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«Alcune società, come Telefónica, BP e Zurich Insurance Group (foto), hanno addirittura distribuito agli azionisti più di quanto abbiano guadagnato in profitti», sottolinea Oxfam.
KEYSTONE
Le cento maggiori aziende europee versano in media oltre due terzi dei loro utili agli azionisti, alimentando le disuguaglianze e sottraendo risorse che potrebbero essere destinate agli investimenti. È quanto denuncia Oxfam, che chiede di fissare un tetto alle remunerazioni dei CEO e alla distribuzione dei dividendi. La Svizzera non fa eccezione.
«Mentre le finanze pubbliche sono allo stremo, le imprese dispongono ampiamente dei mezzi per investire nel nostro futuro e nella competitività economica dell’Europa, ma preferiscono remunerare gli azionisti», deplora Alexandre Poidatz, portavoce di Oxfam per le questioni legate alla regolamentazione delle multinazionali.
Il rapporto europeo dell’organizzazione mostra che le cento maggiori imprese del continente per fatturato, tra cui nove aziende svizzere, hanno distribuito in media il 70% dei loro utili agli azionisti tra il 2022 e il 2024.
«In Svizzera a un miliardario bastano in media 107 minuti per guadagnare l’equivalente del salario medio annuo»
Solidar Suisse
«Alcune imprese, come Telefónica, BP e Zurich Insurance Group, hanno persino distribuito agli azionisti più di quanto avessero realizzato in utili», rileva l’ONG.
Nel 2024, per le nove aziende svizzere presenti nella classifica, il tasso medio di distribuzione agli azionisti ha raggiunto il 154%.
In Svizzera, dove le disuguaglianze continuano ad aumentare, a un miliardario bastano in media 107 minuti per guadagnare l’equivalente del salario medio annuo del Paese, denuncia Solidar Suisse.
Secondo il rapporto, inoltre, quasi la metà delle cento aziende in classifica ha versato agli azionisti somme 32 volte superiori a quelle investite nella propria transizione ecologica.
«Quando esistono strumenti di regolamentazione, si riesce a contenere la situazione; quando invece mancano, tutto sfugge di mano», ha dichiarato Cécile Duflot, direttrice generale di Oxfam France, durante una conferenza stampa.
Per Oxfam, «le disuguaglianze non sono inevitabili: sono una scelta. Le maggiori imprese europee devono smettere di optare per un modello che favorisce solo una minoranza e iniziare ad agire nell’interesse del maggior numero di persone».
Solidar Suisse ricorda inoltre che in Svizzera 41 miliardari detengono complessivamente un patrimonio di circa 197 miliardi di franchi. «Solo nel 2025, questa fortuna è aumentata di 14,6 miliardi», sottolinea ancora l’organizzazione.
Secondo l’ONG, afferma ancora Alexandre Poidatz, una migliore ripartizione degli utili renderebbe «il modello europeo molto più virtuoso rispetto agli obiettivi di lungo termine della sua attività, ma anche molto più competitivo nel medio periodo».
«La regolamentazione non è un ostacolo alla competitività. Al contrario, è l’architettura di un futuro auspicabile. Gli Stati ambiziosi non possono aspettare che Bruxelles corregga il tiro», sostiene Poidatz.
Oxfam raccomanda quindi ai legislatori e ai dirigenti d’impresa europei di limitare la remunerazione dei CEO a un massimo di 20 volte il salario mediano dei dipendenti e di contenere i dividendi versati agli azionisti «finché non sarà garantito un salario dignitoso e non sarà attuata una strategia climatica ambiziosa».

La remunerazione degli amministratori delegati delle aziende svizzere è stata classificata e il rapporto rispetto al salario mediano dei dipendenti.
Etude Oxfam
L’ONG chiede inoltre di recepire rapidamente in ciascun Paese la direttiva europea sulla trasparenza delle retribuzioni e di introdurre quote per garantire la rappresentanza delle donne nelle posizioni dirigenziali.