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Guerra in Medio Oriente

Trump: «L'accordo con Teheran è possibile». Ma sul destino del nucleare dell'Iran è silenzio

Immagine d'archivio.

Immagine d'archivio.

KEYSTONE

I colloqui sono «positivi»: un accordo con l'Iran è «molto possibile». Un Donald Trump fiducioso attende la risposta di Teheran alla proposta americana.

Keystone-SDA

Keystone-SDA

07.05.2026, 21:47

L'intesa sulla quale le due parti stanno convergendo riguarderebbe solo la fine del conflitto, lasciando irrisolte le questioni più controverse, incluso il nucleare che il presidente vuole rimuovere a ogni costo dalle mani iraniane.

Un primo passo dovrebbe essere la riapertura graduale dello Stretto di Hormuz.

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Lo spettro dell'attivazione del «Project Freedom»

Benché siano in corso contatti diplomatici per il transito, l'amministrazione Trump sta valutando di riavviare «Project Freedom» per scortare le navi intrappolate a Hormuz.

Anche alla luce dell'apertura di Riad che all'inizio aveva contestato l'operazione americana, negando l'uso delle base di Prince Sultan e del suo spazio aereo per l'iniziativa.

L'Arabia Saudita e il Kuwait hanno infatti deciso di rimuovere le restrizioni, spianando la strada alla ripresa dell'operazione forse già nei prossimi giorni.

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Bloccare i porti dell'Iran non avrà nessun impatto

Pur dipingendola come una mossa «umanitaria», il commander-in-chief sta cercando di usare Project Freedom per aumentare il pressing su Teheran, facendo leva anche sul blocco dei porti iraniani che però, secondo le stime della Cia, non avrà un impatto sull'Iran a breve.

Un rapporto consegnato alla Casa Bianca, infatti, svela che la Repubblica Islamica è in grado di resistere tre o quattro mesi prima di trovarsi a fare i conti con le dure ripercussioni economiche del blocco americano.

Un lasso di tempo che va ben al di là delle previsioni ufficiali della Casa Bianca e di Trump, che più volte aveva previsto «l'esplosione» dell'infrastruttura petrolifera iraniana nell'arco di pochi giorni.

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Ecco come si sta muovendo l'ONU

Per favorire la ripresa della libertà di circolazione nell'importante crocevia marittimo gli Stati Uniti sono in azione anche all'Onu.

L'ambasciatore americano Mike Waltz ha esortato i membri del Consiglio di sicurezza ad appoggiare la bozza di risoluzione che condanna l'Iran per i blocchi nello Stretto e preme per la riapertura di Hormuz.

«Stiamo dando all'Onu un'altra chance», ha detto Waltz riferendosi alle precedenti bozze simili, tutte bloccate in Consiglio di Sicurezza dalla Russia e dalla Cina.

E intanto, in vista della possibile fine del conflitto, si prepara a contribuire alla libera navigazione di Hormuz anche la portaerei francese Charles-de-Gaulle, che ha attraversato il canale di Suez e si trova nel Mar Rosso, come annunciato dalla ministra delle Forze armate, Alice Rufo, ribadendo che Parigi è pronta a entrare in azione una volta raggiunta la pace.

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Medio Oriente

La portaerei francese Charles-de-Gaulle si posiziona vicino allo Stretto di Hormuz: missione riapertura

E il programma nucleare iraniano?

Trump attende la risposta iraniana alla Casa Bianca, da dove continua a tessere la sua tela diplomatica.

Ha sentito l'alleato Benjamin Netanyahu per fare il punto e ha ricevuto il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva.

Appuntamenti che si succedono a riunioni fiume insieme ai suoi consiglieri sulle strategie da seguire e le alternative a disposizione.

Al momento Washington e Teheran insieme ai mediatori stanno lavorando a un accordo limitato e temporaneo per fermare la guerra, lasciando irrisolte le questioni più controverse.

In particolare sul programma nucleare iraniano, compreso il destino delle sue scorte di uranio altamente arricchito e la durata della sospensione delle attività nucleari da parte di Teheran.

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Stati Uniti

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Un piano in tre fasi

Ridimensionate le ambizioni per un accordo globale a causa delle ampie e persistenti divergenze, Usa e Iran si stanno concentrando su un memorandum d'intesa volto a prevenire un ritorno al conflitto e a stabilizzare il traffico marittimo attraverso lo stretto, secondo quanto riportato da Reuters.

Il quadro proposto si svilupperebbe in tre fasi: la fine formale della guerra, la risoluzione della crisi nello Stretto di Hormuz e l'avvio di un periodo di 30 giorni per i negoziati su un accordo più ampio.

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