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Irlanda del Nord

Tra le fiamme di Belfast è caccia allo straniero, Starmer tuona: «Inaccettabile, i responsabili pagheranno»

Veicoli in fiamme in Lendrick Street, a Belfast.

Veicoli in fiamme in Lendrick Street, a Belfast.

KEYSTONE

Uomini col volto coperto che sfondano porte, danno alle fiamme le case e conducono una caccia agli stranieri intimando loro di andarsene. È quanto successo nella notte di terrore tra ieri e oggi per le strade di Belfast, al centro di una violenta ondata di disordini anti-migranti di una portata senza precedenti.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

10.06.2026, 20:58•10.06.2026, 21:40

Violenze seguite all'accoltellamento brutale del quarantenne Stephen Ogilvie, un tecnico radiologo del servizio sanitario pubblico (Nhs) originario della Scozia, da parte del rifugiato sudanese Hadi Alodid, comparso davanti al tribunale della città per la formalizzazione dell'accusa di tentato omicidio.

Ora si temono nuovi scontri e cresce la paura che la protesta dilaghi e finisca fuori controllo.

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Irlanda del Nord

Appelli alla calma a Belfast, in arrivo altri 200 agenti

Scuole chiuse, abitazioni in fiamme e paura

A Belfast le scuole rimangono chiuse per precauzione. Le immagini scioccanti e le testimonianze finite su media e social mostrano persone portate in salvo dalla polizia su veicoli blindati mentre le abitazioni bruciano alle loro spalle, teppisti organizzati in gruppi che battono intere vie lanciando molotov contro auto, mezzi pubblici ed edifici, andando alla ricerca di cittadini di origine africana e in generale di stranieri.

Violenza fomentata da gruppi dell'ultradestra

I numeri dell'ondata di violenza, alimentata sui social dai gruppi dell'ultradestra, danno conto di due agenti feriti, almeno tre uomini arrestati, di cui uno già incriminato per vandalismo e aggressione di un poliziotto, otto famiglie rimaste senza casa che hanno chiesto un alloggio di emergenza, e 62 interventi dei pompieri per spegnere gli incendi appiccati in quello che è stato definito un «pogrom».

Chiesti rinforzi dalle forze dell'ordine

In un momento di alta tensione il premier laburista Keir Starmer ha promesso che i responsabili «pagheranno» per i disordini «scioccanti e del tutto inaccettabili», in cui sono state prese di mira le persone per il colore della pelle e la loro origine, invocando la tolleranza zero contro i teppisti. Il comandante della polizia dell'Irlanda del Nord, Jon Boutcher, costretto a chiedere rinforzi in città dal resto del Paese nel timore di nuovi scontri, ha lanciato un appello in conferenza stampa per fermare immediatamente le «ingiustificabili» proteste violente.

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Aggiornamento della situazione

Belfast sprofonda nel caos: famiglie con bambini in fuga dalle case date alle fiamme

«Smettete di dare ascolto agli idioti» che istigano a scendere in strada, ha aggiunto, riferendosi a quanti hanno alimentato gli scontri sui social, a partire dall'estremista di destra Tommy Robinson, spalleggiato anche da Elon Musk, per poi sottolineare: «Li perseguiremo per quello che hanno fatto».

Contro chi fomenta online si è mossa anche l'Autorità delle Comunicazioni, l'Ofcom, avvertendo direttamente le piattaforme social.

La famiglia di Ogilvie invita alla calma e non incolpa gli immigrati

Intanto i familiari di Ogilvie, che dopo l'attacco condotto da Alodid (molto probabilmente in preda a un raptus) ha perso l'occhio sinistro e resta ricoverato in ospedale, hanno invitato alla calma e a non colpire gli immigrati, ricordando il loro grande contributo al Paese.

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Irlanda del Nord

Disordini anti-migranti sono scoppiati in serata a Belfast

Ma la paura è palpabile a Belfast, coi cittadini stranieri terrorizzati, mentre il tam-tam sui social dei gruppi xenofobi continua a incitare alla protesta violenta.

Il rischio di riaprire vecchie ferite

L'esecutivo dell'Irlanda del Nord guidato dalla first minister Michelle O'Neill (del repubblicano Sinn Fein) è stato convocato d'emergenza e ha cercato di dare segno di unità nella provincia del Regno segnata dal passato di sangue dei Troubles, il conflitto fra repubblicani e unionisti conclusosi con l'Accordo di Pace del Venerdì Santo nel 1998.

Non sono però mancate le polemiche legate a quell'epoca. La leader dello Sinn Fein, Mary Lou McDonald, ha detto che i disordini sono stati «orchestrati da teppisti lealisti e dell'estrema destra».

Del resto, si sono effettivamente concentrati nei quartieri a maggioranza protestante. Il rischio è che lo scontro sull'immigrazione riapra le ferite del passato mentre si infiamma il dibattito politico a Londra.

Il Primo ministro inglese accusa Farage

Starmer ha accusato Nigel Farage, leader del trumpiano Reform Uk, di aver alimentato gli scontri con la sua retorica anti-migranti e l'ex tribuno della Brexit ha risposto, dicendo che la maggior parte delle persone scese in strada «non era formata da estremisti», limitandosi a una condanna generica delle violenze.

Per poi attaccare il sistema di accoglienza britannico affermando che il trentenne Alodid – arrivato dall'Europa attraverso l'Irlanda a Belfast dove ha ottenuto nel 2023 lo status di rifugiato – è «entrato illegalmente nel nostro Paese e non doveva arrivarci».

Si temono non solo altri scontri a Belfast ma nel resto del Regno, dopo le proteste anti-migranti avvenute anche in Scozia e Inghilterra.

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Fiamme e caos in città

Il viaggio da incubo dell'inviato di blue News a Belfast per l'incontro della Nati femminile

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