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Medio Oriente

Gli equipaggi della Flotilla messi in carcere in Israele, tra cui una ventina gli svizzeri

Questo fotogramma tratto dal video diffuso dalla Global Sumud Flotilla mostra i soldati della marina israeliana a bordo di una delle navi della flottiglia dopo che questa è stata intercettata mentre si avvicinava alla costa di Gaza nella mattinata di giovedì 2 ottobre 2025.

Questo fotogramma tratto dal video diffuso dalla Global Sumud Flotilla mostra i soldati della marina israeliana a bordo di una delle navi della flottiglia dopo che questa è stata intercettata mentre si avvicinava alla costa di Gaza nella mattinata di giovedì 2 ottobre 2025.

KEYSTONE

Dagli abbordaggi al carcere, gli equipaggi della Flotilla ora sono clandestini dietro le sbarre. Tra loro anche quaranta italiani e una ventina di svizzeri.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

02.10.2025, 20:56

Poche ore dopo aver raggiunto la terra ferma, traghettati dalle forze speciali dello Shayetet, gli oltre cinquecento attivisti delle navi umanitarie sono stati affidati alla polizia israeliana per essere portati nell'istituto penitenziario di Ketziot.

Come successo in passato a tutti quelli che avevano tentato di forzare il blocco navale davanti alle coste di Gaza, per essere subito rimpatriati bisognerà ora firmare un'autodichiarazione di responsabilità riguardo all'ingresso illegale in Israele, velocizzando le procedure di espulsione: chi non lo fa sarà processato.

Nuove imbarcazioni in mare

Ma all'orizzonte si annuncia una nuova resa dei conti in mare. Sventolando bandiere palestinesi, quarantacinque imbarcazioni civili sono partite da Arsuz, in Turchia nel Mediterraneo orientale, per dare sostegno alla 'Sumud' bloccata nelle scorse ore.

Attivisti fermati e portati a Ashdod

L'abbordaggio delle forze speciali israeliane e il controllo complessivo di 40 delle 47 imbarcazioni, cominciato nella prima serata del primo ottobre, è durato quasi una ventina di ore e per le operazioni la Marina israeliana ha impiegato più di 16 navi.

Gli attivisti sono stati inizialmente portati ad Ashdod, il porto che si trova ad una quarantina di miglia a nord della Striscia: alcuni sono stati fatti salire sulle navi, altri sono arrivati con le proprie imbarcazioni ma scortati dai militari.

Almeno quattro barche sono rimaste bloccate in mare a causa di problemi tecnici, indipendenti dalle azioni militari, mentre altre tre erano ancora in navigazione.

Mikeno in acque di Gaza?

Una di queste è la Mikeno: per i media turchi, e per il 'Flotilla Tracker', il sito che ha monitorato tutto il viaggio delle barche, sarebbe entrata nelle acque di Gaza dopo aver perso il contatto con gli organizzatori.

L'Idf smentisce

Un'informazione smentita dall'Idf. Anzi, in mattinata il ministero degli esteri di Israele ha sentenziato su X: «La provocazione di Hamas-Flotilla Sumud è finita. Nessuno degli yacht della Flotilla è riuscito nel suo tentativo di entrare in una zona di combattimento attiva o di violare il legittimo blocco navale. Tutti i passeggeri sono sani e salvi. Stanno viaggiando sani e salvi verso Israele, da dove saranno espulsi in Europa. Un'ultima nave di questa provocazione rimane a distanza. Se si avvicinasse, anche il suo tentativo di entrare in una zona di combattimento attiva e violare il blocco navale verrebbe impedito».

400 attivisti in carcere: chi rifiuta l'espulsione sarà processato

Dal porto di Ashdod, gli oltre quattrocento attivisti sono stati poi consegnati alla polizia per essere trasferiti al grande istituto detentivo di Ketziot, nel Negev, secondo quanto già previsto dal piano messo a punto dalle autorità israeliane.

«Tutti gli attivisti, compresi i parlamentari e i giornalisti, vengono portati in carcere in attesa delle procedure affinché avvenga il rimpatrio – hanno fatto sapere i legali della Flotilla Italia. A tutte le persone fermate verrà poi chiesto se intendono firmare un documento in cui si dichiarano responsabili dell'ingresso illegale in Israele e di accettare l'espulsione: in questo caso lascerebbero il Paese molto presto».

Chi rifiuterà l'espulsione sarà processato da un tribunale speciale di funzionari degli Interni per ingresso illegale. Ma già nelle prossime ore potrebbero esserci le prime partenze per chi accetterà di lasciare volontariamente Israele.

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