei negoziati tra Usa e Iran.
Allo stesso tempo gli investitori valutano i dati sull'inflazione in leggero aumento provenienti dal Giappone. A Tokyo il Nikkei sale dell'1%.
In territorio positivo anche Hong Kong (+0,25%). Deboli Shanghai (-0,12%) e Shenzhen (-0,19%). In calo dello 0,4% Seul dopo aver toccato nella seduta precedente il massimo storico.
I future su Wall Street sono in parte in rialzo con l'annuncio di Trump di una proroga del cessate il fuoco tra Israele e Libano. L'Europa, invece, è attesa debole. Tra i macro previsti l'indice Ifo dalla Germania.
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08:00
Trump: «Il Cessate il fuoco tra Israele e Libano esteso di 3 settimane»
Il cessate il fuoco tra Israele e Libano è stato esteso di tre settimane. Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump, intervento nell'incontro alla Casa Bianca tra gli ambasciatori dei due Paesi, nel loro secondo ciclo di negoziati di una possibile pace.
Il presidente statunitense ha definito un «davvero storico» l'incontro avvenuto nello Studio Ovale alla Casa bianca.
«Non si sono mai incontrati per tanti, tanti anni», ha detto parlando ai giornalisti dopo l'incontro a cui ha partecipato di persona, «sono uno accanto all'altro e non si sono mai incontrati».
Trump ha anche affermato di attendersi che i leader di Israele e Libano lo incontrino nel corso delle prossime due settimane, esprimendo fiducia sulla possibilità di definire un accordo di pace permanente entro l'anno.
«Credo vi siano ottime probabilità. Penso che dovrebbe trattarsi di un obiettivo facile da centrare», ha detto Trump.
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07:45
Trump sull'atomica: «Non la utilizzerei»
Donald Trump ha affermato giovedì di non avere intenzione di usare l’arma nucleare contro l’Iran, durante uno scambio con la stampa nello Studio Ovale.
«No, non la utilizzerei. Non dovrebbe mai essere possibile per chiunque utilizzare l’arma nucleare», ha detto il presidente americano, a cui una giornalista ha chiesto se prevedesse di ricorrere alla bomba atomica.
«Non ne abbiamo bisogno. Perché fare una domanda così stupida? Perché dovrei utilizzare l’arma nucleare quando li abbiamo completamente annientati, in modo del tutto convenzionale?», ha dichiarato.
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07:30
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22.35
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22.15
Mojtaba ribadisce: «Minare la nostra unità è l'obiettivo malvagio del nostro nemico»
In risposta alle dichiarazioni di Trump sulle divisioni all'interno della leadership della Repubblica Islamica, l'account X della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha ripubblicato il suo messaggio per Nowruz (il Capodanno iraniano, il 20 marzo scorso).
«Il nemico cerca di minare l'unità e la sicurezza nazionale; non permettete che questo obiettivo malvagio si realizzi per negligenza», si legge, come riporta Iran International.
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21.20
«L'Iran ha disseminato altre mine nello Stretto di Hormuz»
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionaria ha disseminato altre mine nello Stretto di Hormuz questa settimana. Lo riporta Axios citando alcune fonti.
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20.37
La portaerei George H.W. Bush è arrivata in Medio Oriente
La portaerei americana Uss George H.W. Bush è arrivata in Medio Oriente. Lo riferiscono i media americani, aggiungendo che l'unità rafforza la presenza militare americana nell'area, dopo aver operato ed essersi allontanata dal Madagascar.
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19.40
«Trump all'incontro tra gli ambasciatori di Israele e Libano»
Il presidente americano Donald Trump parteciperà a una parte dell'incontro tra gli ambasciatori di Israele e Libano alla Casa Bianca, in programma oggi, secondo quanto riferito da un alto funzionario Usa. Lo riferisce Barak Ravid di Axios in un post su X.
Il tycoon «saluterà» i due ambasciatori, impegnati nel secondo ciclo di colloqui, parte degli sforzi per definire un cessate il fuoco e un eventuale accordo di pace.
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19.19
Attacco israeliano nel sud del Libano uccide tre persone
Un attacco israeliano nel sud del Libano ha ucciso tre persone. Lo riporta in un comunicato il ministero della Salute libanese.
«Il raid dello Stato ebraico sulla strada di Shoukine, nel distretto di Nabatieh, a più di 30 chilometri dal nord di Israele, ha ucciso tre persone, mentre un attacco nel villaggio di Yater ha ferito due persone, tra cui un bambino», ha affermato il ministero.
I nuovi attacchi arrivano a poche ore dal nuovo round di colloqui a Washington tra gli ambasciatori libanesi e israeliani.
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17.41
L'ordine di Trump: «Distruggere qualsiasi nave mette mine a Hormuz»
Donald Trump ha ordinato alle forze americane di sparare a qualsiasi nave che mette mine nello Stretto di Hormuz.
«Ho ordinato alla Marina degli Stati Uniti di aprire il fuoco e distruggere qualsiasi imbarcazione, per quanto piccola essa possa essere, che stia posizionando mine nelle acque dello Stretto di Hormuz. Non dovrà esserci alcuna esitazione», ha detto il presidente sul suo social Truth.
«Inoltre, le nostre navi dragamine stanno bonificando lo Stretto proprio in questo momento. Ordino pertanto che tale attività prosegua, ma a un livello triplicato», ha messo in evidenza.
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15:50
Condizioni gravi per Mojtaba Khamenei: protesi alla gamba e volto da operare
La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei è gravemente ferito, ma «mentalmente lucido e attivo». Lo riporta il «New York Times» citando alcune fonti, secondo le quali è stato operato alla gamba tre volte dal bombardamento che ha ucciso suo padre e la sua famiglia.
Secondo il media, Khamenei è in attesa di una protesi. Ha inoltre subito un intervento chirurgico a una mano e sta recuperando la funzionalità.
Il volto e le labbra hanno riportato gravi ustioni, rendendogli difficile parlare, hanno riferito ancora i funzionari, mettendo in evidenza che avrà bisogno di un intervento di chirurgia plastica.
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10:50
Iran: ricevuti primi introiti da pedaggi imposti su Stretto Hormuz
Un alto funzionario del Parlamento iraniano ha dichiarato che Teheran ha ricevuto i primi introiti dai pedaggi imposti sullo strategico Stretto di Hormuz nel contesto della guerra con gli Stati Uniti e Israele.
«I primi introiti derivanti dai pedaggi dello Stretto di Hormuz sono stati depositati sul conto della Banca Centrale», ha affermato il vicepresidente del Parlamento Hamidreza Hajibabaei, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Tasnim. Anche altri media iraniani hanno riportato la stessa dichiarazione, senza fornire ulteriori dettagli.
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10:30
Lo sminamento dello Stretto di Hormuz potrebbe durare fino a sei mesi
Le operazioni per rimuovere le mine nello Stretto di Hormuz potrebbero richiedere fino a sei mesi, con possibili effetti sui prezzi globali degli idrocarburi. È quanto emerge da una stima del Pentagono presentata in forma riservata al Congresso statunitense, come riportato mercoledì dal «Washington Post».
Secondo il quotidiano, che cita tre funzionari rimasti anonimi, «ai membri del Congresso è stato comunicato che l’Iran potrebbe aver collocato almeno 20 mine nello Stretto di Hormuz e nelle aree circostanti».
Nel corso della presentazione, un funzionario della Difesa ha spiegato che «alcune mine sarebbero state posizionate a distanza grazie alla tecnologia GPS», rendendone più difficile l’individuazione. Altre, invece, sarebbero state «collocate direttamente in mare dalle forze iraniane utilizzando piccole imbarcazioni».
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09:20
Libano accusa Israele: «Crimini di guerra per l'uccisione della reporter Khalil»
Il primo ministro libanese accusa Israele di crimini di guerra dopo un attacco aereo che ha causato la morte della giornalista Amal Khalil e il ferimento di un altro reporter nel sud del Libano. Lo riporta la «BBC», sottolineando come l’episodio arrivi alla vigilia di un nuovo round di colloqui tra i due Paesi previsto oggi a Washington.
Secondo le autorità libanesi, Khalil e la collega Zeinab Faraj sarebbero state colpite intenzionalmente mentre cercavano rifugio in un’abitazione, dopo che un primo bombardamento aveva centrato il veicolo che le precedeva, uccidendo due uomini.
Le stesse fonti accusano inoltre le Forze di Difesa Israeliane (IDF) di aver preso di mira anche un'ambulanza che stava cercando di raggiungere i giornalisti nel villaggio di Tiri.
Amal Khalil, 43 anni, lavorava per il quotidiano libanese Al-Akhbar. Viaggiava insieme a Faraj, fotografa freelance. Le autorità non hanno ancora reso note le identità delle due vittime maschili.
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08:40
Scadenza 1° maggio aumenta pressione su Trump per chiudere in Iran
La scadenza del 1. maggio potrebbe aumentare la pressione su Donald Trump per mettere fine alla guerra in Iran. Il primo maggio sono infatti 60 giorni di conflitto e la legge prevede che il presidente richieda l'autorizzazione al Congresso per procedere.
Come riporta il «New York Times», finora i repubblicani gli hanno consentito di muoversi liberamente, bloccando anche tutte le risoluzioni per i poteri di guerra presentate dai democratici. Ma il primo maggio è una scadenza sulla quale molti repubblicani non intendono soprassedere.
Anche se le guerra contro l'Iran è iniziata alla fine di febbraio, Trump ha notificato formalmente al Congresso l'operazione il 2 marzo, facendo scattare il conteggio dei 60 giorni che cadono il primo maggio. Una volta superata la scadenza, le opzioni a disposizione del presidente per continuare la campagna senza l'autorizzazione del Congresso sono limitate. Trump ne avrebbe tre: chiedere al Congresso di continuare, iniziare a ridurre il coinvolgimento americano o concedersi un'estensione.
La norma infatti prevede un'estensione di 30 giorni se il presidente certifica per iscritto che c'è bisogno di più tempo per facilitare il ritiro sicuro delle forze americane. L'estensione comunque non gli garantirebbe l'autorità di continuare l'offensiva.
Il Congresso ha l'opzione in ogni momento di garantirgli esplicitamente il permesso di continuare la guerra approvando un'autorizzazione per l'uso della forza militare. Non è chiaro però se i repubblicani avrebbero o meno i numeri. Trump potrebbe poi decidere, come hanno fatto alcuni presidenti in passato, di ignorare le scadenze esponendo però il partito repubblicano a molti rischi politici.
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07:40
Riparte il live-ticker
Benvenuti nel nostro live-ticker di oggi sul conflitto in Medio Oriente.
Qui trovate tutti gli aggiornamenti in tempo reale, le notizie e gli sviluppi principali della giornata.
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22:15
Chiudiamo il live-ticker
Termina qui, per oggi, il nostro ticker. Domani mattina ci ritroverete con i nuovi aggiornamenti sul conflitto in Medio Oriente.
Auguriamo a tutti una buona serata.
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21:57
L'ambasciata Usa a Beirut esorta nuovamente i cittadini americani a lasciare il Libano
L'ambasciata statunitense a Beirut ha rinnovato l'allerta sicurezza, esortando i cittadini statunitensi a lasciare il Libano finché sono ancora disponibili voli commerciali. Lo riferisce al Jazeera.
In un comunicato ha affermato che la situazione della sicurezza «rimane complessa e può cambiare rapidamente».
L'ambasciata ha inoltre esortato coloro che non partono a prepararsi per situazioni di emergenza e ha anche messo in guardia contro la presenza di ordigni inesplosi.
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21:47
La Casa Bianca aspetta una risposta dall'Iran
«Aspettiamo la risposta iraniana»: con il blocco «stiamo strangolando la loro economia». Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, sottolineando che il presidente statunitense Donald Trump vuole una risposta unitaria da Teheran.
«Le carte sono nelle mani di Trump: gli Stati Uniti mantengono il controllo. Trump gode di flessibilità grazie all'estensione del cessate il fuoco», ha detto Leavitt in un'intervista a Fox, aggiungendo che Trump non ha fissato una scadenza tassativa per la proposta all'Iran: sarà lui a dettare la tempistica del cessate il fuoco. La portavoce della Casa Bianca ha poi definito «inesatta» l'ipotesi di un cessate il fuoco della durata di 3-5 giorni.
Trump non considera il sequestro di due navi da parte dell'Iran una violazione del cessate il fuoco, ha poi detto Leavitt, notando come le due navi sequestrate non sono americane.
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21:27
Teheran: «Da Trump notizie false, nessuna giovane condannata a morte»
La magistratura iraniana ha dichiarato che le affermazioni del presidente Donald Trump, secondo cui l'Iran avrebbe annullato le esecuzioni di otto donne, si basavano su notizie false, aggiungendo che nessuna delle donne era effettivamente condannata a morte.
Lo scrive Iran International. «Nessuna di queste donne era in attesa di esecuzione, quindi la loro condanna non poteva essere revocata», ha affermato la magistratura in un comunicato. Ha accusato Trump di «cercare di fabbricare successi a partire da notizie false».
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21:22
Trump «salva» 8 prigioniere iraniane, ma teme di imitare Obama
«Non sono un fesso». Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scaricato oggi tutta la sua rabbia contro il Wall Street Journal di Rupert Murdoch che lo ha criticato per la guerra in Iran.
Frustrato da un conflitto che sembra sfuggirgli di mano proprio, ha fretta di chiuderlo e salvare le elezioni di metà mandato.
Lo stesso tycoon ha incassato però un'importante vittoria: l'Iran non giustizierà le otto donne che avrebbero dovuto essere impiccate e di cui Trump aveva chiesto la liberazione.
Potete continuare a leggere il nostro articolo approfondito cliccando qui sotto.
