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Il velivolo di Air India si è schiantato poco dopo il decollo.
Keystone
Il misterioso incidente del Boeing di Air India ha scatenato polemiche e teorie sulla possibile depressione del comandante, errori meccanici e una gestione controversa delle informazioni.
Il comandante del Boeing 787 Dreamliner di Air India, Sumeet Sabharwal, un pilota con una lunga carriera alle spalle, potrebbe aver sofferto di problemi di depressione, una teoria che sta guadagnando terreno tra gli investigatori che cercano di capire le cause dell'incidente che ha visto l'aereo schiantarsi dopo il decollo.
Il volo, partito dall'aeroporto di Ahmedabad in India il 12 giugno 2025 con destinazione Londra, ha causato un bilancio drammatico di almeno 260 vittime, tra cui 241 delle 242 persone a bordo e altre persone a terra.
L'incidente ha scatenato numerose teorie, alcune delle quali sono state trattate dettagliatamente nei rapporti preliminari, e altre emergono dalle registrazioni della scatola nera.
Secondo quanto riportato dal «Corriere della Sera», le registrazioni della scatola nera hanno rivelato una discussione accesa, che sfociò quasi in una lite, tra il comandante Sabharwal e il secondo pilota poco prima dell'incidente.
Fonti occidentali, che hanno avuto accesso a questi contenuti, hanno sottolineato la preoccupante atmosfera di tensione all'interno della cabina di pilotaggio.
Sebbene il quotidiano italiano abbia riportato queste informazioni nei dettagli, è emerso che non era chiaro il motivo preciso dietro il conflitto tra i due piloti, ma le domande riguardavano le ragioni che avevano portato i motori a spegnersi durante la fase di decollo.
L'indagine, che ha avuto un forte risalto mediatico, ha portato anche alla diffusione della possibile diagnosi di depressione per Sabharwal.
Secondo quanto riferito dal capitano Ranganathan al «Daily Telegraph», il pilota si era allontanato dal volo negli ultimi tre o quattro anni, motivando la sua assenza con ferie per malattia. In particolare, dopo la morte della madre, l'uomo avrebbe preso diversi giorni di riposo, anche se prima del fatale decollo era stato considerato idoneo a pilotare.
Il pilota, secondo alcuni colleghi, stava pensando a un pensionamento anticipato, per potersi dedicare alla cura del padre anziano di 90 anni.
Questo quadro di difficoltà emotive e personali potrebbe aver influito sul suo stato mentale, ma secondo Air India, sia il comandante che il co-pilota avevano superato tutti gli esami medici necessari per garantire la loro idoneità a volare, come confermato dalla compagnia aerea stessa.
Inoltre, le testimonianze di alcuni esperti citati dal «Daily Mail», dal «New York Post» e dal «Daily Telegraph» suggeriscono che l'incidente potrebbe essere stato causato da un errore umano, in particolare dal possibile spegnimento accidentale dei motori a causa di un errore nel comando che interruppe il flusso di carburante.
Le registrazioni mostrano una breve, ma disperata conversazione tra i due piloti: uno chiede ripetutamente «Perché li hai spenti?» mentre l'altro risponde con un «Non l'ho fatto».
Secondo fonti occidentali, c'è un sospetto che il comandante possa aver mentito riguardo alla situazione, alimentando l'ipotesi che il comando per spegnere i motori fosse stato attivato accidentalmente o intenzionalmente.
Un altro punto critico riguarda l’indagine stessa e il modo in cui le autorità indiane e Air India hanno trattato il caso. Fonti temono che si stia cercando di minimizzare le responsabilità dell'equipaggio nel rapporto preliminare, evitando di incolpare il fattore umano e concentrandosi invece su aspetti come i difetti nei sistemi di controllo dei velivoli.
Le indiscrezioni rivelano che l'incidente potrebbe non essere stato solo il frutto di un errore umano, ma anche una conseguenza di problematiche più ampie, legate alla manutenzione dei velivoli.
Un avvertimento relativo ai comandi dei velivoli Boeing era stato emesso mesi prima dell'incidente, suggerendo che potessero esserci difetti nei modelli di aerei utilizzati, compreso il Dreamliner coinvolto nel disastro.
Infine, l'analisi delle circostanze personali del comandante Sabharwal ha portato alcune voci a parlare di un suo possibile stato di depressione.
Un esperto citato dal «Daily Telegraph» ha affermato che numerosi colleghi di Sabharwal gli avevano detto che il comandante soffriva di problemi mentali, un aspetto che è stato prontamente respinto con sdegno dall'amministratore delegato di Air India, che ha ribadito l'idoneità fisica e mentale del pilota prima dell’incidente.
In conclusione, il mistero che circonda l'incidente del Boeing di Air India rimane irrisolto. La combinazione di fattori, tra cui problemi psicologici del comandante, possibili errori meccanici e la controversa gestione delle informazioni da parte delle autorità, contribuiscono a rendere questo caso uno dei più complessi e discutibili nella storia dell'aviazione recente.
Il redattore ha scritto parte di questo articolo con l'aiuto dell'AI.