Ecco cos'è successoUsa e Taiwan fanno infuriare Pechino con un accordo sui microchip
SDA
16.1.2026 - 19:26
Donald Trump e gli Stati Uniti consolidano i rapporti commerciali con Taiwan (immagine d'archivio).
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Stati Uniti e Taiwan siglano l'accordo sul commercio, tra microchip e investimenti, mandando Pechino su tutte le furie. Il presidente cinese Xi Jinping, a distanza di poche ore, replica alla mossa della Casa Bianca, tracciando la visione di un «nuovo partenariato strategico» con il Canada, nell'incontro con il premier Mark Carney un tempo il più stretto alleato Usa. Ottawa è adesso sotto l'imprevedibile pressione politica e tariffaria di Donald Trump, la cui visione 2.0 della «America First» considera il Canada il cinquantunesimo Stato dell'Unione.
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16.01.2026, 19:26
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I rapporti di Ottawa con la Cina «sono più prevedibili di quelli con gli Usa», ha detto senza mezzi termini Carney, in un briefing con i media a Pechino.
Giudizi impensabili fino a un anno fa: di fronte allo sconvolgimento dell'ordine emerso dopo la Seconda guerra mondiale, sono sufficienti a gettare le basi per legami rinnovati del Canada con il Dragone e ad allentare le tensioni degli ultimi anni sul fronte commerciale. Ragionevole ora aspettarsi una reazione di Trump.
L'accordo nel concreto
Intanto, come parte dell'accordo Washington-Taipei, le aziende taiwanesi di microchip e tecnologie investiranno almeno 250 miliardi di dollari - includendo i 100 miliardi già impegnati nel 2025 dal colosso mondiale Tsmc - in capacità produttiva negli Usa. Taiwan, inoltre, garantirà altri 250 miliardi di credito alle società coinvolte.
In cambio, gli Stati Uniti limiteranno i dazi «reciproci» sull'isola al 15%, dal 20% precedente, e promuoveranno i «dazi reciproci zero» in alcuni settori, come farmaci generici, componenti per aeromobili e alcune risorse naturali.
Lo scopo, secondo il segretario al Commercio americano Howard Lutnick, è portare il 40% di supply chain e produzione di microchip di Taiwan in America. «Loro devono rendere felice il nostro presidente» Trump, perché lui «è la chiave per proteggere il loro Paese», ha aggiunto Lutnick.
Pechino tuona
L'intesa rafforza i legami tra l'amministrazione del tycoon e Taipei, mentre Pechino aumenta la pressione sull'isola che vede parte «sacra» e «inalienabile» del suo territorio da riunificare anche con la forza, se necessario.
La Repubblica popolare «si oppone con fermezza alla negoziazione e alla firma di accordi con la regione cinese di Taiwan da parte di Paesi che hanno relazioni diplomatiche con la Cina, che comportino implicazioni sovrane e siano di natura ufficiale», ha tuonato il portavoce del ministero degli Esteri, Guo Jiakun.
Ma dopo l'intesa sul commercio, sono in arrivo a Taiwan altre armi made in Usa. Il viceministro della Difesa Hsu Szu-chien ha anticipato che quattro accordi sono in arrivo, tutti al momento notificati dalla Casa Bianca al Congresso.
«Il 51esimo Stato di Trump si sta innamorando della Cina»
Nel frattempo, Carney ha annunciato l'import fino a 49'000 di veicoli elettrici cinesi a tariffe del 6,1%, abolendo il 100% concordato con l'amministrazione Usa di Joe Biden. Entro il primo marzo, Ottawa si aspetta che Pechino abbassi i dazi all'import di semi di canola al combinato del 15%, dall'attuale 84%.
«Accogliamo con favore i piani aziendali cinesi per ampliare significativamente gli investimenti in Canada in grandi progetti di energia pulita, oltre a quelli su agricoltura e beni di consumo», ha aggiunto Carney, il primo premier di Ottawa in Cina dal 2017. Insomma, «Il cinquantunesimo Stato di Trump si sta innamorando della Cina. Bel lavoro!», ha ironizzato Derek Grossman, professore di relazioni internazionali della University of Southern California.