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Segnalalo oraI giovani dell'Esercito Italiano si sono lanciati nelle acque dell'Adriatico per soccorrere il 40enne rimasto intrappolato all'interno della propria vettura finita in acqua.
Un intervento tempestivo e coraggioso ha evitato una possibile tragedia al Molo Audace di Trieste.
Quattro giovani militari dell'Esercito Italiano si sono infatti lanciati nelle acque dell'Adriatico per soccorrere un 40enne rimasto intrappolato all'interno della propria auto dopo che questa era precipitata in mare.
Come riporta «Il Dolomiti», gli uomini si trovavano casualmente nella zona, dove stavano partecipando a un evento, quando hanno assistito alla scena. Senza esitazione si sono tuffati per raggiungere il veicolo, che si stava rapidamente inabissando.
Per riuscire a liberare il conducente, uno di loro ha infranto il finestrino dell'auto con un pugno, riportando una ferita alla mano. Insieme agli altri tre colleghi è poi riuscito a estrarre il 40enne dall'abitacolo e a trasportarlo fino alla riva.
Nel frattempo sono intervenuti i soccorsi. L'uomo è stato preso in carico dal personale sanitario e trasferito all'ospedale di Cattinara per gli accertamenti e le cure necessarie. Anche il militare rimasto ferito è stato accompagnato al nosocomio per ricevere assistenza medica.
Alcuni di questi servizi sono presenti 24 ore su 24 per le persone in crisi suicidaria e per coloro che le circondano. Linea di consulenza del Telefono Amico: numero di telefono 143 o www.143.ch. Linea di consulenza di Pro Juventute (per bambini e giovani): numero di telefono 147 oppure www.147.ch. Maggiori informazioni: www.parlare-puo-salvare.ch. Il Centro di contatto dell'Organizzazione sociopsichiatrica cantonale ticinese: numero di telefono 0848 062 062. Per chi ha già tentato il suicidio in Ticino: Terapia breve ASSIP© - Prevenzione del suicidio. Per le persone che hanno perso qualcuno a causa del suicidio: Gruppi di Aiuto Aiuto Ticino.
Secondo le prime ricostruzioni, l'episodio non sarebbe stato causato da un incidente stradale.
Gli investigatori stanno infatti valutando l'ipotesi che il conducente abbia volontariamente diretto l'auto in mare nel tentativo di compiere un gesto estremo.
L'area del Molo Audace è stata messa in sicurezza per consentire le operazioni di recupero del veicolo, ancora immerse nelle acque del porto, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell'accaduto.