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20:53
Secondo Beirut, l'Idf ha inseguito le giornaliste e ostacolato i soccorsi
Il Ministero della Salute libanese ha confermato in un comunicato che due raid aerei israeliani a Tiri hanno provocato due morti e un ferito, e che le operazioni di soccorso per la giornalista Amal Khalil sono tuttora in corso.
Beirut smentisce così immediatamente le dichiarazioni dell'Idf.
Nel comunicato, il Ministero ha indicato che l'esercito israeliano «ha inseguito Amal Khalil e Zeinab Faraj, che si erano rifugiate in una casa vicina dopo il primo attacco, prendendo di mira l'edificio in cui avevano cercato riparo». Lo riporta l'Orient du Jour.
Il Ministero ha inoltre accusato Israele di aver ostacolato la missione umanitaria della Croce Rossa lanciando una granata stordente contro l'ambulanza e aprendo il fuoco contro di essa, impedendo così l'estrazione di Amal Khalil.
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20:07
L'Idf nega aver preso di mira giornalisti nel sud del Libano
L'esercito israeliano ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma di «non prendere di mira i giornalisti e di agire per mitigare i danni nei loro confronti», negando al contempo di aver impedito ai soccorritori di raggiungere il luogo dell'attacco a Tayri (Tiri) in cui sono rimaste coinvolte due croniste libanesi. Lo riporta Al Jazeera.
L'Idf ha dichiarato di aver colpito due veicoli nel sud del Libano che si allontanavano da una struttura militare utilizzata da Hezbollah, e di aver successivamente ricevuto segnalazioni del ferimento di due giornaliste a seguito degli attacchi.
Precedentemente diversi media tra cui l'agenzia libanese Nna e Al Jazeera avevano scritto che due giornaliste del quotidiano libanese Al Akhbar erano sono state coinvolte in un attacco israeliano a Tayri, in Libano, che aveva danneggiato un veicolo che le trasportava.
Precisavano che la giornalista Zainab Faraj sarebbe stata tratta in salvo, ma gravemente ferita, mentre la reporter Amal Khalil risultava ancora dispersa.
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19:47
Trump: «Le otto giovani non saranno giustiziate, ringrazio l'Iran»
«Ottime notizie! Sono appena stato informato che le otto donne manifestanti che avrebbero dovuto essere giustiziate questa sera in Iran non verranno più uccise». Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul suo social Truth sottolineando che «quattro saranno rilasciate immediatamente, mentre quattro saranno condannate a un mese di carcere»
«Apprezzo vivamente che l'Iran, e i suoi leader, abbiano accolto la mia richiesta e abbiano annullato l'esecuzione prevista», ha messo in evidenza. Il presidente aveva chiesto ieri a Teheran di rilasciare le otto donne iraniane prossime a essere giustiziate per impiccagione.
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19:41
Ghalibaf: «Non si può riaprire Hormuz finché dura blocco degli USA»
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha escluso la riapertura dello Stretto di Hormuz finché continuerà il blocco statunitense dei porti iraniani, denunciandolo come una violazione del cessate il fuoco tra i due Paesi.
«Un cessate il fuoco completo ha senso solo se non viene violato da un blocco navale... la riapertura dello Stretto di Hormuz è impossibile finché il cessate il fuoco viene apertamente ignorato», ha scritto il funzionario iraniano su X, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato una proroga unilaterale della tregua, iniziata l'8 aprile.
Intanto il Pentagono al Congresso, secondo quanto riporta il Washington Post, ha detto che per ripulire lo Stretto di Hormuz dalle mine potrebbero volerci sei mesi ed è improbabile che l'operazione venga intrapresa prima della fine della guerra.
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18:38
I media iraniani sostengono che Teheran non abbia in programma colloqui con gli USA venerdì
L'agenzia di stampa Tasnim , affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, riferisce che l'Iran non ha preso alcuna decisione in merito a colloqui con gli Stati Uniti per venerdì, smentendo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che al New York Post aveva affermato in mattinata che un secondo round di colloqui con l'Iran sarebbe stato possibile entro venerdì. Lo scrive Iran International.
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14.03
Il Libano chiederà a Israele una proroga di un mese della tregua
Durante i colloqui previsti domani a Washington con Israele, il Libano chiederà l'estensione di un mese della tregua. Lo riporta Afp, citando una fonte ufficiale.
«Beirut chiederà la proroga del cessate il fuoco e la cessazione da parte di Tel Aviv delle operazioni di demolizione e distruzione nelle zone in cui è presente», ha dichiarato la fonte. Il presidente libanese Joseph Aoun ha affermato invece che «sono in corso contatti per prolungare la tregua», in scadenza domenica, «di dieci giorni».
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12.17
I media iraniani: «I pasdaran hanno colpito una terza nave a Hormuz»
I media iraniani riferiscono che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha preso di mira tre navi nello Stretto di Hormuz.
L'agenzia di stampa Fars affiliata ai pasdaran, citata dalla Bbc, afferma che la nave Euphoria è stata colpita e ora si trova incagliata al largo delle coste iraniane.
I media iraniani affermano inoltre che la Msc Francesca ed Epaminondas sono state «sequestrate» e dirette verso la costa iraniana, citando una dichiarazione della Marina dell'Irgc.
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12.07
I Pasdaran: sequestrate le 2 navi colpite a Hormuz
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno sequestrato le due imbarcazioni precedentemente colpite da armi da fuoco nello Stretto di Hormuz.
Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, ripresa da Sky News Uk, le due navi erano «non conformi» e sono state identificate come la nave portacontainer Msc Francesca e la Epaminondas. Sono state «scortate fino alla costa iraniana».
Tasnim ha inoltre affermato che le navi avevano «messo in pericolo la sicurezza marittima operando senza i permessi necessari e manomettendo i sistemi di navigazione».
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11.46
Dall'inizio della guerra in Iran spesi nell'UE 24 miliardi per l'import di energia
Dall'inizio del conflitto in Medio Oriente a marzo e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, l'Ue ha speso «24 miliardi di euro per le importazioni di combustibili fossili».
Lo scrive la Commissione Ue nella comunicazione ‹Accelerate Eu› adottata per far fronte agli effetti energetici della crisi. Bruxelles afferma che «possibili effetti sulla crescita del Pil e sull'inflazione sono significativi», davanti a un quadro «instabile». «Gli effetti - si legge ancora - continueranno a farsi sentire per diversi mesi e andranno oltre il settore energetico, con ripercussioni economiche e sociali».
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11.27
L'UE lancia un piano contro il caro energia
Un nuovo quadro di aiuti di Stato per i settori più esposti alla crisi, maggiore coordinamento sulle riserve di gas e petrolio, voucher energetici e riduzione delle accise sull'elettricità per le famiglie vulnerabili.
Sono alcune delle leve proposte dalla Commissione europea per fronteggiare l'impatto della crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente.
Con il piano «Accelerate Eu», Bruxelles annuncia inoltre per maggio una proposta mirata a ridurre la pressione fiscale sull'energia per industrie energivore e nuclei più fragili, assicurando al contempo che l'elettricità sia tassata meno dei combustibili fossili, insieme a un pacchetto di raccomandazioni per contenere i consumi.
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11.23
L'aviazione israeliana: «Ucciso a Gaza un terrorista del 7 ottobre»
«L'Aeronautica militare, sotto la guida delle forze della Divisione Gaza (143) del Comando Meridionale, ha eliminato ieri un terrorista che operava nelle vicinanze della Linea Gialla e si stava avvicinando all'area in cui operano le forze dell'Idf nel sud della Striscia, in modo che costituiva una minaccia immediata». Così su X l'aviazione israeliana.
«In seguito a un'analisi di intelligence, Idf e Shin Bet confermano che nell'attacco è stato eliminato il terrorista Khamis Muhammad Khamis Qataat, che aveva fatto irruzione nel kibbutz Nir Oz nel massacro omicida del 7 ottobre».
«Negli ultimi tempi - scrive ancora l'Idf - il terrorista ha condotto in modo sistematico altri terroristi nell'area della Linea Gialla con l'obiettivo di eseguire piani per danneggiare le forze dell'Esercito di Difesa, e durante la guerra ha guidato anche piani terroristici aggiuntivi contro le nostre forze e i cittadini dello Stato di Israele.
Le forze dell'Esercito di Difesa Israeliano subordinate al Comando Meridionale sono dispiegate nell'area in conformità all'accordo e continueranno a operare per rimuovere qualsiasi minaccia immediata».
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10.14
Impennata dell'inflazione in Gran Bretagna, il Governo deplora il conflitto in Iran
È subito polemica politica sull'impennata dell'inflazione nel Regno Unito a marzo, stimata dal dato mensile dell'Office for National Statistics (Ons) al 3,3%, sullo sfondo dei primi effetti del terremoto che ha investito il mercato dell'energia e il commercio globale in seguito all'attacco di Usa e Israele contro l'Iran.
Il governo laburista di Keir Starmer - in affanno fra crisi di consensi, scandali e precedenti dati economici negativi nazionali - sottolinea il legame fra questa ennesima tegola e i contraccolpi del conflitto in Medio Oriente.
«Non è la nostra guerra, ma fa salire le bollette», ha commentato la cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves, titolare delle Finanze, ricordando come Starmer si sia rifiutato di coinvolgere il Regno direttamente nei raid sull'Iran, a costo di provocare uno strappo con il grande alleato americano e con il presidente Donald Trump.
Secca, tuttavia, la replica del cancelliere ombra dell'opposizione conservatrice, Mel Stride, stando al quale l'evidente impatto della situazione geopolitica internazionale rappresenta una spiegazione solo parziale, visto che l'economia britannica arranca da mesi a vari livelli.
Come conferma il fatto che l'inflazione fosse già al 3% a febbraio, prima della guerra iraniana, ben oltre l'obiettivo del 2 fissato dalla Bank of England. La verità - secondo Stride - è che «la politica del Labour ha reso il nostro Paese più vulnerabile» ed esposto ai fattori esterni.
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09.01
Teheran: «Gli USA tolgano il blocco e noi negozieremo a Islamabad»
«Gli Stati Uniti devono cessare la loro ‹violazione del cessate il fuoco› prima di qualsiasi nuovo ciclo di negoziati». Lo ha affermato l'ambasciatore iraniano all'Onu Amir-Saeid Iravani al media iraniano Shargh, così come riportato da Al-Jazeera.
«Non appena verrà revocato il blocco, il prossimo ciclo di negoziati si terrà a Islamabad - ha aggiunto - L'Iran è pronto a qualsiasi scenario. Non siamo stati noi a iniziare l'aggressione militare. Se cercano una soluzione politica, siamo pronti. Se cercano la guerra, l'Iran è pronto anche a quella».
In un comunicato stampa i pasdaran affermano dal canto loro che «le Guardie Rivoluzionarie hanno affrontato l'aggressione criminale e terroristica degli Stati Uniti e del regime sionista, portandoli a commettere errori di valutazione e a chiedere un cessate il fuoco all'Iran».
«Siamo pronti a difendere il Paese e a creare sorprese che superino la comprensione e i calcoli del nemico guerrafondaio e traditore, utilizzando nuove carte sul campo di battaglia».
Navi in attesa di passare dallo Stretto di Hormuz sda -
08.45
Pasdaran: «Pronti a difenderci con sorprese e nuove carte in campo»
«Le Guardie Rivoluzionarie hanno affrontato l'aggressione criminale e terroristica degli Stati Uniti e del regime sionista, portandoli a commettere errori di valutazione e a chiedere un cessate il fuoco all'Iran». Così in un comunicato stampa le Guardie Rivoluzionarie.
«Siamo pronti a difendere il Paese e a creare sorprese che superino la comprensione e i calcoli del nemico guerrafondaio e traditore, utilizzando nuove carte sul campo di battaglia», aggiungono i pasdaran.
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08.25
Trump: «Iran al collasso finanziario con Hormuz chiuso»
«L'Iran sta collassando finanziariamente! Vogliono che lo Stretto di Hormuz venga riaperto immediatamente, sono a corto di soldi! Perdono 500 milioni di dollari al giorno. Militari e polizia si lamentano di non essere pagati. SOS!!!». Così su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
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08.18
Attacco israeliano nella Bekaa, un morto e due feriti
Un attacco israeliano nella regione libanese della Bekaa ha causato un morto e due feriti, secondo quanto riportato dai media statali libanesi, nonostante la tregua in corso tra Israele e Hezbollah, sostenuto dall'Iran.
«Una persona è rimasta uccisa e altre due ferite a seguito di un attacco condotto da un drone nemico all'alba, alla periferia di Al-Jabur, nella Bekaa occidentale», ha riferito l'agenzia di stampa statale libanese National News Agency.
Ieri Hezbollah ha dichiarato di aver lanciato razzi e droni d'attacco contro un sito nel nord di Israele in risposta alle «palesi» violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele, che a suo dire includevano «attacchi contro i civili e la distruzione delle loro case e dei loro villaggi».
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08.04
La giravolta notturna di Trump sull'Iran, poi annuncia: «Esteso il cessate il fuoco»
I post sulla guerra contro l'Iran in piena notte, la rievocazione di conflitti passati, e il secco no - pronunciato prima della nove del mattino americane - a un'estensione del cessate il fuoco: senza un accordo ci saranno «molte bombe».
Poi la giravolta a poche ore dalla scadenza della tregua. Con un messaggio molto composto, senza invettive o minacce, Donald Trump ha annunciato una proroga del cessate il fuoco praticamente a tempo indeterminato.
Una inversione a U che ha fatto subito gridare molti all'ennesimo «Taco Tuesday» perché disperato dal voler mettere fine alla guerra.
Leggi qui l'articolo completo su quanto successo nella notte USA.
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08.00
Riapre il nostro live-ticker
Buongiorno e ben ritrovati nel nostro spazio che vi aggiorna quotidianamente sugli sviluppi della guerra di USA e Israele contro l'Iran.
