Trovato un errore?
Segnalalo ora
La Corte Suprema ha emesso la sua sentenza con una chiara maggioranza.
Susan Walsh/AP/dpa
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha fermato una delle misure economiche chiave del presidente Donald Trump. Ha infatti sentenziato che i dazi di vasta portata, basati su una legge di emergenza, sono illegali. Ecco che cosa significa.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha messo un freno a una delle misure economiche chiave di Donald Trump: i suoi dazi di vasta portata, basati su una legge di emergenza, non sono ammissibili. La sentenza è considerata una pietra miliare per il potere del presidente nella politica commerciale.
Cosa significa concretamente la decisione? Quali sono i dazi interessati e cosa succederà?
blue News risponde alle domande più importanti.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il presidente Trump non può imporre dazi globali basati sulla legge di emergenza International Emergency Economic Powers Act (IEEPA).
Questo significa che uno strumento chiave della sua politica commerciale è stato bloccato legalmente.
I giudici hanno chiarito che la legge non contiene alcuna autorizzazione esplicita a imporre tasse.

Trump ha imposto tariffe a numerosi Paesi.
Mark Schiefelbein/AP/dpa
Al centro del caso c'era la questione se il presidente sia autorizzato a imporre dazi unilateralmente invocando un'«emergenza» economica.
Trump aveva sostenuto che il deficit commerciale e gli squilibri internazionali rappresentavano una minaccia alla sicurezza nazionale e quindi giustificavano misure di emergenza.
L'International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977.
Questa legge consente al presidente degli Stati Uniti di regolare le transazioni economiche in caso di emergenza, ad esempio attraverso sanzioni, restrizioni alle importazioni o misure finanziarie.
D'altra parte, il termine «dazi» non è esplicitamente menzionato nel testo della legge.
La maggioranza dei giudici si è schierata essenzialmente a favore della separazione dei poteri.
I dazi doganali sono legalmente considerati tasse e quindi fanno parte dei poteri fiscali e commerciali del Congresso. Questa autorità non poteva essere semplicemente trasferita all'inquilino della Casa Bianca con una legge d'emergenza se il legislatore non l'aveva chiaramente regolamentata.
No, questo era un punto centrale della sentenza.
La Corte ha stabilito che la regolamentazione delle importazioni non include automaticamente il potere di imporre dazi. Esiste una differenza giuridica significativa tra controllo economico e prelievo fiscale.
La Corte Suprema si è pronunciata contro il Governo con una chiara maggioranza. Il risultato è stato chiaro, con un voto di 6 (favorevoli) su 3.
La Corte ha così confermato le precedenti sentenze dei tribunali di grado inferiore che avevano già bloccato i dazi punitivi di Trump.
L'attenzione si è concentrata sui dazi punitivi e generalizzati ad ampio raggio contro numerosi partner commerciali, comprese tasse globali e reciproche più elevate contro singoli Paesi.
Queste misure sono state una componente centrale della strategia di politica economica di Trump durante il suo secondo mandato. Anche la Svizzera è stata colpita e inizialmente è stata punita con dazi del 39%. Il Governo USA li ha poi abbassati al 15%.
La sentenza riguarda solo i dazi imposti sulla base della legge IEEPA. Altri strumenti espressamente previsti dal diritto commerciale e che coinvolgono il Congresso restano in linea di principio possibili.
Si tratta di una grave battuta d'arresto per una delle sue più importanti strategie di politica economica.
Trump aveva ripetutamente descritto i dazi come una leva fondamentale per proteggere l'economia statunitense e come uno strumento per combattere gli squilibri commerciali.
I giudici hanno sottolineato che dall'entrata in vigore della IEEPA, nessun presidente ha mai utilizzato questa legge per imporre dazi su larga scala. Questa mancanza di pratica ha ulteriormente indebolito la tesi del governo.
A breve termine, potrebbe sorgere un'incertezza giuridica per i regimi doganali esistenti, poiché i tribunali e le autorità dovranno esaminare quali misure rimangono in vigore.
A lungo termine, la sentenza rafforza il ruolo del Congresso nella politica commerciale e limita la possibilità di interpretare in modo espansivo i poteri di politica economica di emergenza.
Il governo può ora cercare di basare i dazi su altre basi legali o coinvolgere il Congresso.