Il riassunto dell'incontroTrump: «Grandi progressi ma nessun accordo sull'Ucraina». Poi annulla il pranzo con Putin, che si mostra raggiante
SDA
16.8.2025 - 03:49
Progressi ma ancora nessun accordo sull'Ucraina e nessun accenno al cessate il fuoco o a un vertice trilaterale con Volodymir Zelensky. È nella parole di Donald Trump la sintesi dell'incontro di quasi tre ore con Vladimir Putin in Alaska: «Non c'è accordo finché non c'è l'accordo», il gioco di parole usato dal presidente americano. Che secondo molti analisti esce sconfitto dall'incontro con lo Zar, che invece dal canto suo davanti alla stampa s'è presentato visibilmente molto felice. Pranzo di lavoro annullato. I due presidenti sono già rientrati.
Certo, il summit pare aver rinsaldato il rapporto tra i due leader. Ma nulla di più. Almeno per ora.
Trump ha riservato a Putin un trattamento da grande amico, molto diverso da quello riservato pochi mesi fa a Volodymyr Zelesnky nello Studio Ovale.
Accoglienza molto calorosa
Ad accogliere lo zar sulla pista dell'aeroporto c'erano un tappeto rosso lo stesso presidente americano che lo ha applaudito, gli ha stretto la mano e poi, con una mossa senza precedenti, lo ha accolto sulla sua limousine presidenziale, «The Beast» («La Bestia» ndr.), per percorrere il breve tragitto dalla base militare al luogo ufficiale dell'incontro.
Putin ricevuto addirittura col tappeto rosso sulla pista d'atterraggio.
IMAGO/SNA
Dieci minuti di vero faccia a faccia in cui i due leader sono stati completamente da soli, senza neanche i traduttori. L'incontro ufficiale, che li ha visti accompagnati tutti e due da ristrette delegazioni, è durato quasi tre ore.
Donald Trump applaude Vladimir Putin al suo arrivo.
IMAGO/SNA
Una comunicazione a senso unico
Poi si sono presentati davanti a quella che doveva essere una conferenza stampa, ma che non lo è stata poiché non hanno accettato vi fossero domande da parte dei giornalisti, parlando entrambi di «progressi» e «accordi», ma senza fornire alcun dettaglio sul loro colloquio.
Nessuno dei due, negli appena 12 minuti davanti alle telecamere (ben 8 in cui ha parlato Putin, solo 4 Trump), in quelli che sono sembrati essere due monologhi distinti, ha citato mai la parola tregua, nonostante il tycoon prima di arrivare ad Anchorage aveva detto che avrebbe premuto per un cessate il fuoco immediato: «Non sarò contento se non sarà oggi», aveva spiegato.
Putin ha parlato di incontro «costruttivo e utile», definendo la guerra in Ucraina una «tragedia» e dicendosi d'accordo con Trump sul fatto che la «sicurezza dell'Ucraina debba essere garantita». Ma non ha spiegato minimamente come.
Un punto di partenza?
Lo zar – che rompendo il protocollo ha aperto la conferenza stampa nonostante non fosse il padrone di casa – ha fatto più volte riferimento ad «accordi» raggiunti ma senza entrare nel dettaglio: le intese decise «dovrebbero essere il punto di partenza», si è limitato a dire.
Prima d'arrivare a questo punto però il capo del Cremlino, raggiante, ha fatto un excursus di diversi minuti sull'Alaska, ricordando l'importanza del passato sovietico del territorio oggi statunitense.
«Next time in Moscow»
Putin con larghi sorrisi ha ricordato la vicinanza tra i due paesi: «È abbastanza logico incontrarsi qui, perché i nostri Paesi, anche se separati dagli oceani, sono in realtà vicini stretti. In alcuni punti ci sono solo 4 chilometri di distanza».
Il presidente russo ha detto che i legami con gli Stati Uniti torneranno a essere proficui negli anni a venire. «Ricorderemo sempre altri esempi della storia quando i nostri Paesi sconfissero nemici comuni, aiutandoci l'uno con l'altro. Sono certo che questa eredità ci aiuterà a costruire e alimentare con benefici reciproci i nostri legami, anche nelle condizioni più dure».