Buona lettura!
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22.30
Chiudiamo qui il nostro live ticker
Vi ringraziamo per averci seguito e vi diamo appuntamento a domani. Buona notte.
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22:29
Trump: «Cessate il fuoco prolungato»
«Considerato che il governo dell'Iran appare gravemente frammentato, circostanza peraltro non inattesa, e accogliendo la richiesta di Asim Munir e del Primo Ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato chiesto di sospendere il nostro attacco contro l'Iran finché i suoi leader e rappresentanti non saranno in grado di formulare una proposta unitaria», afferma Trump senza fissare alcuna data e spingendo alcuni osservatori a ritenere che si tratti di un cessate il fuoco a tempo indeterminato, che segnala la volontà del presidente di ottenere un'accordo.
Trump ha impartito l'ordine alle «forze armate di mantenere il blocco e, sotto ogni altro aspetto, di restare pronte e operative; di conseguenza, prolungherò il cessate il fuoco fino al momento in cui la loro proposta sarà presentata e le discussioni saranno concluse, in un senso o nell'altro».
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20:45
Iran: trattative solo dopo rimozione blocco degli USA
L'Iran ha indicato che le trattative con gli USA potranno riprendere solo se gli Stati Uniti rimuoveranno il blocco, riporta il quotidiano newyorkese The Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali Teheran aveva inizialmente comunicato ai mediatori che avrebbe inviato una delegazione in Pakistan oggi, ma successivamente li ha informati che gli Stati Uniti avrebbero dovuto revocare il blocco sui porti iraniani.
La delegazione negoziale iraniana ha comunicato alla controparte statunitense, tramite un intermediario pakistano, che domani non sarà presente a Islamabad e che al momento non vi è alcuna prospettiva di partecipare ai negoziati.
Lo scrive l'agenzia di stampa semiufficiale iraniana Tasnim, emanazione del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (Pasdaran nella trascrizione dal persiano), citando fonti secondo cui «nei messaggi scambiati negli ultimi giorni, gli USA non hanno fatto marcia indietro sulle loro richieste eccessive» e «non si sono registrati progressi significativi. Per questo motivo, l'Iran ha infine annunciato oggi che considera la partecipazione ai negoziati una perdita di tempo» e «pertanto, non parteciperà».
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20:15
Sospeso il viaggio di Vance a Islamabad
Intanto, il viaggio del vicepresidente James David Vance (conosciuto come J.D. Vance) a Islamabad è stato sospeso dopo che Teheran non ha risposto alle posizioni negoziali americane, riporta il giornale The New York Times citando alcune fonti americane, secondo le quali senza una risposta iraniana il processo diplomatico risulta di fatto sospeso, anche se il viaggio non è stato cancellato.americane
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17:37
Pakistan: «Attendiamo ancora conferma della presenza dell'Iran ai colloqui»
Il ministro dell'informazione pakistano Attaullah Tarar ha dichiarato che Islamabad è ancora in attesa della conferma formale da parte dell'Iran sulla sua eventuale partecipazione ai prossimi colloqui di pace, mentre proseguono gli sforzi per mantenere il fragile cessate il fuoco.
Tarar ha osservato che l'attuale cessate il fuoco scadrà alle 4.50 del mattino (ora del Pakistan) del 22 aprile, aggiungendo che la decisione dell'Iran di partecipare ai colloqui di pace di Islamabad prima della fine della tregua di due settimane sarebbe «cruciale».
Fornendo un aggiornamento alle 19.30 ora locale (le 16.30 in Svizzera), Tarar ha affermato che il Pakistan, agendo da mediatore, rimane in stretto contatto con i funzionari iraniani e sta attivamente perseguendo la via diplomatica per allentare le tensioni.
Tarar ha affermato che il Pakistan ha compiuto «sforzi sinceri» per persuadere la leadership iraniana ad aderire al secondo round di negoziati e che l'attività diplomatica è in corso.
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16:00
Trump avverte: «Pronti a nuovi raid sull'Iran senza un accordo»
Intanto, in un'intervista telefonica con «Cbnc news», il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che «L'Iran non ha altra scelta che fare un accordo».
«Ero sicuro che avrebbero mandato una delegazione in Pakistan, non hanno altra scelta», ha aggiunto.
L'esercito Usa è «pronto» a bombardare di nuovo l'Iran in caso non si raggiunga un accordo, ha poi ribadito.
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14:54
Vance e Ghalibaf confermano la presenza ai mediatori pachistani
I mediatori guidati dal Pakistan hanno ricevuto conferma che i principali negoziatori, il vicepresidente statunitense J.D. Vance e il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, arriveranno a Islamabad nelle prime ore di mercoledì (quando in Svizzera forse sarà ancora martedì, ndr) per guidare le rispettive squadre nei colloqui.
Lo scrive l'Ap sul proprio sito citando due funzionari della regione. Né gli Stati Uniti né l'Iran hanno confermato pubblicamente la data dei colloqui, e la televisione di stato iraniana ha negato la presenza di alcun funzionario nella capitale pakistana.
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14:36
Netanyahu: «L'operazione contro l'Iran ha impedito un altro Olocausto»
«L'operazione contro l'Iran ha impedito un altro Olocausto». Queste le parole del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu alla cerimonia per la Giornata della Memoria. Lo riporta «Haaretz».
Netanyahu ha paragonato la minaccia esistenziale rappresentata dal regime iraniano all'Olocausto nazista: «Il regime degli ayatollah in Iran ha pianificato un altro Olocausto. Ha complottato per distruggerci con bombe nucleari e migliaia di missili balistici. Se non avessimo agito contro la minaccia esistenziale, con determinazione e coraggio, i nomi dei luoghi di morte di Natanz, Fordo e Isfahan avrebbero potuto aggiungersi a quelli dei campi di sterminio dell'Olocausto: Auschwitz, Majdanek e Treblinka. Ma questo non è accaduto».
Netanyahu ha aggiunto che «la nostra giovane generazione, che non conosceva i sogni e le aspirazioni per la Terra Promessa, questa generazione in particolare è emersa in tutta la sua gloria».
Nel suo discorso, ha menzionato l'azione congiunta con gli Stati Uniti contro l'Iran e ha affermato che «abbiamo eliminato una minaccia esistenziale immediata. Questa è l'essenza della campagna: garantire che la qualità della vita del popolo israeliano non venga interrotta».
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10.16
Vance dovrebbe partire nel pomeriggio per Islamabad
Il vicepresidente USA JD Vance dovrebbe partire per Islamabad entro questa mattina ora americana (nel pomeriggio svizzero) per colloqui con l'Iran su un possibile accordo per porre fine alla guerra, secondo quanto riferito ad Axios da tre fonti statunitensi.
Sebbene un accordo completo in tempi così ristretti sia difficile, Trump potrebbe anche accettare di prorogare la scadenza qualora si manifestassero segnali di progresso, sempre stando ad Axios.
Trump ha di fatto già aggiunto un giorno alla scadenza delle due settimane di cessate il fuoco, spostandola a domani sera. La Casa Bianca, riferisce il sito, ha trascorso l'intera giornata di ieri in attesa di un segnale da Teheran che indicasse l'invio della sua squadra negoziale a Islamabad.
Una fonte ben informata ha affermato che gli iraniani stavano temporeggiando a causa delle pressioni esercitate dalle Guardie Rivoluzionarie sui negoziatori affinché mantenessero una posizione più ferma: nessun colloquio senza la fine del blocco statunitense.
I mediatori pakistani, egiziani e turchi hanno esortato gli iraniani a partecipare all'incontro. La delegazione iraniana attendeva il via libera dalla Guida Suprema. Secondo la fonte, questo è arrivato ieri sera.
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09.54
«Una petroliera iraniana ha violato il blocco navale USA»
Una petroliera iraniana è rientrata in Iran attraverso lo Stretto di Hormuz, nonostante il blocco imposto dagli Stati Uniti, e dovrebbe raggiungere l'isola di Kharg domani.
Lo riporta l'agenzia Tasnim, l'agenzia affiliata ai Pasdaran. La petroliera era partita dall'Iran alla volta dell'arcipelago di Riau, in Indonesia, alla fine di marzo, dove ha scaricato due milioni di barili di petrolio greggio.
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08:54
Mercoledì possibile un secondo round di negoziati diretti tra Stati Uniti e Iran
Si dovrebbe tenere domani, mercoeldì, a Islamabad in Pakistan il secondo round di negoziati diretti tra Stati Uniti e Iran.
Il vicepresidente statunitense JD Vance e il suo team sono in partenza mentre non è chiaro se sia arrivato il via libera alla partecipazione iraniana. In caso di mancato accordo entro la scadenza del cessate il fuoco di domani, Trump ha già minacciato la ripresa dei bombardamenti.
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08:46
L'Iran ribadisce: «L'attacco USA alla Touska è un atto di pirateria»
L'Iran deplora fermamente l'attacco statunitense alla nave iraniana Touska, definendolo «un atto di pirateria, un atto terroristico e un'aggressione che non solo viola la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale, ma costituisce anche un ulteriore esempio di violazione dell'attuale cessate il fuoco».
Lo afferma il ministero degli Esteri iraniano in un comunicato.
«Chiediamo agli organismi internazionali e ai governi responsabili di condannare l'attacco e di intraprendere azioni severe e serie contro di esso», si legge nel comunicato, secondo l'IRNA, aggiungendo: «L'Iran mette in guardia dalle conseguenze molto pericolose di tale mossa illegale e criminale da parte degli Stati Uniti e sottolinea la necessità di un immediato rilascio della nave iraniana e del suo equipaggio».
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08:23
Per Trump sarà «lungo e difficoltoso» recuperare l'uranio iraniano
Recuperare l'uranio iraniano dopo gli attacchi statunitensi sarà «lungo e difficoltoso».
Lo ha scritto il presidente statunitense Donald Trump su Truth aggiungendo che «l'operazione Martello di mezzanotte è stata una completa e totale distruzione dei siti di polveri nucleari in Iran».
«Pertanto – ha aggiunto – riportarli alla luce sarà un processo lungo e difficoltoso».
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07:53
Dubbi sui colloqui tra Iran e USA mentre la tregua sta per scadere
Martedì la prospettiva di un secondo ciclo di colloqui appariva incerta dopo che il capo negoziatore iraniano aveva affermato che l’Iran non avrebbe negoziato sotto la minaccia di ritorsioni, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump lanciava messaggi contrastanti sul futuro della guerra degli Stati Uniti contro l’Iran, dichiarando di non avere fretta di porre fine al conflitto.
Mohammed Bagher Ghalibaf, capo negoziatore iraniano e presidente del Parlamento, ha scritto in un post su X martedì mattina che «non accettiamo negoziati all’ombra delle minacce» e che la Repubblica Islamica si sta preparando «a scoprire nuove carte sul campo di battaglia».
Trump ha indicato che intende comunque inviare la sua squadra di negoziatori, guidata dal vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, nella capitale pakistana Islamabad per i colloqui, anche se l’Iran ha insistito che non parteciperà finché il leader statunitense non ridimensionerà le sue richieste.
Trump ha affermato che è «altamente improbabile» che rinnovi il cessate il fuoco prima della sua scadenza di mercoledì.
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07:30
Washington conferma i colloqui Libano-Israele giovedì
Gli Stati Uniti ospiteranno giovedì a Washington una nuova serie di colloqui tra Libano e Israele, mentre tra Israele e Hezbollah filoiraniano vige un fragile cessate il fuoco, ha riferito lunedì all’AFP un funzionario del Dipartimento di Stato.
«Continueremo a facilitare discussioni dirette e condotte in buona fede tra i due governi», ha affermato il funzionario, che ha chiesto di rimanere anonimo, precisando che i colloqui si terranno a livello di ambasciatori, come per la prima serie svoltasi il 14 aprile.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha dichiarato lunedì che i negoziati diretti con Israele, respinti da Hezbollah, mirano a porre fine in modo duraturo alla guerra e all’occupazione israeliana nel sud del Libano.
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07:15
Ghalibaf: «Non accettiamo negoziati sotto minaccia»
«Trump, con l'imposizione del blocco e la violazione del cessate il fuoco, vuole trasformare, a suo avviso, questo tavolo di negoziato in un tavolo di resa o giustificare una nuova ondata di provocazioni belliche. Non accettiamo negoziati all'ombra della minaccia e nelle ultime due settimane ci siamo preparati per rivelare nuove carte sul campo di battaglia».
Lo scrive su X il presidente del parlamento iraniano e negoziatore, Mohammad-Bagher Ghalibaf.
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07:30
Riapriamo il live-ticker
Buongiorno e bentornati sul nostro live-ticker in cui trovate gli aggiornamenti più importanti sulla guerra di Israele e Stati Uniti contro l'Iran .
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22:10
Chiude il nostro live-ticker
Il ticker di blue News, per oggi, termina qui. Domani mattina torneremo con i nuovi aggiornamenti.
Vi auguriamo una buona serata.
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21:40
Trump: «Ecco cos'ho detto al Papa»
Con l'Iran «è una delle guerre più importanti. Ho detto al Papa che non si può permettere all'Iran di avere un'arma nucleare perché la userebbero e milioni di persone morirebbero, inclusi italiani e cattolici nel mondo». Lo ha detto Donald Trump al New York Post, spiegando di avere due domande per il Pontefice: «perché ritiene accettabile che l'Iran possieda un'arma nucleare e uccida 42'000 manifestanti?», ha chiesto il presidente americano.
Dal canto suo, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto al suo omologo pachistano Ishaq Dar che le «continue violazioni del cessate il fuoco» da parte degli Stati Uniti rappresentano un grave ostacolo alla prosecuzione del processo diplomatico, secondo quanto riportato in un comunicato del ministero degli Esteri iraniano citato da Reuters sul suo sito.
