Medio Oriente Trump torna a minacciare l'Iran: gli USA potrebbero ancora «fare un po' di pulizie». Ecco cos'è successo

SDA

15.5.2026 - 20:46

Il tycoon ha parlato durante la sua visita in Cina.
Il tycoon ha parlato durante la sua visita in Cina.
KEYSTONE

Donald Trump sta perdendo la pazienza per la situazione di stallo in Iran, un impasse che gli Stati Uniti hanno contribuito a creare, è tornato a minacciare nuovi attacchi.

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Durante la sua storica missione a Pechino - nella quale, stando a quanto riferito da lui stesso, non avrebbe chiesto a Xi Jinping un aiuto per convincere Teheran a riaprire Hormuz - il presidente americano ha avvertito che gli Stati uniti potrebbero tornare «a fare un po' di pulizie».

Il tycoon ha quindi sostenuto di aver accettato la tregua «per fare un favore al Pakistan» anche se lui personalmente non era favorevole all'idea.

Trump ha poi sottolineato che lui e il leader cinese hanno una visione «molto simile» sulla necessità di porre fine alla guerra e di riaprire lo stretto.

«Vogliamo che finisca. Non vogliamo che abbiano un'arma nucleare. Vogliamo che Hormuz sia aperto», ha detto parlando della comunione di intenti con Xi.

Apertura allo stop di 20 anni

Riferendosi ai dissidi interni iraniani, invece, Trump ha esortato i leader dei vari gruppi di potere «a trovare un accordo».

Mentre sulla questione cruciale delle scorte nascoste di uranio arricchito, il presidente americano ha minimizzato: «In realtà mi sentirei meglio se le ottenessi. Ma penso che sia più una questione di pubbliche relazioni che altro», ha affermato.

Il commander-in-chief ha poi sottolineato che uno stop di vent'anni dell'arricchimento potrebbe bastare ma «le garanzie di Teheran devono essere reali».

La risposta di Teheran e la posizione di Pechino

Intanto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, da New Delhi, ha detto che da parte di Teheran c'è la volontà di mantenere viva la soluzione diplomatica ed interesse a proseguire i negoziati con gli Stati Uniti. Tuttavia, «manca la fiducia» proprio degli USA.

Araghchi ha poi dichiarato che Teheran accoglierebbe con favore qualsiasi sforzo cinese volto ad allentare tensione.

Trump ha smentito di aver chiesto un impegno specifico a Pechino, ma ha anche affermato che probabilmente la Cina intende comunque svolgere un ruolo.

«Non ho chiesto alcun favore a Xi, non gli ho chiesto di esercitare pressioni, perché non ho bisogno di favori – ha sottolineato -. Credo che lo farà comunque perché vuole sbloccare la situazione. Riceve circa il 40% del suo fabbisogno energetico proprio da quello stretto».

Quanto a Hormuz, il ministro iraniano ha assicurato che Teheran continuerà a svolgere il suo ruolo storico di garante della sicurezza nella regione di Hormuz.

«L'Iran è un partner affidabile per tutte le nazioni amiche, che possono contare sulla sicurezza dei propri scambi commerciali», ha scritto dall'India su X.

Torna a parlare l'ayatollah

Nel frattempo è tornata a parlare anche la guida suprema, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, elogiando la «coraggiosa resistenza» dell'Iran che ha reso il Paese più preparato ad affrontare gli Stati Uniti.

In una dichiarazione - rilasciata in occasione della giornata nazionale per la preservazione della lingua persiana e in memoria del poeta Ferdowsi - Khamenei ha affermato che l'Iran «ha dimostrato, durante la recente sacra difesa contro l'invasione sionista-americana, che i racconti leggendari di Ferdowsi sono una realtà della loro vita e un riflesso del loro carattere eroico».