Ucraina Venezuela un'incognita per Kiev, ma passi avanti sulla sicurezza

SDA

3.1.2026 - 20:48

Il blitz americano in Venezuela che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro ha spostato bruscamente l'attenzione internazionale sull'America Latina, ma Washington per ora non ha dato segnali di disimpegno dall'Ucraina.

Il presidente ucraino  Volodymyr Zelensky (foto d'archivio).
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky (foto d'archivio).
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Keystone-SDA

Kiev ha riunito i consiglieri della sicurezza nazionale degli alleati Nato per fare il punto sul piano di pace, con Steve Wifkoff in collegamento, e lo stato maggiore ucraino ha portato sul tavolo un documento congiunto con gli Usa per il sostegno dell'esercito e per garanzie sul monitoraggio degli eventuali accordi con Mosca.

Mentre il presidente statunitense Donald Trump è tornato ad avvertire il presidente russo Vladimir Putin di «non essere contento» di lui, perché «sta uccidendo troppe persone». La palla passa ora ai leader dei Volenterosi, che si vedranno il 6 gennaio a Parigi per fare ulteriori passi avanti. Nella capitale francese volerà anche la premier italiana Giorgia Meloni.

La prima riunione dell'anno sull'Ucraina ha coinvolto i consiglieri per la sicurezza di quindici Paesi (per Roma Fabrizio Saggio) ed i rappresentanti dell'Ue e dell'Alleanza Atlantica, che si sono confrontati con gli emissari di Volodymyr Zelensky guidati da Rustem Umerov.

Durante i colloqui, secondo quanto è emerso, non ci sono stati eco dell'azione americana a Caracas. La riunione non ha prodotto novità di rilievo, ma comunque è servita per fare il punto sui «documenti quadro» dell'ultima bozza del piano di pace, «comprese le garanzie di sicurezza», «nonché sulla sequenza dei prossimi passi congiunti», ha fatto sapere Umerov.

Progressi sul piano bilaterale

Gli ucraini hanno posto l'accento sui progressi fatti con gli Stati Uniti sul piano bilaterale. Il capo di stato maggiore delle forze armate Andriy Hnatov ha comunicato ai partner che Kiev e Washington hanno concordato un documento militare composto da quattro capitoli che delinea in dettaglio i meccanismi di supporto all'Ucraina e alle sue forze armate, comprese le questioni dell'approvvigionamento e della modernizzazione dell'esercito.

Con particolare attenzione al monitoraggio del rispetto degli accordi e alle azioni che le parti dovranno intraprendere in caso di violazioni. Ora, gli ucraini puntano a coordinare rapidamente le ulteriori misure di sostegno con gli altri Paesi. A Kiev è stato discusso anche il pacchetto di misure per rafforzare l'economia ucraina.

Agli incontri ha partecipato Volodymyr Zelensky: «Abbiamo condiviso tutti i documenti necessari per la risoluzione pacifica della guerra», alcuni «devono ancora essere finalizzati», ha detto il leader ucraino, ringraziando i partner per «non lasciarci soli».

I prossimi passi saranno il 5 gennaio con una riunione dei capi di Stato Maggiore, ed il giorno dopo il vertice dei leader, per provare a coordinare i contributi dei membri della Coalizione dei Volenterosi al sistema di garanzie di sicurezza per l'Ucraina. «E se la Russia blocca la diplomazia, continueremo a difenderci», l'avvertimento del presidente ucraino.

Continua il rimpasto interno

Lo stesso Zelensky nel frattempo è andato avanti nel rimpasto interno, per rafforzare il governo in questa fase decisiva. Dopo aver nominato il capo dell'intelligence militare Kyrylo Budanov alla guida dell'Ufficio presidenziale, al posto di Andriy Yermak, e messo alla guida della Difesa Mykhailo Fedorov, è stata riempita anche la casella dell'Energia.

L'ex ministro della Difesa Denys Shmyhal subentrerà in questo dicastero nevralgico: «È importante che dopo ogni attacco russo possiamo ripristinare rapidamente ciò che è stato distrutto e che lo sviluppo del settore energetico sia stabile», ha sottolineato il capo dello Stato, sottolineando che Shmyhal è la persona giusta.