Araghchi ha inoltre affermato, durante una telefonata con Dar, che l'Iran, valutando tutti gli aspetti della questione, deciderà come procedere.
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21:34
Le minacce di Hezbollah
Si apre uno spiraglio di pace tra Israele e Libano, che terranno giovedì un secondo round di negoziati nonostante l'aria che tira sul terreno, con nuovi bombardamenti dell'esercito israeliano.
L'Idf, anche mercoledì, ha sbriciolato con l'esplosivo i villaggi di confine.
Potete continuare a leggere il nostro articolo seguendo il link qui sotto.
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21:32
Tutto pronto per la ripresa dei colloqui fra USA e Iran
Nella totale incertezza, qualcosa sembra muoversi tra Iran e Usa.
Se infatti le tensioni restano alle stelle, soprattutto dopo il sequestro americano della nave cargo iraniana Touska – per il quale Teheran ha promesso «presto» ritorsioni rivendicando attacchi con droni contro navi militari Usa – i due Paesi sembrano finalmente pronti a dare una possibilità al negoziato prima della scadenza del cessate il fuoco.
Trovate qui sotto il nostro articolo integrale.
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20:22
Spaccatura tra Ghalibaf e il capo dei pasdaran, secondo alcune indiscrezioni
Le incertezze da parte iraniana legate ai negoziati con gli Usa sono frutto anche delle divisioni interne a Teheran, in particolare tra il presidente del Parlamento Mohammad-Bagher Ghalibaf e il comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), il generale Ahmad Vahidi.
L'apertura del fuoco da parte delle guardie rivoluzionarie islamiche contro le petroliere che cercavano di attraversar lo stretto di Hormuz, poche ore dopo che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva dichiarato lo stretto aperto, è stato interpretato da funzionari statunitensi come la prova di una spaccatura Ghalibaf e Vahidi.
«Pensavamo che stessero negoziando con le persone giuste, che avessero raggiunto un accordo su ciò che potevano annunciare», ha dichiarato un alto funzionario dell'amministrazione.
«Ma quello che è successo è che la delegazione iraniana è tornata indietro e l'Irgc e quel genere di persone hanno detto ‹oh, no, no. Voi non parlate a nome nostro›».
«Ora c'è una vera spaccatura tra queste fazioni e non siamo sicuri di chi la spunterà. Speriamo che la squadra con cui abbiamo negoziato vinca», ha concluso il funzionario.
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19:01
I media di Hezbollah parlano di tregua violata: denunciati diversi raid israeliani in Libano
La tv libanese al Manar, gestita da Hezbollah, denuncia numerose violazioni della tregua da parte di Israele, «che ha compiuto diversi raid aerei» bombardando località in sud Libano «anche a colpi di artiglieria. Mentre i droni hanno sorvolato Beirut e la valle della Bekaa.
Negli ultimi minuti, sarebbero state bombardate anche le cittadine di Shamaa, Qusayr, Deir Siryan, affermano i corrispondenti dell'emittente.
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17:18
Trump: «Un'estensione del cessate il fuoco con l'Iran è altamente improbabile»
Donald Trump ha detto all'agenzia Bloomberg che un'estensione del cessate il fuoco con l'Iran è «altamente improbabile» se non sarà firmato un accordo.
Il cessate il fuoco scade mercoledì, ha messo in evidenza il presidente Usa.
JD Vance partirà più tardi nel corso della giornata di oggi per riprendere le trattative con l'Iran in Pakistan, che inizieranno martedì, ha dichiarato Trump a Bloomberg, ribadendo che la scadenza del cessate il fuoco è mercoledì sera, ora di Washington.
«Non ho intenzione di farmi mettere fretta nel concludere un accordo. Abbiamo tutto il tempo del mondo», ha messo in evidenza Trump.
Il presidente americano ribadisce che non intende togliere il blocco Usa a Hormuz fino a quando non ci sarà un accordo.
«Vogliono che lo apra. Vogliono disperatamente che lo apra, ma non lo farò fino a quando un accordo non sarà firmato», ha aggiunto Trump.
Al presidente Usa piacerebbe prendere parte alle trattative con l'Iran di persona, ma non pensa che sia necessario. Rispondendo a chi gli chiedeva se i combattimenti riprenderanno subito in caso non ci fosse un'intesa, Trump ha detto: «Se non ci sarà l'accordo, me lo aspetto».
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12:30
Il Pakistan ha detto a Trump che il blocco Usa ostacola i colloqui
Il capo dell'esercito pakistano Asim Munir, che svolge un ruolo fondamentale nei negoziati, avrebbe avuto colloqui con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Durante la telefonata, Munir ha detto a Trump che il blocco statunitense dei porti iraniani rappresentava un ostacolo alla ripresa dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran.
Trump avrebbe detto a Munir che avrebbe preso in considerazione il suo consiglio.
Lo scrive Reuters sul sito citando una fonte della sicurezza pachistana.
La fonte ha anche affermato che il primo ministro pakistano Shahbaz Sharif aveva contattato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian per chiedergli di inviare una delegazione per dei colloqui in Pakistan, ma Pezeshkian aveva risposto che l'Iran non lo avrebbe fatto finché non fosse stato revocato il blocco.
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10:30
Iran: «Se ci saranno segnali positivi, potremmo andare a Islamabad»
Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, apre in un'intervista a Al Jazeera alla presenza iraniana ai colloqui a Islamabad ma a certe condizioni.
L'Iran, afferma, ha deciso di proseguire i colloqui con gli Stati Uniti, ma ciò «non significa negoziare a qualsiasi costo» né accettare «qualsiasi approccio adottato dall'altra parte».
L'Iran ha fissato delle linee rosse, e queste «devono essere rispettate», ha affermato.Alla domanda se l'Iran invierà una delegazione a Islamabad, Aziz ha risposto che dipende dal fatto che Teheran riceva o meno «segnali positivi».
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09:00
L'Idf ai civili libanesi: «Non tornate nei villaggi del sud»
Le Forze di Difesa Israeliane hanno avvisato i civili libanesi di non tornare nei villaggi del Libano meridionale, nonostante la fragile tregua.
«Durante l'accordo di cessate il fuoco, le Idf continuano a rimanere schierate nelle loro posizioni nel Libano meridionale a fronte della continua attività terroristica di Hezbollah», afferma il portavoce dell'esercito, il colonnello Avichay Adraee, in un post su X.
Il militare ha elencato decine di villaggi in cui i civili non possono tornare. «Inoltre, non avvicinatevi alla zona del fiume Litani, a Wadi al-Salhani e a Saluki», aggiunge Adraee.
Durante il cessate il fuoco, l'esercito ha affermato che continuerà a bonificare l'area attualmente sotto il suo controllo da infrastrutture, militanti e qualsiasi altra minaccia di Hezbollah.
Distrutto un lanciarazziInoltre, durante la notte, l'Idf afferma di avere attaccato un lanciarazzi «completamente armato e pronto al fuoco nella zona di Qalawiya, nel Libano meridionale, a nord della linea del fronte, per prevenire una minaccia diretta alle città israeliane settentrionali.
Esso rappresentava una minaccia immediata per le forze Idf e per i cittadini israeliani ed è stato preso di mira per eliminare tale minaccia».
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08:45
Teheran: «Impiccati questa mattina due uomini affiliati al Mossad»
La magistratura iraniana ha annunciato che due uomini, accusati di affiliazione al Mossad israeliano, sono stati giustiziati per impiccagione questa mattina.
«Mohammad Masoumshahi e Hamed Validi erano membri di una rete di spionaggio, con legami con il Mossad israeliano attraverso visite nel Kurdistan iracheno e tramite i social media. Hanno ricevuto addestramento operativo terroristico su come fabbricare proiettili esplosivi e lanciatori», ha dichiarato la magistratura in un comunicato, citato dall'Irna.
Sono stati accusati di Moharebeh (guerra contro Dio) e di «collaborazione con gruppi ostili e il regime sionista», «cospirazione e organizzazione di manifestazioni contro la sicurezza del Paese», «appartenenza a gruppi terroristici» e «propaganda contro il sistema», si legge nel comunicato, che aggiunge.
«I criminali, residenti a Karaj, Isfahan e Teheran, hanno appiccato incendi in alcuni edifici militari e pubblici e hanno inviato i video ai loro capi, ricevendo un compenso. Il gruppo aveva anche pianificato di attaccare due centri militari e pubblici a Teheran».
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08:28
I blocchi navali sono il nuovo «sport delle superpotenze»? La Cina imita gli USA
Gli Stati Uniti bloccano lo stretto di Hormuz e la Cina osserva con attenzione. A Pechino l’azione di Donald Trump viene letta come un via libera per chiudere a sua volta rotte marittime strategiche.
E i primi segnali sono già visibili.
Leggi l'approfondimento:
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08:19
Il prezzo del greggio sale
Oggi, lunedì, i prezzi del petrolio hanno registrato un rialzo, sostenuti dalle dichiarazioni degli Stati Uniti e dell’Iran riguardo alle tensioni legate alla riapertura dello Stretto di Hormuz.
Dopo la fragile tregua intravista la scorsa settimana, l’incertezza torna a farsi sentire sui mercati.
Subito di prima mattina il prezzo del barile di Brent del Mare del Nord è salito del 5,47% a 95,32 dollari. Il suo equivalente americano, il WTI, ha guadagnato invece il 5,98% a 88,86 dollari.
Per gli analisti della piattaforma Trading Economics, «questo rialzo fa seguito alle dichiarazioni di Donald Trump, secondo cui la marina statunitense ha aperto il fuoco e sequestrato una nave da carico iraniana dopo che questa aveva ignorato l’ordine di fermarsi mentre lasciava lo stretto di Hormuz».
Anche Teheran ha preso di mira alcune navi e ha ribadito il proprio controllo sullo stretto, sostenendo una violazione del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti.
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07:45
L'Iran: «Reagiremo presto al blocco della nostra nave»
L’Iran promette di «rispondere presto» al sequestro da parte degli USA di una nave cargo che stava tentando di forzare il blocco nel Golfo dell’Oman.
«Le forze armate della Repubblica islamica d’Iran reagiranno presto e adotteranno le misure di ritorsione contro quest’atto di pirateria armate e contro i militari americani», scrive su Telegram il portavoce dello Stato maggiore di Teheran accusando gli USA di aver «violato il cessate il fuoco».
«L'Iran risponderà presto e reagirà alla pirateria navale armata dell'esercito statunitense», ha dichiarato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del Comando di Khatamolanbia.
«Gli Stati Uniti, aggressori, hanno violato il cessate il fuoco e hanno compiuto atti di pirateria navale, aprendo il fuoco contro una nave mercantile iraniana nel Mar d'Oman. Hanno attaccato la nave disattivandone il sistema di navigazione e sbarcando sul ponte alcuni dei loro uomini armati, terroristi», ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia Tasnim.
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07:30
Riapriamo il nostro live-ticker
Buongiorno e ben tornati sul nostro live-ticker sulla guerra di Stati UNiti e Israele contro l'Iran. Qui trovate gli aggiornamenti principali della situazione in Medio Oriente.
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22:00
Il live-ticker si chiude qui
Grazie per averci seguito, buonanotte!
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21:50
Trump: «Una nave iraniana sotto custodia USA ha cercato di superare il blocco»
Gli Stati Uniti hanno colpito una nave da cargo battente bandiera iraniana, intercettata nel Golfo dell'Oman, e hanno assunto il pieno controllo dell'imbarcazione. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
La nave Touska - riferisce Trump - ha cercato di superare il blocco, è stata messa in guardia ma si è «rifiutata di ascoltare e così la Marina l'ha fermata colpendo la sala macchine. Ora è sotto la custodia degli Stati Uniti».
«Touska è sotto le sanzioni del Tesoro americano per la sua precedente storia di attività illegali. Abbiamo pieno controllo dell'imbarcazione, stiamo vedendo cosa c'è a bordo», ha detto Trump.
«Il cacciatorpediniere lanciamissili USS Spruance ha intercettato Touska nel Golfo dell'Oman e l'ha averrita di fermarsi. L'equipaggio iraniano di è rifiutato di ascoltare, così l'abbiamo fermato facendo un buco nella camera motori. Ora ne abbiamo la custodia», ha detto Trump.
Nel frattempo una nave della CMA CGM «è stata oggetto ieri (sabato) di colpi di avvertimento» nello Stretto di Hormuz, e il suo «equipaggio è sano e salvo», ha dichiarato il gruppo armatoriale francese in un breve comunicato domenica.
L'Organizzazione marittima internazionale (IMO) ha confermato che la CMA CGM Everglade è stata «danneggiata» sabato, senza fornire ulteriori dettagli.
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21:00
Trump manda Vance a Islamabad per i colloqui, ma l'Iran teme un attacco a sorpresa
Ancora mille incognite avvolgono il secondo round Usa-Iran, tra le consuete minacce di Donald Trump ed i segnali di apparente chiusura arrivati da Teheran.
Leggi l'articolo completo:
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20:05
Iran sospetta che il negoziato sia una trappola per un attacco a sorpresa
L'Iran sta ridimensionando le aspettative rispetto ad un nuovo round negoziale a Islamabad e sembra sospettare che le dichiarazioni di Donald Trump su un possibile accordo possano essere una copertura per un attacco a sorpresa da parte degli Stati Uniti. Lo scrive Axios.
Fino al pomeriggio gli iraniani non avevano ancora confermato l'invio di negoziatori a Islamabad, e diversi funzionari iraniani hanno sollevato l'ipotesi che la vera intenzione di Trump possa essere quella di riprendere la guerra.
L'agenzia di stampa statale iraniana Irna ha negato che fossero previsti colloqui e ha affermato che le «richieste irragionevoli e irrealistiche, i frequenti cambi di posizione, le continue contraddizioni» e il blocco in corso dell'amministrazione Trump «non lasciano alcuna chiara prospettiva di negoziati fruttuosi».