Tornando a parlare della guerra ha detto di augurarsi che l'Ucraina e l'Europa «non ostacolino gli sforzi di pace».
Il leader del Cremlino ha poi invitato Trump in Russia, pronunciando l'unica frase in inglese: «Next time in Moscow»: «La prossima volta ci vediamo a Mosca», ha detto, spiazzando il tycoon, che s'è limitato, un poco incredulo a sorridere e rispondere: «Possibile, è da vedere».
Putin: «Con Trump alla Casa Bianca non ci sarebbe stata la guerra in Ucraina»
Putin ha così messo l'accento sui buoni rapporti personali che ha con l'inquilino della Casa Bianca e, affermano alcuni osservatori, sulla sua riabilitazione sul palcoscenico internazionale dopo essere stato accolto molto amichevolmente negli Stati Uniti.
Riceve, Trump, la gratitudine di Putin, dal quale viene addirittura adulato: «Avevo detto a Biden che alcune posizioni avrebbero potuto creare conseguenze pesanti» – la guerra in Ucraina, ndr – «E sono davvero convinto che, come ha detto Trump, se ci fosse stato lui alla Casa Bianca non saremmo in questa situazione».
Sul punto più importante non c'è nessuna intesa
«Abbiamo avuto un incontro estremamente produttivo e molti punti sono stati concordati. Ne mancano solo pochi. Alcuni non sono così significativi, uno è probabilmente il più significativo, ma abbiamo ottime possibilità di arrivarci», ha spiegato il presidente degli Stati Uniti. «Non ci siamo arrivati, ma abbiamo ottime possibilità di arrivarci.»
Il tycoon ha quindi precisato che informerà Zelensky e la Nato a breve, ma nessun accenno a un incontro trilaterale col leader ucraino. «Inizierò a fare qualche telefonata e racconterò cosa è successo. Spiegherò i molti punti che sono stati concordati e i pochissimi che mancano».
Sui contenuti degli «accordi raggiunti» anche Trump non fornisce alcune indicazione, alimentando subito le voci dei critici, secondo cui ha steso il tappeto rosso per Putin e non ha ottenuto neanche un cessate il fuoco.
Delle sanzioni che ha minacciato per settimane – aggiungono – neanche l'ombra.
Putin deposita fiori nel cimitero commemorativo
Come annunciato, poco prima di prendere il volo per tornare a Mosca, subito dopo essersi congedato da Donald Trump, il presidente russo Vladimir Putin è andato a deporre fiori nel cimitero commemorativo «Fort Richardson» che si trova nella base Elmendorf-Richardson.
Vi sono sepolti i resti di piloti e marinai sovietici che, durante la Seconda Guerra Mondiale, chiamata dallo Zar nel suo discorso «Grande Guerra Patriottica», garantivano le forniture di equipaggiamenti civili e militari tramite il programma Lend-Lease. Un esempio di cooperazione fra Stati Uniti e Russia, citato anche davanti alla stampa dal capo del Cremlino.
Annullato il pranzo, Trump torna subito a Washington
Donald Trump è tornato subito a Washington dopo essersi presentato davanti alla stampa con il presidente russo.
Cancellato, quindi, il pranzo di lavoro con gli altri membri delle delegazioni previsto in precedenza.
Un ulteriore segnale, dicono gli analisti, che unito alla poca verve del tycoon nel suo discorso e alla brevità delle sue dichiarazioni, fanno capire che l'incontro con lo Zar, malgrado abbia detto a FOX News di dare un voto di 10 su 10, non è andato per nulla nella direzione auspicata dall'inquilino della Casa Bianca.
Sia a livello internazionale, sia in patria, Trump si trova ora a dover gestire una situazione forse ancor più complicata di prima, visto che ora dovrà spiegare come e perché non è riuscito concretamente a ottenere nulla da Vladimir Putin sulla guerra in Ucraina.
Né un auspicato cessate il fuoco, né la pace, tanto promessa durante la sua campagna elettorale.
Cosa rimarrà dell'incontro in Alaska? FOrse solo una bella foto ricordo?