Cooperazione globale Gli Stati Uniti si ritirano da 66 organizzazioni internazionali: «Sono inefficaci o ostili» 

SDA

8.1.2026 - 19:11

Il presidente di Stato americano Marco Rubio 
Il presidente di Stato americano Marco Rubio 
KEYSTONE

Nuova picconata dell'America di Trump al sistema multilaterale. Il presidente americano ha ritirato gli Usa da 66 tra organismi e accordi internazionali, comprese molte organizzazioni che operano per contrastare il cambiamento climatico.

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Quasi la metà dei 66 enti interessati (31) è collegata all'Onu. Via anche dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc), un trattato che costituisce la base di tutti gli sforzi internazionali per combattere il riscaldamento globale.

Sono inclusi pure i gruppi che lavorano su sviluppo, parità di genere e gestione dei conflitti – ambiti che l'amministrazione Trump ha ripetutamente liquidato come promotori di agende «globaliste» o «woke».

«Agenzie inefficaci o ostili»

Nel suo secondo mandato il tycoon era già uscito (nuovamente) dall'Accordo di Parigi, dall'Oms, dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite e dall'Unesco, e non aveva inviato una delegazione al vertice sul clima COP30 in Brasile.

Inoltre ha già smantellato l'Usaid, la principale agenzia Usa per la cooperazione internazionale. La Casa Bianca ha spiegato che la decisione è stata presa perché tali enti «non servono più gli interessi americani» e promuovono «agende inefficaci o ostili».

«Superflue, mal gestite, costose...»

Queste le dure parole del segretario di stato Marco Rubio: «Oggi abbiamo annunciato il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali considerate sprecone, inefficaci o dannose.

L'Amministrazione Trump ha riscontrato che queste istituzioni sono ridondanti, mal gestite, superflue, costose, amministrate in modo inefficiente, catturate dagli interessi di attori che promuovono agende proprie in contrasto con le nostre, oppure rappresentano una minaccia per la sovranità, le libertà e la prosperità della nostra nazione.

Non è più accettabile – ha proseguito – dare a queste istituzioni il sangue, il sudore e le risorse del popolo americano senza ottenere in cambio poco o nulla...».

Critiche da parte dell'Europa

I leader europei hanno criticato la mossa Usa, avvertendo che indebolirà la cooperazione globale. Il commissario europeo per il clima Wopke Hoekstra ha affermato che l'Unfccc «costituisce il fondamento dell'azione climatica globale» e ha definito il ritiro degli Stati Uniti «deplorevole e sfortunato», mentre la vicepresidente della Commissione europea per la transizione pulita, Teresa Ribera, ha dichiarato che l'amministrazione mostra scarsa considerazione per l'ambiente, la salute e la sofferenza umana.

Stoccata anche da parte di Pechino

Critiche anche da Pechino, secondo cui l'attuale panorama internazionale «ha dimostrato ancora una volta che solo garantendo l'efficace funzionamento del sistema multilaterale possiamo impedire la diffusione della legge della giungla».