Non è chiaro, aggiunge Axios, quando esattamente dovrebbero iniziare i colloqui, né quando Vance dovrebbe lasciare Washington.
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19:05
«Teheran ha respinto il secondo round di colloqui»
L'Iran ha respinto l'ipotesi di un secondo round di colloqui di pace con gli Stati Uniti, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale iraniana Irna, ripresa da Sky News.
L'assenza di Teheran dai colloqui è dovuta alle «richieste eccessive di Washington, alle aspettative irrealistiche, ai continui cambiamenti di posizione, alle ripetute contraddizioni e al blocco navale in corso», ha riferito l'agenzia.
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18:55
La tregua in Libano resta fragile, le ruspe israeliane distruggono i villaggi del sud
La fragile tregua tra Israele e Libano mediata dalla Casa Bianca ha ridotto al minimo per ora i raid aerei e gli scontri di terra tra Hezbollah e Idf, che pure conta due soldati morti dall'inizio dello stop ai combattimenti, ma non ha fermato le ruspe dello Stato ebraico, che continuano a radere al suolo i villaggi oltreconfine durante il cessate il fuoco.
Leggi l'articolo completo:
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17:05
L'Iran non andrà ai colloqui finché resta blocco Usa, secondo Tasnim
L'Iran non ha ancora deciso se inviare una delegazione negoziale a Islamabad per colloqui con Washington e nessun colloquio avrà luogo finché rimarrà in vigore il blocco navale statunitense: lo riferisce l'agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, che cita una fonte informata.
Tasnim aggiunge che, dopo la conclusione del primo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran, il «mediatore pakistano» ha continuato a svolgere il suo ruolo, scambiando messaggi tra le due parti.
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16:46
Vance andrà in Pakistan
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance andrà in Pakistan per le trattative con l'Iran. Lo afferma un funzionario della Casa Bianca.
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16:07
Il team negoziale andrà in Pakistan martedì, secondo fonti iraniane
Una delegazione iraniana arriverà martedì in Pakistan: lo hanno riferito fonti iraniane vicine ai negoziati con gli Usa, secondo quanto riporta la Cnn.
Il team di Teheran dovrebbe essere lo stesso dell'ultimo round, con il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ed il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf.
Gli iraniani – aggiungono le fonti – si aspettano che mercoledì ci sia l'annuncio di una proroga del cessate il fuoco.
Se poi le cose andranno per il verso giusto e Donald Trump accetterà di recarsi a Islamabad, anche il presidente iraniano andrà in Pakistan per «incontro» e la firma di una «dichiarazione congiunta».
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15:37
Katz: «Useremo tutta la forza in Libano»
Il ministro della Difesa Israel Katz ha annunciato che l'Idf ha ricevuto ordine di ricorrere alla «piena forza» in Libano – anche durante l'attuale cessate il fuoco – in caso le truppe israeliane dovessero trovarsi di fronte a qualsiasi minaccia.
«Abbiamo ordinato all'Idf di agire con la piena forza, anche durante il cessate il fuoco, per fronteggiare qualsiasi minaccia», ha dichiarato Katz durante un evento in Cisgiordania, scrivono i media di Tel Aviv.
All'esercito è stato ordinato di «demolire le case nei villaggi in prima linea vicino al confine che fungevano a tutti gli effetti da avamposti terroristici di Hezbollah».
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15:21
Teheran: «Sono gli Usa a violare la tregua con il blocco navale illegale»
«Il blocco statunitense dello Stretto di Hormuz è illegale e viola l'attuale cessate il fuoco». Così il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei su X dopo che Donald Trump ha accusato l'Iran di violare l'accordo di cessate il fuoco.
«Il blocco dei porti e delle coste iraniane non solo viola il cessate il fuoco, mediato dal Pakistan, ma costituisce anche un atto criminale», ha sottolineato Baghaei.
«Viola la Carta delle Nazioni Unite, che considera il blocco dei porti e delle coste di un Paese un atto di aggressione» e «rappresenta una punizione collettiva nei confronti del popolo iraniano».
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14:29
Trump: «I miei negoziatori vanno a Islamabad, domani le trattative»
I negoziatori americani «stanno andando a Islamabad, in Pakistan. Saranno lì domani per le trattative». Lo annuncia Donald Trump sul suo social Truth.
«Stiamo offrendo un accordo molto equo e ragionevole; spero che lo accettino. Se non lo faranno, distruggeremo ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran», prosegue il presidente degli Stati Uniti.
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14:27
Secondo Trump, l'Iran ha commesso una «grave violazione», ma la pace «accadrà»
L'Iran ha commesso una «grave violazione» del cessate il fuoco, ma un accordo di pace ci sarà. Lo ha detto Donald Trump a Abc.
«Accadrà. In un modo o nell'altro. Con le buone o con le cattive. Accadrà», ha osservato.
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13:34
«Respinte due petroliere: volevano attraversare Hormuz»
Questa mattina due petroliere che stavano tentando di attraversare lo Stretto di Hormuz sono state costrette a tornare indietro in seguito agli avvertimenti delle forze armate iraniane. Lo riporta l'agenzia iraniana Tasnim.
Al momento del proseguimento del blocco navale statunitense contro l'Iran le due petroliere battevano bandiera del Botswana e dell'Angola e intendevano transitare attraverso questa strategica via d'acqua, ma grazie all'intervento delle forze armate iraniane sono state costrette a cambiare rotta e a ritirarsi.
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12:58
Ankara: «Ottimisti sull'estensione del cessate il fuoco»
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha dichiarato in conferenza stampa che l'Iran e gli Stati Uniti dovrebbero estendere il loro cessate il fuoco. Lo riporta Haaretz.
«Siamo ottimisti sul fatto che nessuno desideri una ripresa dei combattimenti nella regione», ha affermato, aggiungendo che le questioni in discussione richiedono più tempo.
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12:37
Traffico ancora bloccato a Hormuz, nessuna nave in transito
Il sito web di tracciamento navale MarineTraffic sembra indicare che al momento non ci siano navi in transito nello stretto: lo rileva la BBC, che sottolinea come molte sembrino essere ancorate nel Golfo, in particolare al largo delle coste dell'Oman e degli Emirati.
Dopo che due navi battenti bandiera indiana hanno segnalato di essere state attaccate ieri mentre tentavano di attraversare lo stretto, i dati di navigazione hanno mostrato che il traffico attraverso lo stretto si è interrotto nelle prime ore di domenica.
Una petroliera di proprietà cinese e una nave gasiera di proprietà indiana, aggiunge Reuters sul suo sito, sono state avvistate in transito verso est nelle prime ore di stamani. Sembrano però essere state respinte e nessun'altra nave è entrata o uscita dal Golfo dopo la mezzanotte.
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10:44
Iran: «Trump non ha il diritto di negarci i benefici del nucleare»
«Il presidente degli Stati Uniti afferma che l'Iran non dovrebbe usare il suo potere nucleare, ma non spiega di quale crimine si tratti. Qual è la sua posizione nel mondo per poter privare una nazione dei suoi diritti legali?». Ad affermarlo è il presidente dell'Iran Masoud Pezeshkian.
«Secondo i principi umanitari, ognuno dovrebbe godere dei propri diritti legittimi e noi chiediamo che l'Iran venga trattato secondo giustizia nel sistema internazionale», aggiunge il 71enne.
«Trump non ha il diritto di negare i diritti a un popolo e di affermare che l'Iran non può trarre beneficio dal suo diritto nucleare», afferma in parole citate da Al-Jazeera.
«La nostra posizione fondamentale si basa sul mantenimento della pace, della stabilità e della sicurezza nella regione. Non cerchiamo di allargare il cerchio della guerra, non abbiamo iniziato guerre o conflitti e non abbiamo attaccato alcun paese. Non abbiamo intenzione di attaccare alcun paese e stiamo esercitando il nostro diritto legale e legittimo all'autodifesa».
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9:32
Teheran: «Dall'Ue retorica ipocrita sul diritto internazionale»
Il portavoce del ministero degli esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha criticato le dichiarazioni dell'Alto rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas. La quale ha affermato che, in base al diritto internazionale, il transito attraverso le principali vie navigabili deve rimanere aperto e gratuito.
«Basta con questa retorica. La cronica incapacità dell'Europa di far rispettare le norme del diritto internazionale ha trasformato la sua retorica sul diritto internazionale in una palese dimostrazione di ipocrisia», ha dichiarato Baghaei ieri sera su X.
«Di quale diritto internazionale state parlando? Di quello che permette all'Ue di essere soddisfatta dell'aggressione israelo-americana contro l'Iran e di ignorare i crimini commessi contro l'Iran?».
«Dopo l'aggressione degli Stati Uniti contro l'Iran dalle loro basi e installazioni militari situate intorno allo Stretto di Hormuz, il passaggio incondizionato attraverso lo Stretto di Hormuz non è più un problema, e gli Stati Uniti sono indubbiamente responsabili di questa situazione».
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8:45
La portaerei Usa Ford è tornata nel Mar Rosso
La più grande portaerei del mondo, la Uss Gerald R. Ford, è rientrata nelle acque del Medio Oriente e dopo aver passato il canale di Suez si trova ora nel Mar Rosso. La notizia è riportata da diversi media internazionali.
La Ford, che fino a poco tempo fa operava nel Mediterraneo orientale, ha attraversato Suez insieme a due cacciatorpediniere, la Uss Mahan e la Uss Winston S. Churchill, e ora opera nel Mar Rosso. Lo riferiscono funzionari statunitensi.
La Ford sta tornando nel Mar Rosso dopo oltre un mese trascorso nel Mediterraneo a seguito di un grave incendio in una lavanderia che ha costretto la nave a rientrare in porto per riparazioni. Questa settimana la portaerei ha anche battuto il record per la più lunga permanenza in missione di una portaerei dalla guerra del Vietnam.
L'arrivo della Ford la rende la seconda portaerei nella regione, oltre alla USS Abraham Lincoln nel Mar Arabico. Secondo un funzionario della difesa, anche la Uss George H. W. Bush si sta dirigendo verso la regione e attualmente si trova al largo delle coste del Sudafrica.
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8:37
Gli aggiornamenti sui colloqui di pace
I colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti hanno «fatto progressi» ma un accordo definitivo è «ancora lontano», ha dichiarato il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf.
Nel nostro articolo qui sotto ritrovate l'integralità delle dichiarazioni del presidente iraniano.
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8:30
Riapre il nostro live-ticker
Buongiorno e buona domenica, anche oggi vi terremo aggiornati sulle principali notizie riguardo al conflitto in Medio Oriente.
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22:00
Il live-ticker si chiude qui
Grazie per averci seguito, buonanotte!
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21:40
Il leader Hezbollah intima rappresaglie contro Israele
Il leader del movimento libanese filo-iraniano Hezbollah, Naim Qassem, ha evocato oggi rappresaglia contro gli attacchi israeliani in Libano, dove è ufficialmente in vigore una tregua.
«Un cessate il fuoco significa la cessazione completa di tutte le ostilità. Poiché non ci fidiamo di questo nemico, i combattenti della resistenza rimarranno sul campo, pronti a sparare, e risponderanno alle violazioni», ha affermato Qassem, secondo una dichiarazione letta in televisione, aggiungendo che una tregua non può essere «unilaterale».
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20:15
L'Iran richiude Hormuz e Trump avverte: «Non potete ricattarci»
I venti di pace sul Golfo soffiano molto debolmente e l'incertezza regna sovrana. L'ultima mossa destabilizzante l'ha fatta Teheran, che dopo 24 ore ha richiuso lo Stretto di Hormuz al traffico commerciale, mettendo nel mirino alcune imbarcazioni civili.
Leggi l'articolo completo:
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19:45
«Trump convoca una riunione nella situation room»
Il presidente statunitense Donald Trump ha convocato una riunione nella situation room per discutere della nuova crisi sullo Stretto di Hormuz.
Lo riporta Axios citando due funzionari americani, uno dei quali ha riferito che se non ci sarà presto una svolta, la guerra potrebbe riprendere nei prossimi giorni.
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18:50
«Raid dei coloni in Cisgiordania»
Coloni israeliani hanno fatto irruzione in diversi villaggi palestinesi, lanciando pietre contro gli abitanti ferendoli, prima di riuscire a fuggire senza che nessuno venisse arrestato, secondo quanto riportato da filmati girati sul posto e dai media palestinesi. Lo scrive il Times of Israel.
A Ein Siniya, a nord di Ramallah, un gruppo di coloni è stato ripreso mentre lanciava pietre contro le case. Il sito ufficiale di notizie dell'Autorità Palestinese, Wafa, afferma che un residente è stato aggredito dagli abitanti del villaggio e ha dovuto essere ricoverato in ospedale a causa delle gravi ferite riportate.
Altri raid dei coloni si sarebbero verificati nei vicini villaggi di Turmus Ayya e Abu Falah, nella Cisgiordania centrale. Gli abitanti di quest'ultimo villaggio hanno pubblicato messaggi sui social media implorando aiuto ai vicini mentre l'attacco era in corso.
L'esercito israeliano è infine arrivato ad Abu Falah ma ha proceduto ad arrestare gli abitanti del villaggio, anziché gli aggressori, che erano già riusciti a tornare nei vicini avamposti illegali. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di star indagando sulla questione, ma non forniscono ulteriori informazioni.
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17:47
Una giornata di caos a Hormuz
Non è durata neanche 24 ore la riapertura totale del braccio di mare conteso, che subito la Marina iraniana ne ha ripreso il controllo.
Nel nostro articolo, che trovate qui sotto, ripercorriamo e riassumiamo quanto accaduto nelle ultime ore nello Stretto.
