Guerra in Ucraina Zelensky si muove per capire chi sta dalla sua ed esorta l'Europa a «decidere rapidamente»  

SDA

17.2.2025 - 19:55

Il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed Al Nahyan (destra) saluta il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ad Abu Dhabi, il 17 febbraio 2025. 
Il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed Al Nahyan (destra) saluta il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ad Abu Dhabi, il 17 febbraio 2025. 
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Dopo Monaco, continua la girandola del presidente ucraino, impegnato ormai in un assalto diplomatico all'arma bianca, per non lasciare nessuna strada intentata. 

Keystone-SDA

Dagli Emirati Arabi Uniti Volodymyr Zelensky avverte: l'Ucraina «non riconoscerà» alcun accordo tra la Russia e gli Stati Uniti raggiunto senza di lui.

Che le delegazioni di Mosca e Washington avevano deciso d'incontrarsi a Riad domani (martedì) Kiev, d'altra, lo ha appreso dai media. Un altro segnale inequivocabile di forze superiori al lavoro in una direzione deleteria per l'Ucraina.

La via, dunque, si fa molto stretta. Da un lato gli Usa, essenziali per proseguire lo sforzo bellico (senza l'ok della Casa Bianca le armi a stelle e strisce non si possono usare, anche se sono donate dagli europei).

L'Ucraina esorta l'Ue: «Bisogna decidere rapidamente» 

Dall'altro l'Unione Europea, che è il futuro dell'Ucraina. Ma che sinora, per Zelensky, si è mossa «troppo lentamente» rispetto a Donald Trump e non è certo riesca a recuperare il tempo perduto, complici pure le eterne divisioni.

Un'idea sarebbe quella di nominare rapidamente un suo rappresentante per sedere al tavolo dei negoziati, con uno status paragonabile a quello di Zelensky, Putin e Trump. «Dovrebbe essere una decisione presa rapidamente», ha affermato Ihor Zhovkva, vice capo dell'ufficio presidenziale ucraino, a Bruxelles per incontrare la commissaria all'Allargamento Marta Kos. «Spero subito dopo l'incontro di Parigi: dovremmo agire, non riflettere».

Zelensky in Turchia

Zelensky, come accennato, è impegnato in un tour serratissimo, per sondare il clima nel cosiddetto Sud Globale: domani ad Ankara vedrà il capo di Stato turco, Recep Tayyip Erdogan, e poi, mercoledì, sarà proprio nella capitale dell'Arabia Saudita, a quanto pare per una visita di Stato «pianificata da tempo» in cui sarà accompagnato dalla moglie Olena Zelenska.

E la Cina da che parte sta?

Secondo il leader ucraino, poi, in seguito all'accelerazione degli ultimi giorni persino la Cina «ha aumentato il suo interesse» ai destini dell'Ucraina – a margine della Conferenza di Monaco il ministro degli Esteri Andriy Sybiha ha incontrato il suo omologo cinese Wang Yi, insieme al potente capo dello staff presidenziale, Andrii Yermak.

Kellogg: «La decisione ultima sul futuro dell'Ucraina resta all'Ucraina»

Insomma, Kiev cerca il più possibile di non finire all'angolo. L'inviato speciale Usa per il conflitto, l'ex generale Keith Kellogg, nel corso dell'incontro di oggi col segretario generale della Nato Mark Rutte e con il Consiglio Atlantico ha assicurato che – stando ad una fonte diplomatica alleata – «nessuno imporrà un accordo preconfezionato al leader eletto di una nazione sovrana, la decisione ultima sul futuro dell'Ucraina resta all'Ucraina».

L'ex generale ha ancora i favori di Trump

Kellogg adesso si recherà a Kiev e Zelensky ha già annunciato che lo porterà al fronte, per fargli capire che aria tira. Ma già ci si domanda se l'ex generale abbia ancora il favore del tycoon, visto che non rientra nella delegazione di negoziatori.

Kellogg, allo stesso tempo, ha rassicurato gli alleati alla Nato che il loro punto di vista «sarà preso in considerazione» ma che al momento non appare «praticabile» la partecipazione dell'Europa al tavolo negoziale.

Da Parigi ci si aspetta ora uno scatto d'orgoglio e, soprattutto, un piano per rientrare nei giochi.