Stati UnitiKen Paxton, candidato di Trump, sbanca in Texas, i democratici sognano il Senato
SDA
27.5.2026 - 21:13
Ken Paxton
IMAGO/Newscom World
Il repubblicano Ken Paxton sbanca le primarie per il Senato in Texas e il presidente americano Donald Trump festeggia. Molto soddisfatti anche i democratici: con il controverso Paxton, inviso al suo stesso partito, si apre la strada per coronare un sogno che sfugge dal 1998, ovvero la conquista di un seggio in Senato nello Stato roccaforte dei conservatori. Un seggio che potrebbe valere il controllo dell'intera camera alta.
Keystone-SDA
27.05.2026, 21:13
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A Paxton i democratici contrappongono a novembre l'astro nascente James Talarico, il 37enne deputato statale e seminarista presbiteriano che unisce la politica progressista e una fede cristiana apertamente professata.
Appoggiato dall'ex presidente Barack Obama, Talarico appare avere le carte in regola per conquistare gli indipendenti del Texas e cavalcare quel cambiamento demografico in atto nello Stato che potrebbe favorire il partito dell'asinello.
Per Trump Talarico è un candidato pessimo: il presidente lo ha paragonato al personaggio dei cartoni Alfred E. Neumann e ha sentenziato che non vincerà mai perché vegano e, quindi, non adatto al Texas amante delle bistecche.
Trump: «È un preludio per le elezioni di metà mandato»
Per il presidente la vittoria di Paxton sul senatore in carica John Cornyn, molto stimato a Capitol Hill, è l'ennesima conferma della sua presa sui repubblicani. Alla riunione di governo convocata sull'Iran Trump non ha nascosto la sua soddisfazione per il risultato in Texas.
«È un preludio per le elezioni di metà mandato», ha detto mostrandosi fiducioso nonostante le sue difficoltà nei sondaggi e i malumori degli americani sulla guerra in Iran.
Il commander-in-chief è convinto che gli elettori guarderanno oltre il conflitto e il caro benzina che ha causato, fidandosi ciecamente di lui.
Con Paxton, Trump mette inoltre a segno un nuovo colpo nel suo «tour della vendetta» per liberarsi dei conservatori non abbastanza leali.
I suoi candidati hanno infatti vinto in Kentucky e in Louisiana, consentendogli di sbarazzarsi degli «odiati» Thomas Massie e Bill Cassidy, rei di aver pubblicamente sfidato e messo in dubbio le sue politiche.
Molto preoccupato il partito repubblicano
Molto più preoccupato è invece il partito repubblicano, a cui Paxton non è mai piaciuto.
Messo in stato di accusa e incriminato per frode, il procuratore del Texas è molto controverso e ha sollevato più di qualche dubbio fra i senatori conservatori, molti dei quali convinti che non sia degno di uno scranno nella camera alta del Congresso.
La sua vittoria rischia così di ampliare la spaccatura fra i senatori conservatori e il presidente, già ai ferri corti per il fondo anti-strumentalizzazione voluto da Trump per risarcire i suoi alleati finiti – a suo avviso – ingiustamente nel mirino dell'amministrazione Biden, inclusi i protagonisti dell'assalto al Congresso del 6 gennaio.
I conservatori sanno che per concedere a Paxton qualche chance di vittoria dovranno spendere milioni di dollari, privando così di fondi candidati ben più qualificati e meritevoli, ha notato il «Wall Street Journal».
Secondo gli osservatori repubblicani, infatti, le vittorie di Trump alle primarie come quella in Texas potrebbero rivelarsi un boomerang alle elezioni danneggiando e spaccando il partito.
Data per scontata una vittoria dei democratici alla Camera a novembre
Una vittoria dei democratici alla Camera a novembre è data quasi per scontata. Ma di recente sono aumentate le chance per la conquista del Senato e quindi dell'intero Congresso.
Se accadesse, Trump sarebbe un'anatra zoppa per i restanti due anni.
Ipotesi che il presidente non vuole neanche considerare e che cercherà di combattere a suon di comizi in giro per tutta l'America e presenziando ai principali eventi, a partire dalle finali dell'NBA che vedranno in campo per la prima volta in 27 anni i Knicks di New York.