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16:45
Hezbollah: «Neghiamo qualsiasi coinvolgimento nell'attacco all'Unifil»
«Neghiamo qualsiasi coinvolgimento nell'attacco contro Unifil». Lo afferma Hezbollah, tramite un comunicato, in riferimento all'attacco contro i caschi blu francesi a Ghandouriyeh, nel sud del Libano, che ha portato alla morte del sergente maggiore Florian Montorio e al ferimento di tre suoi commilitoni.
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16:32
Teheran annuncia che controllerà Hormuz «fino alla conclusione definitiva della guerra»
Il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell'Iran, il massimo organo decisionale del paese sotto la guida suprema, ha dichiarato che terrà il controllo dello Stretto di Hormuz «fino alla conclusione definitiva della guerra».
L'Iran sta esaminando nuove proposte provenienti dagli Stati Uniti, trasmesse tramite il Pakistan, e non ha ancora risposto, aggiunge il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale in un comunicato.
L'agenzia di stampa Tasnim riporta che il Consiglio ha affermato che, finché continuerà il blocco navale statunitense del porto iraniano, Teheran «lo considererà una violazione del cessate il fuoco».
Da parte sua il presidente americano Donald Trump, parlando dallo Studio Ovale, ha detto che i colloqui con l'Iran «stanno andando molto bene: avremo informazioni entro la fine della giornata».
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15:59
Trump mantiene l'ottimismo, in giornata nuove informazioni
I colloqui con l'Iran «stanno andando molto bene. Avremo informazioni entro la fine della giornata». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump parlando dallo Studio Ovale.
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14:31
Un casco blu ucciso e tre feriti tra i francesi in Libano
Un soldato francese dell'Unifil è rimasto ucciso e tre feriti in seguito ad un attacco contro i caschi blu in Libano. Lo ha annunciato Emmanuel Macron. «Tutto lascia pensare che la responsabilità sia di Hezbollah», ha aggiunto.
«Condanno l'aggressione perpetrata oggi contro alcuni membri del battaglione francese dell'Unifil», ha dichiarato da parte sua il primo ministro Libanese, Nawaf Salam, in un post pubblicato sul proprio account X.
«Ho impartito istruzioni precise affinché venga aperta un'indagine per chiarire le circostanze di tale aggressione e assicurare i responsabili alla giustizia».
«È evidente» – conclude Salam – «che questo comportamento irresponsabile arreca grave danno al Libano e alle sue relazioni con i paesi amici che lo sostengono a livello internazionale».
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14:29
Una nave da crociera sta uscendo dallo stretto di Hormuz
La nave da crociera Msc Euribia, rimasta bloccata per un mese e mezzo nel Golfo Persico a causa della guerra in Iran e del blocco dello stretto di Hormuz, è ormai prossima a lasciare definitivamente l'area.
Secondo i dati AIS, l'unità della compagnia di Gianluigi Aponte naviga a circa 22 nodi e ha quasi doppiato la penisola di Musandam, all'estremità settentrionale dell'Oman, risultando di fatto quasi fuori dallo Stretto di Hormuz.
Erano complessivamente sei le navi da crociera rimaste nell'area allo scoppio della crisi. La Msc Euribia, tra le più rappresentative e richieste per i servizi di lusso offerti a bordo, era rimasta a lungo ferma a Dubai, con equipaggio ridotto al minimo, mentre la compagnia aveva già cancellato gli itinerari previsti a maggio nel Nord Europa.
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13:48
«Primi raid contro Hezbollah dopo il cessate il fuoco in Libano»
L'esercito israeliano conferma di aver condotto nelle ultime 24 ore diversi raid nel Libano meridionale contro militanti di Hezbollah che «hanno violato gli accordi di cessate il fuoco». A riportarlo è The Times of Israel, specificando che si tratta della prima violazione di questo tipo dall'entrata in vigore della tregua nel paese.
Secondo quanto riferito dall'esercito israeliano, le truppe che operano a sud della «Linea Gialla» stabilita dall'Idf «hanno identificato terroristi che hanno violato i patti per il cessate il fuoco e si sono avvicinati alle forze di Tel Aviv da nord della Linea, rappresentando una minaccia immediata».
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13:33
Mojtaba Khamenei: «La marina iraniana è pronta a infliggere amare sconfitte»
«Così come i droni dell'esercito iraniano colpiscono gli Stati Uniti e gli assassini sionisti come un fulmine, anche la sua valorosa marina è pronta a infliggere nuove amare sconfitte ai suoi nemici».
È quanto si legge in un messaggio della Guida Suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei, diffuso in occasione dell'anniversario della creazione dell'Esercito della Repubblica islamica dell'Iran.
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13:08
Teheran: «Trump parla troppo e si contraddice, pronti a combattere»
Il presidente americano Donald Trump «parla troppo». Lo ha detto il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh a margine del Forum diplomatico di Antalya, in Turchia, interrogato sulle recenti dichiarazioni di Trump, secondo cui gli Stati Uniti avrebbero «ricominciato a bombardare» se non si fosse raggiunto un accordo con l'Iran entro mercoledì. Lo riporta Al-Jazeera.
Trump «ha detto cose contraddittorie nella stessa dichiarazione», ha affermato il funzionario iraniano.
«Non so esattamente cosa intendesse».
Khatibzadeh ha dichiarato che l'Iran ritiene che «la guerra non possa portare ad alcun risultato positivo», ma è pronta a continuare a difendersi in caso di attacco. «Combatteremo fino all'ultimo soldato iraniano», ha concluso.
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12:53
Due mercantili segnalano spari a Hormuz
Almeno due navi mercantili hanno dichiarato di essere state colpite da colpi d'arma da fuoco mentre tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito da tre fonti della sicurezza marittima e del settore navale a Reuters come riportato sul sito. L'impatto non è stato immediatamente chiaro.
Oggi l'Iran ha annullato la breve riapertura dello Stretto di Hormuz, accusando gli Usa di non aver rispettato i propri obblighi previsti dall'accordo. Questo è avvenuto mentre diverse navi avevano iniziato a transitare attraverso la rotta marittima, in quello che sembrava un «primo grande movimento» di navi da inizio guerra.
L'Ufficio britannico per le operazioni marittime (UK Maritime Trade Operations) segnala un incidente avvenuto vicino allo stretto a nord-est dell'Oman.
Secondo quanto riportato dall'organizzazione gestita dalla Royal Navy, come riporta Sky News, il capitano di una petroliera ha affermato che la sua nave è stata avvicinata da cannoniere delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, che hanno aperto il fuoco. Stando a quanto riferito, la petroliera e il suo equipaggio sono al sicuro.
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11:54
Teheran per ora non ha dato l'ok a nuovo round negoziale, secondo i media iraniani
L'Iran non ha per ora acconsentito a tenere un nuovo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti, il primo dei quali si è tenuto a Islamabad la scorsa settimana.
Ciò «a causa dell'annuncio del presidente Donald Trump sul blocco marittimo statunitense e delle richieste eccessive avanzate dagli americani, sia durante i recenti colloqui che nei loro messaggi all'Iran», ha dichiarato sabato l'agenzia Tasnim, affiliata alla Guardia Rivoluzionaria, citando «le rispettive organizzazioni».
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11:36
L’Iran non ha mai smesso di riscuotere i pedaggi nello Stretto di Hormuz
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, per quanto riguarda i pedaggi imposti da Teheran nello Stretto di Hormuz, non è cambiato nulla rispetto a ieri: le tariffe continuano a essere regolarmente richieste.
Le navi devono ancora registrarsi presso le autorità e seguire le rotte stabilite. L’Iran si riserva inoltre il diritto di negare il passaggio alle imbarcazioni considerate ostili.
Poiché anche la Marina statunitense mantiene il blocco nel Golfo Persico, le notizie diffuse ieri su una possibile distensione sembrano essere state solo un fuoco di paglia.
Nonostante ciò, Donald Trump ha cercato di mostrarsi fiducioso in pubblico: il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato sia a CBS News sia alla corrispondente dell’emittente conservatrice NewsNation che l’Iran avrebbe «accettato tutto».
President Trump tells me Iran "agreed to everything." https://t.co/hmDxgQQUmt
— Kellie Meyer (@KellieMeyerNews) April 17, 2026 -
10:33
L'Iran chiude nuovamente Hormuz
Il comando militare iraniano afferma di aver nuovamente chiuso Hormuz a causa del blocco navale statunitense imposto ai porti iraniani.
Iran's Fars News Agency says the Strait of Hormuz is back under "the strict management and control of the armed forces" following what they claim is continued "piracy and maritime robbery under the so-called blockade" by the United States. pic.twitter.com/OIpKcwhEmV
— Faytuks Network (@FaytuksNetwork) April 18, 2026Si tratta di un'azione militare mirata: la Marina USA impedisce a tutte le navi (di qualsiasi nazionalità) di entrare o uscire dai porti iraniani nel Golfo Persico e nel Golfo di Oman.
Non si tratta però di un blocco completo dello Stretto di Hormuz: le navi che transitano nello stretto dirette verso altri paesi (ad esempio Arabia Saudita, Emirati, Qatar) possono passare normalmente.
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10:08
Petroliere attraversano lo Stretto di Hormuz
Un convoglio di petroliere in partenza dal Golfo è in transito nello Stretto di Hormuz. Lo mostrano i dati MarineTraffic citati da Bbc.
Si possono osservare diverse imbarcazioni in movimento, tra cui, secondo il sito, navi progettate per il trasporto di petrolio, gas di petrolio liquefatto e prodotti chimici.
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8:43
L'Iran riapre parzialmente il suo spazio aereo
L'agenzia per l'aviazione civile iraniana ha annunciato la riapertura parziale dello spazio aereo del Paese.
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8:42
L'Iran minaccia Trump di chiudere nuovamente lo Stretto di Hormuz
«Con la prosecuzione del blocco, lo Stretto di Hormuz non resterà aperto», ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, figura di grande influenza nel Paese.
Il passaggio attraverso la strategica via marittima, fondamentale per il mercato globale di petrolio e gas, avviene lungo una rotta «stabilita dall’Iran» e solo con «autorizzazione iraniana», ha aggiunto il capo negoziatore di Teheran.
Potete continuare a leggere il nostro articolo sullo stato attuale dei negoziati seguendo il link qui sotto.
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8:40
Riapre il live-ticker di blue News
Buongiorno e ben ritrovati sul nostro ticker dedicato alla guerra in Medio Oriente.
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22:00
Il live-ticker si chiude qui
Grazie per averci seguito, buonanotte!
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21:25
Teheran: «Inaccettabile trasferire all'estero il nostro uranio»
Il ministero degli Esteri iraniano afferma che il suo uranio arricchito non verrà trasferito altrove: «L'opzione di trasferire all'estero l'uranio arricchito dell'Iran è inaccettabile», afferma ai media iraniani il portavoce del ministero.
Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che le scorte di uranio arricchito del Paese non saranno trasferite «da nessuna parte», smentendo una precedente affermazione del presidente statunitense Donald Trump secondo cui la Repubblica islamica avrebbe acconsentito alla loro cessione.
«L'uranio arricchito dell'Iran non sarà trasferito da nessuna parte», ha dichiarato alla televisione di stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei.
Trump aveva pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social un messaggio per cui «gli Stati Uniti si prenderanno tutta la ‹polvere› nucleare creata dai nostri grandi bombardieri B2», riferendosi al materiale nucleare sepolto dagli attacchi statunitensi dello scorso anno.
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20:45
Trump: «Con l'Iran recupereremo l'uranio, lo porteremo negli USA»
L'Iran «ha accettato tutto. È un ottimo accordo, un accordo meraviglioso». Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Cbs, durante la quale ha spiegato che Teheran lavorerà con gli Stati Uniti per rimuovere l'uranio arricchito dal paese.
«I nostri insieme agli iraniani lavoreranno fianco a fianco per recuperarlo. Poi lo porteremo negli Stati Uniti», ha osservato spiegando che non saranno necessari «boots on the ground» (in ambito militare significa schierare truppe in una zona).
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20:40
In Libano scatta la tregua e Teheran riapre lo Stretto di Hormuz, l'accordo è vicino?
«Israele non potrà più bombardare il Libano, gli Stati Uniti gli hanno proibito di farlo». Donald Trump ha annunciato una tregua di 10 giorni sull'ultimo fronte rimasto aperto della guerra, scattata il 28 febbraio contro l'Iran e che due giorni dopo aveva di nuovo riacceso le polveri tra Hezbollah e lo Stato ebraico.
Leggi l'articolo completo:
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20:00
In migliaia in coda per tornare, ma in Libano c'è ancora l'incubo della guerra
Lungo la costa tra Sidone e Tiro le auto sono ferme, una fila continua che non si muove. Motori accesi, gente fuori dagli abitacoli, occhi puntati verso sud.
Leggi l'articolo completo:
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18:35
Guterres plaude la riapertura di Hormuz
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, plaude all'annuncio dell'Iran della riapertura dello Stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali per la restante durata del cessate il fuoco e lo considera «un passo nella giusta direzione».
In una nota il portavoce, Stephane Dujarric, afferma che Guterres «continua a sostenere pienamente gli sforzi diplomatici volti a individuare un percorso pacifico per uscire dal conflitto e auspica che, insieme alla tregua, tale misura contribuisca a creare fiducia tra le parti e a rafforzare il dialogo in corso, facilitato dal Pakistan».
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18:00
Trump: «L'Iran ha accettato di sospendere il programma sul nucleare»
L'Iran ha accettato di sospendere il proprio programma nucleare a tempo indeterminato e non riceverà alcun fondo congelato dagli Stati Uniti.
Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Bloomberg, sottolineando che l'accordo per mettere fine alla guerra è quasi completo.
«Molti dei punti sono stati definiti. Procederà piuttosto rapidamente», ha osservato il presidente negando che la moratoria sul programma nucleare iraniano scadrà dopo 20 anni.
Alla domanda se il programma si fermerà completamente, Trump ha risposto: «Niente anni, illimitato».
