Stati Uniti Trump si vendica: sotto indagine Jean Carroll, l'accusò di stupro

SDA

28.5.2026 - 22:27

Una vignetta che ritrae Donald Trump insieme al suo avvocato durante il processo in cui era stato accusato da Jean E. Carroll. 
Una vignetta che ritrae Donald Trump insieme al suo avvocato durante il processo in cui era stato accusato da Jean E. Carroll. 
KEYSTONE

Donald Trump consuma la sua vendetta contro Jean E. Carroll, la scrittrice e giornalista che lo ha accusato di aggressione sessuale e lo ha battuto in tribunale per ben due volte. Nei suoi confronti è stata aperta un'indagine penale per falsa testimonianza nelle cause civili intentate contro il presidente.

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L'inchiesta è stata lanciata da Andrew Boutros, il procuratore del Northern District dell'Illinois nominato da Trump.

Il ministro della Giustizia ad interim Todd Blanche si è invece ricusato in quanto ha difeso il presidente in tribunale proprio contro Carroll.

L'indagine è l'ultimo capitolo della campagna di ritorsioni lanciata da Trump contro chi lo ha sfidato o gli ha messo i bastoni fra le ruote. Quando è tornato alla Casa Bianca, il tycoon ha promesso che si sarebbe «vendicato» sui suoi nemici, e da allora il suo Dipartimento di Giustizia ha presentato accuse nei confronti di molti dei suoi rivali, incluso l'ex capo dell'Fbi James Comey e la procuratrice di New York Letitia James.

Nei panni del «giustiziere», il presidente ha avallato anche la creazione di un fondo da 1,78 miliardi di dollari per risarcire gli alleati a suo avviso finiti ingiustamente nel mirino dell'amministrazione di Joe Biden, inclusi i responsabili dell'assalto al Congresso del 6 gennaio.

La sentenza del 2023

Il procedimento lanciato contro Carroll punta ad accertare se la giornalista abbia mentito quando, nel corso di una deposizione nel 2022, ha dichiarato di non aver ricevuto finanziamenti esterni per la sua azione legale contro il presidente.

Prima del processo nel 2023, i legali di Trump avevano scritto al giudice che si occupava del caso accusando la scrittrice di aver tenuto nascosto il sostegno finanziario ricevuto da Reid Hoffman, il miliardario co-fondatore di LinkedIn e critico del presidente.

Aiuti che sollevavano dubbi «significativi» sulla credibilità di Carroll, avevano detto. Gli avvocati della giornalista avevano però minimizzato la questione, spiegando che il sostegno finanziario di Hoffman era irrilevante al fine delle accuse contro Trump.

Al termine del processo nel maggio del 2023 una giuria aveva stabilito che il presidente era colpevole di aver abusato sessualmente di Carroll negli anni 1990 nei camerini del grande magazzino di lusso Bergdorf and Goodman.

Alla scrittrice venne riconosciuto dai giurati il diritto a una ricompensa da 5 milioni di dollari. Trump fece ricorso ma nel 2024 la Corte d'Appello del Secondo Circuito ha respinto la sua richiesta di un nuovo processo.

La seconda azione legale

Sempre nello stesso anno Carroll ha lanciato una seconda azione legale contro Trump per diffamazione, dopo che il presidente l'aveva accusata di essersi inventata tutto solo per vendere il suo libro.

Carroll aveva vinto anche in questo caso, ottenendo 83 milioni di dollari. Per la prima sentenza da 5 milioni Trump ha già fatto ricorso alla Corte Suprema e ha assicurato che lo farà anche per la seconda.

Il presidente ha sempre smentito seccamente le accuse mosse nei suoi confronti da Carroll.

«Non la conosco», ha ribadito più volte.

«Non so chi sia», insistito.

«Non è il mio tipo», ha aggiunto.

Ora con l'indagine può far valere la sua voce ancora più forte.