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Occhio ai divieti

Attenzione! La «febbre» da Mondiali non danno diritto a ferie o malattia

Guardare la partita in ufficio? Solo con il consenso dell'impresa.

Guardare la partita in ufficio? Solo con il consenso dell'impresa.

Keystone

Niente ferie speciali per la Coppa del Mondo di calcio, niente malattia dopo le notti passate davanti al televisore: l'esperto del diritto del lavoro Lukas Walther mette in guardia i tifosi. E spiega quali sono i veri diritti (pochi) e i divieti (molti).

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

11.06.2026, 12:00•11.06.2026, 12:24

Per molti appassionati, i Mondiali sono più importanti dell'attività professionale, ma occorre stare attenti, spiega in un'intervista all'agenzia Awp lo specialista di Impiegati Svizzera, associazione di difesa dei diritti dei lavoratori.

Il primo scoglio è la tentazione di mettersi in malattia dopo una partita notturna.

Alla domanda se ci si possa dichiarare malati dopo aver seguito i Mondiali sentendosi poi non in forma in ufficio, Walther risponde: «Un certificato medico è ammesso solo se un problema di salute limita effettivamente la capacità lavorativa, ad esempio in caso di febbre o forte esaurimento. Senza tali motivi, un certificato è illegittimo; la semplice stanchezza dopo una partita tardiva dei Mondiali di solito non è sufficiente».

Il datore di lavoro deve chiudere un occhio se ci si presenta stanchi?

E il datore di lavoro deve chiudere un occhio se ci si presenta stanchi? «No, perché i periodi di riposo servono al recupero. I lavoratori devono evitare tutto ciò che compromette la loro capacità lavorativa durante tali periodi, incluso l'eccessiva stanchezza.

Se questa compromette le prestazioni o la sicurezza, il datore di lavoro deve addirittura richiamare l'attenzione della persona interessata».

Molti dipendenti sperano di seguire gli incontri durante l'orario d'ufficio, ma l'esperto frena: «Che sia in streaming o alla radio: i dipendenti possono utilizzare le offerte dei media durante l'orario di lavoro solo con il consenso dell'azienda. Questo può essere negato, ad esempio, se l'attività richiede piena concentrazione e quindi non è compatibile. Si consiglia pertanto di chiedere il permesso prima della partita».

L'azienda può addirittura bloccare l'accesso ai siti che mostrano i Mondiali. «I datori di lavoro decidono sull'uso dell'infrastruttura informatica aziendale. Allo stesso modo, possono vietare in generale l'uso privato di internet e bloccare l'accesso ai siti di streaming». Questo vale anche il per telelavoro: chi sgarra in smart working rischia sanzioni dure.

«I lavoratori devono seguire le direttive della ditta: le violazioni possono comportare un ammonimento o un licenziamento»

Nessun diritto a ottenere giorni di vacanza durante i Mondiali

Un tema importante è anche quello delle ferie. «I tifosi non hanno alcun diritto a ottenere giorni di vacanza proprio durante i Mondiali. In linea di massima è il datore di lavoro a determinare quando vengono fruite le ferie: deve però tenere conto dei desideri dei lavoratori e soppesarli rispetto agli interessi aziendali.

Soprattutto in caso di richieste di avere libero a breve termine – ad esempio a causa di una possibile qualificazione alla finale della nazionale svizzera – spesso prevalgono ragioni operative».

Cosa succede se molti dipendenti chiedono di avere libero lo stesso giorno? «L'azienda può in linea di principio decidere liberamente come procedere. Per un buon clima lavorativo si raccomanda comunque di utilizzare criteri oggettivi invece di preferenze personali».

Infine, chi non ama il calcio può chiedere al datore di lavoro di limitare le discussioni in ufficio?

«Le aziende sono obbligate a proteggere la personalità dei lavoratori; questo include anche le conversazioni personali. Durante l'orario di impiego tali conversazioni possono tuttavia essere limitate o vietate se compromettono le prestazioni o la sicurezza. Durante le pause, invece, in linea di principio le discussioni non possono essere vietate: l'impresa ha naturalmente il diritto di allestire aree di pausa libere dal calcio».

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