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17:25
«Revocate le restrizioni di guerra in tutto Israele»
Le restrizioni di guerra sugli assembramenti in Israele sono state revocate in tutto il paese.
Ad annunciarlo è l'esercito israeliano in una dichiarazione ufficiale, ripresa dal quotidiano in linea The Times of Israel, a poche ore dall'entrata in vigore di un cessate il fuoco di dieci giorni con Beirut.
«L'intero paese tornerà a livelli di piena attività», ha assicurato l'esercito israeliano. L'unica eccezione riguarda le comunità al confine con il Libano, dove gli assembramenti rimarranno limitati a 1000 persone fino a sabato alle 20.00. In tutto il paese scuole e luoghi di lavoro potranno operare regolarmente.
È la prima volta dal 28 febbraio, data d'inizio della guerra con Teheran, che Israele revoca tutte le restrizioni attive.
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17:20
GB e Francia pronte a guidare la missione per Hormuz
Regno Unito e Francia sono pronti a guidare una missione navale di pace per garantire il transito commerciale nello Stretto di Hormuz «non appena le condizioni lo renderanno possibile».
Lo ha detto il premier Keir Starmer, citato dai media britannici a conclusione della Conferenza odierna di Parigi. Starmer ha aggiunto che finora «oltre una dozzina di paesi» ha offerto la disponibilità a contribuirvi.
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17:19
Trump: «L'Iran ha accettato di non chiudere mai più Hormuz»
«L'Iran ha accettato di non chiudere mai più lo Stretto di Hormuz. Non verrà più utilizzato come arma contro il mondo», ha scritto il presidente statunitense Donald Trump sulla sua rete sociale Truth Social.
«L'Iran, con l'aiuto degli Stati Uniti, ha rimosso o sta rimuovendo tutte le mine» in mare.
«Gli Stati Uniti riceveranno tutto il materiale nucleare» in Iran, «non avverrà alcuno scambio di denaro, in nessuna forma o modalità», ha aggiunto.
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15:40
Iran: dopo cessate il fuoco in Libano Hormuz completamente aperto
«In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il periodo residuo del cessate il fuoco sulla rotta coordinata».
Ciò «come già annunciata dall'organizzazione Porti e organizzazione marittima della repubblica Islamica dell'Iran», annuncia sulla rete sociale X il ministro degli esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi.
«L'Iran ha appena annunciato che lo Stretto dell'Iran è pienamente aperto e pronto per il transito completo. Grazie», ha indicato il presidente statunitense Donald Trump sulla sua rete sociale Truth Social.
«Il blocco navale (statunitense) rimarrà pienamente in vigore ed efficace esclusivamente nei confronti dell'Iran, finché la nostra transazione con l'Iran non sarà completata al 100%», aggiunge l'inquilino della Casa Bianca.
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15:02
Accordo USA-Iran allo studio: 20 miliardi in cambio dello stop all’uranio arricchito
Gli Stati Uniti e l'Iran stanno negoziando un piano di tre pagine per mettere fine alla guerra che prevede, fra l'altro, lo sblocco da parte degli USA di 20 miliardi di dollari (15,7 miliardi di franchi al cambio attuale) di fondi iraniani congelati in cambio della rinuncia da parte di Teheran delle proprie scorte di uranio arricchito. Lo riporta il sito statunitense di notizie politiche Axios citando alcune fonti.
Il protocollo d'intesa oggetto del negoziato include anche una moratoria volontaria sull'arricchimento nucleare da parte dell'Iran, di cui si sta valutando la durata. A Teheran verrebbe concesso di avere reattori di ricerca nucleare a scopo medico, ma a fronte dell'impegno a garantire che tutti gli impianti nucleari siano situati in superficie. Il documento allo studio affronta anche il nodo dello Stretto di Hormuz, sul quale le parti sono ancora lontane.
Sempre secondo Axios, il prossimo round di trattative è atteso a Islamabad (Pakistan), probabilmente dopodomani.
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14:14
Carburante aereo, scorte limitate in Europa
Le riserve di carburante per l’aviazione in Europa potrebbero esaurirsi nel giro di sei settimane, con potenziali ripercussioni pesanti sull’economia: è quanto segnala l’Agenzia internazionale dell’energia (AIE).
Secondo l’agenzia, diversi Paesi europei rischiano di dover affrontare una carenza di carburante per aerei già nelle prossime settimane. Molto dipenderà dalla capacità di rimpiazzare, attraverso le importazioni, le forniture provenienti dal Medio Oriente, che finora coprivano circa il 75% delle importazioni nette europee. Lo ha spiegato la stessa AIE in dichiarazioni a CNBC.
In precedenza, il direttore esecutivo dell'AIE Fatih Birol aveva avvertito che un eventuale blocco dello Stretto di Hormuz potrebbe innescare «la più grave crisi energetica mai vissuta».
Le conseguenze si farebbero sentire su larga scala, con aumenti dei prezzi di benzina, gas ed elettricità, colpendo alcune regioni del mondo più di altre.
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14:00
Petroliere iraniane varcano lo stretto di Hormuz
Tre petroliere iraniane con a bordo cinque milioni di barili di greggio sono diventate le prime navi cariche a lasciare il Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz da quando è entrato in vigore il blocco statunitense.
Lo riferisce la società di monitoraggio Kpler. La Deep Sea, la Sonia I e la Diona, tutte soggette a sanzioni statunitensi, hanno attraversato lo stretto mercoledì 15 aprile dopo essere partite dall’isola iraniana di Kharg, rispettivamente il 2, l’8 e il 9 aprile.
L'attraversamento ha trovato conferma nelle immagini satellitari delle tre petroliere che avevano disinserito da circa un mese i segnali AIS (Sistema di Identificazione Automatica).
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11:02
Libano in festa per tregua, in migliaia cercano di tornare a casa
Festeggiamenti in tutto il Libano per l'entrata in vigore del cessate il fuoco. La popolazione è scesa in piazza con fuochi d'artificio e spari celebrativi dopo l'avvio della tregua di 10 giorni, secondo quanto mostrano anche le foto e i video sui social.
Migliaia di famiglie sfollate hanno invaso la principale autostrada che porta al Libano meridionale, poche ore dopo l'entrata in vigore della tregua, per tornare alle proprie case nel sud del Libano. «Se dovessimo andarcene di nuovo, non riesco a descrivere quanto sarebbe deludente, sarebbe devastante», ha detto al New York Times, Israa Jaber, seduta in macchina bloccata nel traffico, diretta a sud verso casa sua nella città di Srifa.
A Qasmiyeh, una città situata lungo l'autostrada che costeggia il Libano, i soldati dell'esercito libanese - riporta il media americano - stanno utilizzando degli escavatori per riparare un ponte che collega il nord al sud del Paese. Il valico è diventato il principale punto critico per il traffico dopo che nell'ultimo mese e mezzo, sono state bombardati tutti i principali ponti sul fiume Litani, che divide il Libano settentrionale da quello meridionale. Ieri le forze israeliane hanno colpito nuovamente il ponte di Qasmiyeh, poche ore prima dell'annuncio del cessate il fuoco.
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09:46
Iran: «Silenzio sul campo ma noi abbiamo il dito sul grilletto»
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano che le forze armate del Paese sono «con il dito sul grilletto» durante ciò che definiscono un «silenzio sul campo di battaglia», avvertendo di essere pronti a rispondere a qualsiasi attacco. Lo riferisce Iran International.
In una dichiarazione rilasciata in occasione della Giornata dell'Esercito, le Guardie hanno affermato che i militari e le Guardie sono pronti a fornire una «risposta forte e decisa» a qualsiasi azione ostile.
Hanno descritto la situazione attuale come un «silenzio sul campo di battaglia» nel cessate il fuoco tra Iran, Stati Uniti e Israele, ma hanno avvertito che qualsiasi escalation provocherebbe «duri colpi» e una «umiliante sconfitta» per gli avversari.
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09:20
Hormuz, possibile riapertura ma solo con condizioni chiare
Teheran sarebbe pronta a riaprire lo Stretto di Hormuz, ma soltanto a fronte di un cessate il fuoco duraturo e con garanzie delle Nazioni Unite che escludano nuovi attacchi da parte di Stati Uniti e Israele. Lo riferisce una fonte iraniana citata dai media israeliani.
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09:00
Missione pachistana a Teheran: segnali di apertura
Nel contesto dei negoziati con l'Iran, il capo dell’esercito pachistano Asim Munir è giunto a Teheran in veste di mediatore.
Secondo fonti diplomatiche riportate da Reuters, si registrano primi spiragli su temi delicati: in particolare sul nucleare, l'Iran starebbe considerando di trasferire all’estero una parte del proprio uranio altamente arricchito, ipotesi finora respinta.
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08:40
Iran ancora armato: «Migliaia di missili e droni»
Teheran dispone tuttora di «migliaia di missili» oltre a droni in grado di colpire le forze statunitensi. Lo afferma la CNN, citando il generale James Adams della Defense Intelligence Agency americana.
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08:14
Scattata la tregua di 10 giorni fra Israele e Libano
È scattata la tregua di 10 giorni fra Israele e Libano. A Beirut, allo scoccare della mezzanotte, nei sobborghi meridionali della città sono risuonati spari di festeggiamento.
Fino all'ultimo momento il conflitto è stato intenso: l'ultimo attacco rivendicato da Hezbollah contro truppe israeliane – riporta Al Jazeera – è arrivato a dieci minuti prima della mezzanotte, e Israele ha continuato a lanciare raid aerei fino a uno o due minuti prima dell'entrata in vigore della tregua.
Il cessate il fuoco dichiarato condizione primaria da Teheran sembra aprire la strada a più decisivi colloqui tra Stati Uniti e Iran. Il presidente americano Donald Trump si è detto ottimista su un possibile accordo: «Penso che siamo molto vicini a fare un accordo con l'Iran», ha dichiarato ai giornalisti fuori dalla Casa Bianca, aggiungendo ieri in serata che la guerra «dovrebbe finire abbastanza presto».
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08:00
Apertura del live-ticker
Riparte il nostro live-ticker sulla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Anche oggi seguiremo per te gli sviluppi principali del conflitto, tra tensioni sul terreno e mosse diplomatiche.
Resta con noi per tutti gli aggiornamenti in tempo reale dal Medio Oriente.
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22:33
Chiusura del live-ticker
Chiudiamo il nostro live-ticker del 48esimo giorno di guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran.
Grazie per averci letto anche oggi. Torneremo domani mattina, venerdÌ, ad aggiornarvi sugli avvenimenti salienti dello scontro in Medio Oriente.
Vi auguriamo una piacevole fine di serata e una buona notte.
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22:05
Trump assicura che l'Iran consegnerà l'uranio arricchito
Donald Trump ha assicurato oggi che l'Iran ha accettato di consegnare il proprio uranio arricchito, una delle sue condizioni per un accordo con Teheran.
«Hanno accettato di restituirci la polvere nucleare», ha dichiarato il presidente americano ai giornalisti alla Casa Bianca.
Le autorità iraniane non hanno commentato tali dichiarazioni.
Per ora non si conosce una possibile data per il secondo round di negoziati tra i belligeranti.
Leggi l'articolo completo:
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20:52
Netanyahu: «Durante tregua esercito rimane nel sud del Libano»
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato il cessate il fuoco di dieci giorni nel conflitto con la milizia libanese Hezbollah.
Il premier precisa che durante la tregua, l'esercito israeliano rimarrà in una zona cuscinetto nel sud del Libano.
Netanyahu descrive la tregua come un'occasione per avviare colloqui su un accordo di pace duraturo con il Libano e al tempo stesso insiste sul disarmo di Hezbollah.
«Ho acconsentito a una tregua temporanea di dieci giorni», ha dichiarato Netanyahu in un videomessaggio. L
'obiettivo è quello di dare una possibilità ai colloqui su un accordo di pace con il Libano, iniziati con un incontro tra gli inviati dei due paesi a Washington.
Israele ha due richieste fondamentali: il disarmo di Hezbollah e un accordo per una pace duratura tra i due Stati.
Durante la tregua, l'esercito israeliano rimarrà in una «zona di sicurezza rafforzata» nel sud del Libano. Questa si estende dal Mediterraneo al confine siriano ed è larga circa dieci chilometri.
Servirà a proteggere le località nel nord di Israele dagli attacchi di Hezbollah, ha detto Netanyahu.
«Abbiamo l'opportunità di concludere un accordo di pace storico con il Libano», ha affermato il premier israeliano, precisando che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato sia lui che il presidente libanese Joseph Aoun per cercare di portare avanti un simile accordo.
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20:43
La Svizzera accoglie con favore cessate il fuoco tra Israele e Libano
In un post su X il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) dichiara di aver accolto positivamente l'annuncio odierno del cessate il fuoco tra Israele e Libano, mediato dagli Stati Uniti.
Il Dipartimento di Cassis invita le parti a «rispettare pienamente» la tregua e a «sfruttare questa opportunità per avanzare verso una soluzione politica sostenibile, nel pieno rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale del Libano».
Era stato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ad annunciare il cessate un fuoco della durata di dieci giorni a partire dalle 21 di stasera (ora svizzera), con un messaggio sulla piattaforma Truth.
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19:30
Hezbollah rispetterà la tregua se Israele cessa le ostilità
L'Hezbollah libanese rispetterà il cessate il fuoco che entrerà in vigore alle 21:00 (ora Svizzera), a condizione che Israele cessi completamente le ostilità, compresi gli omicidi mirati contro i suoi membri, ha affermato giovedì all'AFP un deputato della formazione filo-iraniana.
«Rispetteremo il cessate il fuoco con prudenza (...) a condizione che si tratti di una cessazione totale delle ostilità contro di noi e che Israele non lo sfrutti per compiere omicidi», ha dichiarato il deputato di Hezbollah Ibrahim Moussaoui.
