Che succede alla «CBS»?Un servizio TV critico verso Trump scompare tre ore prima della messa in onda
Sven Ziegler
23.12.2025
La corrispondente di lunga data di «60 Minutes» Sharyn Alfonsi sospetta che dietro il rinvio ci siano decisioni politiche.
Keystone / Screenshot «60 Minutes» / Bildmontage
Poco prima della messa in onda, il nuovo caporedattore dell'emittente USA «CBS» interviene: un servizio sulle deportazioni in El Salvador viene rimosso dalla trasmissione «60 Minutes». Cresce la resistenza interna e l'accusa che il programma sia meno giornalistico e più politico.
Sven Ziegler
23.12.2025, 20:23
Sven Ziegler
Hai fretta? blue News riassume per te
L'emittente USA «CBS» ha rimosso un servizio dalla trasmissione «60 Minutes» già revisionato poche ore prima della messa in onda.
Il giornalista responsabile dei servizio parla di una decisione politica e mette in guardia dalla censura.
La decisione è stata presa dalla nuova dirigenza dopo l'acquisizione della casa madre da parte di Skydance.
Un cambio di programma dell'ultimo minuto presso l'emittente «CBS» sta suscitando grande scalpore negli Stati Uniti. Nel fine settimana, infatti, un servizio del notiziario «60 Minutes» è stato rimosso dal programma solo tre ore prima della sua messa in onda.
Il servizio doveva far luce sulla sorte di uomini venezuelani che erano stati deportati dal Governo di Donald Trump e detenuti nel famigerato Centro di Confinamento per il Terrorismo di El Salvador.
Secondo il «New York Times», la decisione è stata presa su indicazione della nuova caporedattrice Bari Weiss, che poco prima aveva richiesto numerose modifiche al contenuto.
L'emittente ha poi spiegato che «erano necessarie ulteriori ricerche» e che quindi il servizio sarebbe stato trasmesso solo in un momento successivo.
Questa spiegazione ha però incontrato una notevole resistenza.
BREAKING: CBS just pulled this episode of 60 Minutes claiming it is “postponed” Here is the trailer that was pulled for the now “postponed” segment.
Make sure everyone sees it.
It’s remarkable how much harm Pro-Trump Bari Weiss has managed to inflict on CBS News in such a… pic.twitter.com/gccW338rFF
La stessa Weiss si sarebbe poi espressa in modo più dettagliato. Secondo Ben Mullin del «New York Times», in una riunione di redazione avrebbe spiegato che il servizio «non era pronto per la trasmissione».
Sebbene esso contenga «testimonianze molto impressionanti di abusi nel carcere di CECOT», questi erano già stati documentati in dettaglio da altri media.
«Il pubblico sa che i venezuelani sono stati sottoposti a trattamenti crudeli in questa prigione», avrebbe spiegato Weiss. Per poter riferire di nuovo su questo argomento, a distanza di due mesi, «è dunque necessario fornire maggiori informazioni».
Ha quindi richiesto ulteriori ricerche e un nuovo contesto.
È stata una decisione editoriale o politica?
Ha anche chiesto alla redazione di «fare ogni sforzo possibile per permettere alle parti responsabili di dire la loro, sia sul verbale che davanti alla telecamera».
È proprio qui che è sorto il conflitto. La storica corrispondente di «60 Minutes» Sharyn Alfonsi, responsabile del servizio, in un'e-mail interna si è detta chiaramente in disaccordo con la decisione.
Il «New York Times» ne riporta alcuni stralci.
BREAKING
Sharyn Alfonsi, a correspondent for 60 Minutes, sent an internal email to colleagues stating that CBS News editor in chief Bari Weiss “spiked our story” about the Trump administration and the transfer of deportees to a prison in El Salvador.
«Il nostro pezzo è stato rivisto cinque volte e approvato sia dagli avvocati della CBS che da Standards and Practices. È corretto dal punto di vista dei fatti», ha scritto la Alfonsi. A suo avviso, quindi, la ritrattazione non è stata «una decisione editoriale, ma politica».
L'autrice ha reagito in modo particolarmente brusco all'argomentazione della mancanza di una replica da parte dell'Amministrazione Trump. «Se ciò diventa un motivo valido per fermare una storia, abbiamo dato loro un interruttore per spegnere qualsiasi copertura a loro sgradita», ha scritto ancora.
La controversia giunge in un momento di cambiamenti all'interno della «CBS». A ottobre, infatti, Skydance, la società di produzione di David Ellison, ha rilevato il gruppo mediatico Paramount Global e con esso il canale televisivo.
La Weiss ha assunto il suo incarico nell'ambito di questa acquisizione, dopo che Skydance aveva acquistato anche The Free Press, la società di media da lei fondata.
Contrasti tra la direzione e i giornalisti
La sua nomina era già considerata politicamente sensibile nel settore. Weiss è infatti considerata una critica feroce dei media liberali tradizionali, si oppone chiaramente alla «wokeness» e sostiene apertamente Israele. Tutti punti che l'hanno resa una figura polarizzante.
Ellison ha difeso pubblicamente la nomina e ha descritto Weiss come una «comprovata sostenitrice del giornalismo indipendente e di principio».
Per Alfonsi, tuttavia, c'è in gioco molto più di un singolo articolo. Il servizio era già stato annunciato sui social media e il pubblico se lo aspettava. Una cancellazione senza una giustificazione convincente sarebbe inevitabilmente percepita come una censura.