Stati UnitiAlta tensione e nuovi scontri a Minneapolis, Trump minaccia l'uso dell'«Insurrection Act»
SDA
15.1.2026 - 19:51
Il presidente USA Donald Trump
KEYSTONE
Alta tensione e nuovi scontri a Minneapolis dopo che un agente dell'ICE (Immigration and Customs Enforcement, l'agenzia per l'immigrazione degli Stati Uniti) ha sparato a un immigrato venezuelano, ferendolo a una gamba, una settimana dopo che un suo collega ha ucciso l'attivista Renée Good in un'operazione per la deportazione degli irregolari.
Keystone-SDA
15.01.2026, 19:51
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Un'escalation che ha indotto Donald Trump a minacciare per l'ennesima volta l'uso dell'«Insurrection Act», una legge del 1807 che in condizioni di emergenza conferisce al presidente il potere di schierare a livello nazionale le forze militari contro i cittadini americani e di federalizzare le unità della Guardia nazionale dei singoli Stati.
L'ultima volta fu invocato nel 1992 dall'allora presidente George Bushpadre su richiesta del governatore repubblicano della California, alle prese con rivolte senza precedenti a Los Angeles dopo l'assoluzione dei poliziotti che l'anno precedente avevano picchiato brutalmente Rodney King, un automobilista nero.
Trump ha lanciato il suo avvertimento su Truth: «Se i politici corrotti del Minnesota non rispetteranno la legge e non impediranno agli agitatori professionisti e agli insorti di attaccare i patrioti dell'Ice, che stanno solo cercando di fare il loro lavoro, attiverò l'Insurrection Act, come molti presidenti hanno fatto prima di me, e porrò rapidamente fine a questa farsa che si sta consumando in quello che un tempo era un grande Stato».
Noem: «È un suo diritto costituzionale utilizzarlo»
«Ne abbiamo parlato ed è un suo diritto costituzionale utilizzarlo», gli ha fatto eco la segretaria del Dipartimento per la sicurezza nazionale Kristi Noem, per la quale oltre 50 deputati democratici chiedono l'impeachment.
La ministra dell'interno non ha tuttavia descritto la situazione a Minneapolis come un'insurrezione, ma come «violenta e una violazione della legge in molti luoghi».
Un nuovo episodio di violenza
L'ultimo episodio è avvenuto anche all'indomani delle nuove polemiche per una donna trascinata brutalmente fuori dalla sua auto e ammanettata da agenti dell'ICE nonostante dicesse di non potersi muovere perché disabile.
Questa volta, invece, nel mirino c'era un immigrato venezuelano. Secondo la versione del ministero dell'interno, dopo l'inseguimento l'uomo è sceso dall'auto e c'è stata una colluttazione tra lui e l'agente federale. Quindi «due persone sono uscite da un appartamento vicino e hanno attaccato il poliziotto con una pala da neve e un manico di scopa».
Il poliziotto, «temendo per la propria vita e la propria sicurezza mentre veniva assalito da tre persone, ha sparato colpi a scopo difensivo». L'uomo colpito dal proiettile è fuggito in un'abitazione e si è barricato all'interno con altre tre persone, poi arrestate in un'irruzione della polizia. Il poliziotto e l'immigrato feriti sono stati ricoverati in ospedale.
La sparatoria ha riacceso tensione e scontri
La sparatoria ha riacceso la tensione e gli scontri tra gli attivisti e le forze federali, che hanno usato gas lacrimogeni contro la folla. Le autorità locali denunciano un'«invasione federale», ma invitano gli attivisti a non fare il gioco di Trump.
«Ho visto comportamenti da parte dell'ICE che sono disgustosi e intollerabili, ma non possiamo rispondere al caos di Trump con il nostro stesso caos (...) Chiunque stia abboccando all'amo, smetta», ha detto il sindaco democratico di Minneapolis, Jacob Frey, rivolgendosi ai manifestanti, sostenendo che «non state aiutando gli immigrati non documentati nella nostra città».
Intanto un giudice ha rifiutato di emettere un ordine restrittivo temporaneo dopo che il Minnesota e le Twin Cities (Minneapolis e St. Paul) hanno fatto causa ai funzionari federali, sostenendo che l'operazione di contrasto all'immigrazione comporta arresti senza mandato e uso eccessivo della forza.
Il giudice ha sottolineato che la decisione «non dovrebbe essere considerata un pregiudizio sul merito», ma il presidente ha esultato su Truth scrivendo che ora «all'ICE sarà quindi permesso di continuare la sua operazione di grande successo per rimuovere dallo Stato alcuni dei criminali più violenti e feroci di tutto il mondo, molti dei quali assassini.
I grandi patrioti delle forze dell'ordine continueranno a rendere il nostro paese sicuro».