Dopo il cessate il fuoco che aveva posto fine alla precedente guerra tra le due parti, nel novembre 2024, Israele aveva in effetti continuato a colpire con attacchi mirati i membri e le infrastrutture del movimento libanese.
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19:07
Libano, raid israeliano nel sud fa sette morti e 33 feriti
Un attacco israeliano nel sud del Libano ha fatto sette morti e 33 feriti. Lo annuncia il ministero della salute libanese.
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18:02
Trump, «Israele e Libano d'accordo per un cessate il fuoco di 10 giorni»
Donald Trump sostiene che Israele e Libano sono d'accordo per un cessate il fuoco di 10 giorni.
La tregua di dieci giorni dovrebbe iniziare a mezzanotte (ora locale), ha scritto il presidente Usa sulla sua piattaforma Truth, dopo aver sentito al telefono il presidente libanese Joseph Aoun e il capo del governo israeliano Benjamin Netanyahu
Leggi l'articolo completo:
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16.30
Il presidente libanese rifiuta il contatto diretto con Netanyahu
Il presidente libanese Joseph Aoun non sarebbe per il momento disposto a sostenere una conversazione telefonica diretta con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Aoun avrebbe discusso della possibilità di una simile telefonata in un colloquio con il segretario di Stato americano Marco Rubio, ma finora l'avrebbe rifiutata, secondo quanto appreso dalla Deutsche Presse-Agentur da fonti governative libanesi.
Una telefonata tra Aoun e Netanyahu sarebbe la prima conversazione di questo tipo da decenni. I paesi confinanti Israele e Libano sono nemici e si trovano ufficialmente in stato di guerra.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva annunciato per oggi un colloquio tra i «leader» dei due paesi confinanti, dopo che martedì a Washington i loro ambasciatori si erano incontrati per la prima volta da decenni per colloqui politici diretti.
Una ministra israeliana è stata ancora più concreta e giovedì mattina ha annunciato un colloquio tra Netanyahu e Aoun.
Israele e Hezbollah in Libano sono nuovamente in conflitto nell'ambito della guerra contro l'Iran. Il governo libanese non è una parte attiva nel conflitto e sta cercando di allentare la tensione.
Allo stesso tempo, muove pesanti accuse contro Israele per i continui attacchi in Libano, che secondo i dati ufficiali hanno causato più di 2.000 vittime dall'inizio della guerra con l'Iran alla fine di febbraio. Finora Hezbollah ha rifiutato qualsiasi dialogo tra il governo e Israele.
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16.03
Israele: «Attacchi più dolorosi se l'Iran respinge la proposta USA»
Il ministro della difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che, qualora l'Iran dovesse respingere la proposta statunitense che gli chiede, tra l'altro, di rinunciare alle «armi nucleari», Israele sferrerebbe attacchi «ancora più devastanti» contro nuovi obiettivi.
«L'Iran si trova a un bivio storico: una strada consiste nel rinunciare al terrorismo e alle armi nucleari, in conformità con la proposta americana; l'altra conduce a un abisso», ha affermato il ministro durante una cerimonia.
«Se il regime iraniano sceglierà la seconda opzione, scoprirà molto rapidamente che esistono obiettivi ancora più dolorosi di quelli che abbiamo già colpito», ha aggiunto Katz.
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14.35
Ghalibaf: «Il cessate il fuoco in Libano è altrettanto importante»
Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, figura emergente della Repubblica Islamica, ha affermato oggi che un «cessate il fuoco in Libano (è) altrettanto importante» quanto in Iran, in un messaggio pubblicato sulla piattaforma Telegram.
«Sto seguendo da vicino la situazione in Libano e l'instaurazione di un cessate il fuoco in quel paese, una questione fondamentale ai nostri occhi», ha precisato Ghalibaf, riferendo di un colloquio con il suo omologo libanese Nabih Berri.
«Ci stiamo impegnando per costringere i nostri nemici a instaurare un cessate il fuoco permanente in tutte le zone di conflitto, in conformità con l'accordo» di tregua concordato l'8 aprile con gli Stati Uniti, ha aggiunto.
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14:00
Il premier pakistano incontra l'emiro del Qatar a Doha
Il premier pakistano Shehbaz Sharif, principale mediatore tra l'Iran e gli Stati Uniti, ha incontrato oggi a Doha l'emiro del Qatar nell'ambito degli sforzi diplomatici volti a riprendere i negoziati tra Iran e Stati Uniti per ottenere un cessate il fuoco duraturo nella guerra in Medio Oriente.
L'ufficio di Sharif ha precisato che questi ha discusso con l'emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani, degli «ultimi sviluppi regionali e internazionali, in particolare in Medio Oriente».
I due leader hanno espresso il loro sostegno agli «sforzi di de-escalation e al rafforzamento del coordinamento internazionale volti a garantire la sicurezza e la stabilità della regione, in particolare assicurando il corretto funzionamento delle catene di approvvigionamento energetico», riferisce un comunicato. L'emiro del Qatar ha elogiato il ruolo svolto dal Pakistan, indica la stessa fonte.
Il primo ministro pakistano, che ieri si era recato anche in Arabia Saudita, proseguirà il suo tour diplomatico in Turchia.
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13:00
Il capo dell'esercito pakistano a colloquio con Ghalibaf
L'influente capo dell'esercito pakistano, Asim Munir, ha incontrato oggi il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, riportano i media statali iraniani, nell'ambito delle trattative in corso per una possibile ripresa dei colloqui tra Iran e USA.
Il luogo esatto dell'incontro non è stato specificato dalla televisione di Stato, ma l'agenzia Mizan ha pubblicato su X alcune foto dei due uomini.
La delegazione pakistana era arrivata in Iran ieri, poco prima che Washington evocasse la possibilità di una seconda sessione di negoziati con l'Iran.
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12:40
Israele distrugge un ponte strategico
L'agenzia di stampa ufficiale libanese ANI ha riferito che Israele ha sferrato oggi due attacchi nel sud del paese contro un ponte strategico, che è stato distrutto.
«L'aviazione nemica ha sferrato due attacchi consecutivi contro il ponte di Qasmiyeh, l'ultimo ponte tra la regione di Tiro e quella di Saida, distruggendolo completamente», ha riferito l'ANI.
Stamani l'esercito israeliano aveva nuovamente invitato i civili a evacuare l'intera zona del sud del Libano fino al fiume Zahrani, a circa 40 km a nord del confine.
L'ANI riporta inoltre che una persona è rimasta uccisa in un attacco israeliano che ha colpito oggi un'auto sulla strada principale che collega Beirut a Damasco, lontana dal confine con Israele. L'attacco è avvenuto nei pressi di Dahr el-Baidar, sulle montagne a est della capitale.
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11.00
Edelweiss cancella i voli verso USA e Oman per calo della domanda e aumento del petrolio
Edelweiss cancella alcune rotte verso gli Stati Uniti e l'Oman a causa della ridotta richiesta da parte dei passeggeri e dell'aumento del prezzo del carburante, aggravato dalla situazione geopolitica.
In un comunicato diffuso oggi la compagnia aerea elvetica specializzata sui vacanzieri spiega che l'adeguamento riguarda in particolare i collegamenti con il Nord America nel programma estivo.
I voli verso Denver e Seattle sono stati eliminati completamente, mentre sulla rotta per Las Vegas le frequenze verranno ridotte nella tarda primavera e in autunno. Nel programma invernale 2026/27 verranno cancellati anche i collegamenti verso Mascate e Salalah, in Oman (penisola araba).
Tra le cause principali di questi cambiamenti Edelweiss cita le persistenti ripercussioni della situazione geopolitica, con particolare riferimento al conflitto in Medio Oriente, che influisce sia sui costi del cherosene, sia sulla domanda verso alcune destinazioni statunitensi.
I passeggeri già in possesso di biglietti per i voli cancellati saranno reindirizzati su collegamenti alternativi, principalmente all'interno del gruppo Lufthansa, oppure potranno ottenere il rimborso integrale del prezzo del biglietto.
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10.30
La guerra in Medio Oriente allarga la perdita semestrale di EasyJet
La compagnia aerea britannica EasyJet ha avvertito oggi che la sua perdita nel primo semestre, periodo tradizionalmente negativo per il vettore, si aggraverà quest'anno a causa soprattutto delle conseguenze del conflitto in Medio Oriente, in particolare sui prezzi del petrolio.
In vista della pubblicazione dei risultati il mese prossimo, il gruppo ha indicato di prevedere una perdita ante imposte tra 540 e 560 milioni di sterline (572-584 milioni di franchi), contro i 394 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente.
Il CEO Kenton Jarvis ha affermato che la domanda resta sostenuta, ma i risultati finanziari sono peggiorati, penalizzati dal conflitto e dalla concorrenza su alcuni mercati.
Nel solo mese di marzo i costi del carburante hanno subito un rincaro di circa 25 milioni di sterline a causa della guerra. Il conflitto ha anche ridotto la visibilità sulle prenotazioni, con i clienti che scelgono più tardi il loro volo. Malgrado ciò EasyJet ha registrato la migliore performance della sua storia nel periodo di Pasqua e Jarvis si dice fiducioso per l'avvio dell'estate.
Il gruppo pubblicherà i risultati semestrali completi il 21 maggio. Nel frattempo stamani il titolo della società alla borsa di Londra era in calo di circa il 2%
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08.43
L'esercito USA attacca un'altra imbarcazione nel Pacifico orientale
L'esercito statunitense ha nuovamente attaccato un'imbarcazione sospettata di traffico di droga nel Pacifico orientale, uccidendo tre uomini.
Secondo le informazioni d'intelligence, l'imbarcazione si trovava su una nota rotta del traffico di droga ed era coinvolta in attività di contrabbando, ha comunicato il Comando regionale statunitense Southcom, responsabile della zona, sulla piattaforma X.
Appena alla vigilia l'esercito statunitense aveva annunciato l'uccisione di quattro presunti trafficanti di droga, sempre nel Pacifico orientale.
Su ordine dell'amministrazione Trump, dall'autunno dello scorso anno l'esercito attacca imbarcazioni nei Caraibi e nel Pacifico orientale su cui si presume vengano contrabbandate droghe verso gli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti hanno un grave problema di droga, di cui ritengono responsabili i trafficanti stranieri. I critici dubitano che gli attacchi letali in acque internazionali siano ammissibili secondo il diritto internazionale.
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08.37
La premio Nobel Narges Mohammadi in condizioni critiche
La vincitrice del Premio Nobel per la pace iraniana Narges Mohammadi, attualmente in carcere, versa in condizioni di salute critiche. Lo ha affermato suo fratello Hamid-Reza Mohammadi su X.
Stando a quest'ultimo, sua sorella è fortemente indebolita a seguito di un infarto occorso alla fine di marzo e ha perso molto peso. La famiglia è molto preoccupata.
Già in precedenza era stata segnalata una mancanza di assistenza medica, come la richiesta di cure cardiologiche urgenti.
Mohammadi, che nel 2023 ha ricevuto il Premio Nobel per la pace - che non aveva potuto ritirare personalmente - per il suo impegno contro l'oppressione delle donne e contro la pena di morte in Iran, è detenuta nel carcere centrale della città di Sanjan.
All'inizio di febbraio, secondo il suo avvocato, è stata nuovamente condannata a sei anni di reclusione, oltre a un divieto di espatrio di due anni. Il reato contestatole, ha aggiunto, è di «associazione e collusione per commettere e reati», una sorta di accusa di cospirazione.
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08.25
Wall Street: Nasdaq e S&P500 record, scommessa su un accordo USA-Iran
Wall Street ha chiuso ieri sera con un nuovo record per Nasdaq e S&P500, segno che i mercati scommettono su un accordo USA-Iran.
Il Dow Jones ha lasciato lo 0,15% a 48.463,72 punti, mentre il Nasdaq è avanzato dell'1,59% a 24.016,02 punti e lo S&P 500 dello 0,80% a 7.022,95 punti.
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08.12
Trump annuncia per oggi colloqui ad alto livello tra i leader di Libano e Israele
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha reso noto che Israele e Libano si incontreranno oggi per colloqui ad alto livello. I «leader» dei due paesi confinanti non si parlavano da molto tempo, sicuramente da 34 anni, ha scritto ieri sera (ora locale) su Truth.
«Domani (giovedì) succederà. Ottimo!» Dal suo post non emerge chi Trump intenda esattamente con i leader dei due paesi. Si tratta di cercare di «creare un po' di spazio tra Israele e il Libano», ha scritto. Ieri sera a Washington, per la prima volta da decenni, i rappresentanti di entrambi gli Stati si sono incontrati per colloqui diretti a livello politico.
Sono in corso negoziati con il Libano, ha affermato il capo del governo israeliano Benyamin Netanyahu secondo quanto comunicato dal suo ufficio ieri sera. Il primo ministro ha spiegato che gli obiettivi principali sono due: il disarmo della milizia di Hezbollah, sostenuta dall'Iran, «e, in secondo luogo, una pace duratura».
Il governo libanese, che non è parte in causa nella guerra in corso tra Israele e Hezbollah, vuole ottenere un cessate il fuoco e il ritiro dei soldati israeliani dal sud del Libano.
Secondo quanto riportato dai media, ieri sera il gabinetto di sicurezza israeliano ha discusso di un cessate il fuoco, ma la riunione si è conclusa senza alcuna decisione, ha scritto il giornalista di Axios Barak Ravid sulla piattaforma X.
Per Israele gli obiettivi principali dei negoziati sono il disarmo di Hezbollah e una pace duratura. (foto d'archivio) sda -
08.00
Riapre il nostro live-ticker
Buongiorno e ben ritrovati sul nostro live-ticker che vi aggiorna su tutto quello che succede giornalmente nella guerra di USA e Israele contro l'Iran.
Buona lettura!