Attacco ordinato da Trump Venezuela: forti esplosioni a Caracas, il Governo Maduro: «Gli USA vogliono il nostro petrolio»

SDA

3.1.2026 - 09:51

Caracas, la capitale del Venezuela
Caracas, la capitale del Venezuela
Keystone

Forti esplosioni, accompagnate da rumori simili a quelli di aerei in volo, si sono verificate intorno alle 2 della notte (7 in Svizzera) a Caracas. Lo ha riferito un giornalista della France Presse. Il Governo del Venezuela «denuncia la gravissima aggressione militare» degli Stati Uniti. 

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Keystone-SDA, Paolo Beretta

Le esplosioni si sono verificate mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha dispiegato una flottiglia navale nei Caraibi, ha sollevato la possibilità di attacchi terrestri contro il Venezuela e ha affermato che i giorni del presidente venezuelano Nicolás Maduro erano «contati».

I rumori delle esplosioni hanno continuato a essere uditi intorno alle 2:15 di notte (7:15 in Svizzera).

Sui social media sono visibili immagini di grandi incendi con colonne di fumo, scrive la Afp, ma non è possibile localizzare con precisione il luogo di queste esplosioni, che sembrano essere avvenute nella zona sud e est della capitale venezuelana.

«Il palazzo presidenziale di Miraflores, Fuerte Tijuna, il ministero della difesa, l'aeroporto della Carlota e il porto della Guaira sono sotto le bombe», ha raccontato all'ANSA un italiano espatriato in Venezuela.

Attacco ordinato da Trump

Non è stato immediatamente chiaro cosa ci fosse dietro le esplosioni. Il governo venezuelano, il Pentagono e la Casa Bianca non hanno risposto immediatamente alle richieste di commento.

L’offensiva militare, riferita da più fonti e documentata anche da alcuni video, non in un primo momento non aveva trovato conferme ufficiali da parte di Washington, ma funzionari statunitensi hanno detto a Cbs News che il presidente statunitense Donald Trump ha ordinato attacchi contro siti all'interno del Venezuela, tra cui alcune strutture militari. L

L'amministrazione intensifica la sua campagna contro il regime del presidente venezuelano Nicolás Maduro. Anche Fox News ha riferito che funzionari dell'amministrazione Trump, rimasti anonimi, hanno confermato il coinvolgimento delle forze statunitensi.

Venezuela: «Gli Stati Uniti vogliono il nostro petrolio»

Si registra una dura reazione da parte del presidente colombiano Gustavo Petro, che ha invocato riunioni urgenti a livello dell’ONU e dell’Organizzazione degli Stati americani.

Il Governo del Venezuela «denuncia la gravissima aggressione militare» degli Stati Uniti. Il presidente Nicolas Maduro ha dichiarato lo stato di emergenza e chiesto «mobilitazione» della popolazione dopo l'attacco.

«L'obiettivo di questo attacco non è altro che quello di impossessarsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del suo petrolio e dei suoi minerali, cercando di spezzare con la forza l'indipendenza politica della nazione. Non ci riusciranno». Lo scrive il governo di Nicolas Maduro in una nota ufficiale in cui respinge gli attacchi al Venezuela che la nota attribuisce a Washington.

«Dopo oltre duecento anni di indipendenza, il popolo e il suo governo legittimo rimangono saldi nella difesa della sovranità e del diritto inalienabile di decidere il proprio destino. Il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma repubblicana di governo e forzare un «cambio di regime», in alleanza con l'oligarchia fascista, fallirà come tutti i tentativi precedenti», aggiunge la nota.