Dopo settimane di tensioni, nella notte gli Stati Uniti hanno attaccato il Venezuela sferrando un raid areo sulla capitale Caracas, culminato con la cattura di Maduro che, insieme alla moglie, «sono stati portati fuori dal Paese».
Operazione spettacolare a Caracas, Trump attacca il Venezuela e cattura Maduro
Dopo settimane di tensioni, nella notte gli Stati Uniti hanno attaccato il Venezuela sferrando un raid areo sulla capitale Caracas, culminato con la cattura di Maduro che, insieme alla moglie, «sono stati portati fuori dal Paese».
03.01.2026
A confermarlo è stato il presidente americano Donald Trump. «Gli Stati Uniti d'America hanno condotto con successo un attacco su larga scala contro il Venezuela e il suo leader, il presidente Nicolas Maduro, che è stato catturato e portato fuori dal Paese insieme alla moglie» ha scritto su Truth.
In una nota il Governo di Caracas, oltre a denunciare la «gravissima aggressione militare» degli Stati Uniti, aveva precedentemente scritto che il presidente Nicolas Maduro aveva dichiarato lo stato di emergenza e chiesto «mobilitazione» della popolazione dopo l'attacco.
«Una buona pianificazione»
L'operazione militare, ha spiegato Trump, è stata condotta in collaborazione con le forze dell'ordine statunitensi.
«Una buona pianificazione e truppe eccellenti. È stata un'operazione brillante», ha detto Trump in un'intervista riportata dal New York Times.
A chi gli chiedeva se avesse chiesto l'autorizzazione al Congresso per agire e quali fossero i prossimi passi per il Venezuela, Trump ha risposto che avrebbe affrontato questi temi durante la conferenza stampa annunciata per le 11h00 ora locale, le 17h00 in Svizzera da Mar-a-Lago, la sua residenza per i fine settimana.
L'operazione era prevista a Natale?
L'attacco è scattato poco prima delle 2 (le 7 in Svizzera). Violente esplosioni sono state udite a Caracas, col il rumore di aerei in volo che ha spinto la gente a scendere in strada.
Intanto, secondo l'emittente americana Abc, US Delta Force ha catturato Nicolas Maduro dopo che la Cia aveva identificato la sua posizione esatta.
Abc cita alcune fonti secondo le quali Donald Trump aveva approvato l'operazione giorni fa e le truppe erano pronte a colpire a Natale. L'operazione è stata però posticipata in seguito ai disordini in Nigeria.
«Ho sentito un forte boato, il primo, che mi ha letteralmente buttato giù dal letto» ha raccontato un italiano espatriato in Venezuela all'ANSA.
«Il palazzo presidenziale di Miraflores, Fuerte Tijuna, il ministero della difesa, l'aeroporto della Carlota e il porto della Guaira sono sotto le bombe» ha aggiunto.
Le prime reazioni internazionali
Il presidente colombiano Gustavo Petro ha scritto su X che, oltre a obiettivi militari e logistici, ne sono stati colpiti anche altri altamente simbolici, come la sede del Parlamento e il Cuartel de la Montaña, dove si trova il mausoleo di Hugo Chávez.
La Colombia ha schierato l'esercito alla frontiera con la Colombia.
Cuba si schiera apertamente a fianco del presidente de facto Nicolás Maduro, suo principale alleato regionale, condannando l’azione militare degli Stati Uniti contro il Venezuela.
A prendere posizione è stato il ministro degli esteri dell’Avana, Bruno Rodríguez, che ha denunciato quello che ha definito un «attacco criminale» di Washington, sollecitando una reazione «urgente» della comunità internazionale.
Prime reazioni da Mosca, con il vicepresidente della Camera alta del Parlamento, Kostantin Kosachev, che ha parlato di «violazione internazionale» e condanna dall'Iran.