Tunisia, chiesto ritorno rapido a istituzioni democratiche

SDA

11.12.2021 - 08:31

La protesta contro Kais Saied continua a farsi sentire.
Keystone

Gli ambasciatori dei Paesi membri del G7 e dell'Unione europea in Tunisia hanno chiesto in un comunicato congiunto un rapido ritorno alle istituzioni democratiche del paese, dove il presidente Kais Saied ha assunto quasi tutti i poteri dal 25 luglio scorso.

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11.12.2021 - 08:31

«Riaffermiamo il nostro attaccamento al rispetto delle libertà fondamentali di tutti i tunisini e a un processo politico inclusivo e trasparente», hanno indicato gli ambasciatori di Francia, Italia, Germania, Canada, Stati Uniti, Giappone, Regno Unito e Ue spiegando che, secondo loro, questo implica «un'ampia partecipazione delle forze politiche e sociali del paese, secondo un calendario preciso, per consentire il rapido ritorno al funzionamento delle istituzioni democratiche, con un parlamento eletto che gioca un ruolo significativo».

«Ciò garantirà un sostegno ampio e duraturo per i futuri progressi della Tunisia», hanno aggiunto. Eletto a fine 2019, Saied ha invocato lo scorso luglio l'articolo 80 della Costituzione che prevede l'adozione di misure eccezionali in caso di «pericolo imminente» per la sicurezza nazionale per revocare il capo del governo e sospendere il parlamento per un primo periodo di 30 giorni.

La sua decisione è stata definita un «golpe» dai suoi avversari politici, in particolare dal partito di ispirazione islamista Ennahdha, la principale forza in parlamento. I diplomatici del G7 e dell'Ue hanno affermato che i loro paesi sono pronti «a sostenere la rapida attuazione dei progressi necessari per risanare la situazione economica e finanziaria della Tunisia, compresi quelli attualmente in discussione con i partner internazionali, al fine di proteggere i più vulnerabili e creare le basi per una crescita sostenibile ed equa». Secondo i media e i commentatori tunisini, il 17 dicembre, da quest'anno giorno in cui si celebra la Festa della Rivoluzione, Saied dovrebbe annunciare nuove misure che potrebbero includere lo scioglimento del Parlamento congelato e l'avvio di un processo di riforma costituzionale.

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