Guerra in Ucraina Trump: «Aiuteremo Polonia e i Paesi Baltici contro l'escalation russa»

SDA

21.9.2025 - 18:51

Donald Trump 
Donald Trump 
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In partenza con il suo Air Force One per il funerale di Charlie Kirk, poche parole di Donald Trump fanno tirare un sospiro di sollievo all'Europa: gli Stati Uniti aiuteranno la Polonia e i Paesi Baltici a difendersi in caso di escalation della Russia.

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Si guarda ai fatti, ma intanto le dichiarazioni del tycoon provano a dissipare i timori tra gli alleati occidentali, messi a dura prova dalle provocazioni di Mosca sul fianco est del continente. Dopo lo sconfinamento di tre Mig in Estonia, resta infatti alta la tensione ai confini con la Russia: anche i caccia britannici della Raf hanno effettuato la loro prima sortita in Polonia venerdì, nell'ambito della missione Sentinella dell'Est della Nato.

E domenica mattina, l'aeronautica militare tedesca ha fatto decollare due Eurofighter per seguire un aereo militare russo IL-20M «privo di piano di volo o contatto radio», entrato nello spazio aereo neutrale sopra il Mar Baltico.

Le parole di Trump giungono mentre continuano a fare notizia le divisioni all'interno del fronte occidentale: si rincorrono sui media indiscrezioni secondo cui l'amministrazione Usa è intenzionata a frenare sulle forniture di armi agli europei e a tagliare parte dell'assistenza di sicurezza agli Stati baltici. Compresa l'Estonia, minacciata nei giorni scorsi dallo sconfinamento di tre Mig russi nel suo spazio aereo.

Estonia chiede riunione di emergenza 

A questo proposito, Tallinn ha annunciato che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite terrà una riunione di emergenza lunedì.

È la prima volta in 34 anni di appartenenza dell'Estonia alle Nazioni Unite che il paese, membro dell'Ue e della Nato, ha richiesto ufficialmente una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza.

Il suo ministro degli Esteri Margus Tsahkna ha affermato che la provocazione di Mosca è «parte di un più ampio schema di escalation da parte della Russia». Secondo il presidente ceco Petr Pavel, a queste violazioni «dobbiamo rispondere in modo appropriato. Anche abbattendo gli aerei russi, se necessario».

Sanzioni verso Mosca: Ue e USA insieme?

In tema di risposte, l'Occidente è sempre più convinto che la strada delle sanzioni sia l'unica percorribile: «Contiamo sul fatto che il 19esimo pacchetto dell'Ue sia davvero doloroso e che gli Stati Uniti si uniscano agli europei», ha ribadito ancora una volta Volodymyr Zelensky.

Ma per sbloccare le misure americane, Trump chiede prima che tutti i Paesi Ue – Ungheria e Slovacchia comprese – abbandonino le forniture energetiche di Mosca. «Gli europei comprano petrolio dalla Russia. Questo non dovrebbe accadere» e «non lo consentiremo a lungo», ha detto senza mezzi termini il tycoon.

«Sono molto deluso da Putin», ha ribadito il presidente americano secondo cui «muoiono fra le 5.000 e le 7.000 persone a settimana senza alcuna ragione».

Putin vuole una conclusione pacifica

In risposta, il Cremlino ha ribadito che le sanzioni e «la strada della repressione della Russia in ogni ambito» «non facilitano la risoluzione» del conflitto.

E lo zar «rimane interessato e aperto a portare l'intera questione ucraina a una conclusione pacifica», accusando gli europei – e in particolare il Regno Unito appena visitato dal tycoon – di fare «tutto il possibile per alimentare l'escalation e prolungare la guerra».

Stubb: «Sanzioni forti, deterrente forte»

Quello delle sanzioni sarà sicuramente un tema centrale nei colloqui bilaterali in programma a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, a partire da quello tra Trump e Zelensky dove si affronterà anche la questione delle garanzie di sicurezza Usa per Kiev, ancora avvolte nell'incertezza.

Secondo il presidente finlandese Alexander Stubb, «devono essere un deterrente plausibile. E per essere plausibile, deve essere un deterrente forte».

Per esserlo, secondo Stubb, il piano deve prevedere che i paesi europei firmatari siano pronti a combattere contro la Russia se in futuro Mosca dovesse nuovamente intraprendere un'azione militare contro l'Ucraina, affiancando questo principio a un «backstop americano» che dia una forza concreta al piano. È proprio su questo punto che Zelensky – con l'Europa – proverà a ricevere chiarimenti da Trump.