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La casa di famiglia.
Screenshot RaiNews
Un tribunale minorile italiano ha revocato la custodia di tre bambini a una coppia perché la famiglia vive senza elettricità, acqua e scuola. La decisione ha suscitato indignazione in tutto il Paese.
La revoca della custodia di tre bambini ha suscitato un acceso dibattito in Italia. Nel fine settimana il tribunale dei minori dell'Aquila ha revocato temporaneamente la responsabilità genitoriale a una coppia di Palmoli, in provincia di Chieti.
I bambini - due gemelli di sei anni e la loro sorellina di otto - sono stati affidati a una famiglia adottiva, come riporta «RaiNews».
La decisione è stata giustificata dallo stile di vita non convenzionale dei genitori. La famiglia vive infatti in una casa isolata senza elettricità, gas e acqua ed è in gran parte autosufficiente. I bambini non frequentano la scuola, ma vengono educati a casa. Non ci sono prove di abusi.
Il procedimento è stato avviato da un ricovero in ospedale nel settembre 2024, dopo che la famiglia ha subito una grave intossicazione da funghi. Durante le successive ispezioni, l'ufficio di assistenza ai giovani ha riscontrato «condizioni di vita precarie».
La casa è stata ritenuta inabitabile, la famiglia non aveva quasi contatti sociali e non aveva un reddito regolare.
Mancavano anche i servizi igienici. I bambini non potevano «interagire liberamente con gli altri bambini». L'avvocato della coppia ha respinto le accuse e ha spiegato che i bambini erano regolarmente seguiti da un insegnante e che la casa era in fase di ristrutturazione.
I genitori spiegano che il loro stile di vita li porta alla pace e a un più forte senso di connessione con la natura e gli altri esseri umani. La famiglia si reca ogni settimana a San Salvo, sulla costa adriatica, dove i bambini giocano nel parco e incontrano altri bambini.
Il caso è diventato politicamente esplosivo. Il leader della Lega Matteo Salvini ha definito «vergognoso» l'operato delle autorità, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato un'indagine da parte degli ispettori giudiziari.
Nel frattempo, Cecilia Angrisano, la presidente del tribunale dei minori che ha firmato la decisione, è stata bersaglio di furiosi attacchi online.