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Medio Oriente

Beirut teme un’occupazione prolungata nel sud, ma Hezbollah insiste «Resistiamo ad oltranza»

Un attacco israeliano ha colpito mercoledì un quartiere a maggioranza musulmana nel sud di Beirut.

Un attacco israeliano ha colpito mercoledì un quartiere a maggioranza musulmana nel sud di Beirut.

KEYSTONE

Beirut teme che l'offensiva israeliana nel sud del Libano possa trasformarsi in una presenza militare prolungata lungo l'intera fascia di confine, mentre sul terreno proseguono bombardamenti, incursioni e spostamenti di popolazione nelle aree a ridosso della linea di demarcazione tra i due paesi.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

04.03.2026, 21:04

D'altro canto Hezbollah insiste, tramite i suoi media, che la propria strategia rimane quella della resistenza prolungata. E afferma di essere pronto a continuare il confronto militare a oltranza, sostenendo di avere ancora capacità operative per rispondere al nemico.

Diplomatici e osservatori a Beirut non escludono inoltre che Israele possa cercare di consolidare nel tempo una linea di presenza militare che dalla costa mediterranea nei pressi di Tiro si estenda verso est fino alle zone montuose dell'Anti-Libano e alle periferie occidentali di Damasco.

L'avanzata israeliana

Israele mantiene dalla fine del 2024 una presenza militare a est del Golan occupato, fino a lambire il confine con la Giordania a sud e la periferia della capitale siriana a nord.

In questo quadro, l'esercito israeliano è stato già autorizzato ad avanzare e prendere il controllo di nuove posizioni nel Libano meridionale «per impedire attacchi contro le comunità israeliane lungo la frontiera». Secondo il governo di Tel Aviv, le decine di migliaia di unità mobilitate verso il sud del Libano manterranno questa postura «finché la minaccia non sarà neutralizzata».

L'avanzata israeliana è cominciata con una serie di sortite esplorative lungo la fascia più vicina alla linea di demarcazione: soldati israeliani si sono asserragliati all'interno dell'ospedale di Meis al-Jabal, evacuato nelle ultime 24 ore, e nella piazza antistante il municipio di Khiam, località entrambe situate nel settore centrale della frontiera.

Proprio a Khiam, Hezbollah afferma di aver compiuto un agguato contro una pattuglia di soldati israeliani.

Controllo più esteso

La missione delle Nazioni Unite nel Libano meridionale (Unifil) ha confermato movimenti di soldati israeliani in territorio libanese. Secondo diverse valutazioni, queste operazioni mirano a controllare una serie di colline e alture che consentirebbero di sorvegliare ampie regioni del sud e le principali vie di comunicazione tra il sud e l'interno del paese.

Secondo analisi diffuse nella capitale libanese, Israele potrebbe puntare a stabilire una fascia di sicurezza più profonda dei quindici chilometri inizialmente paventati, cercando in una prima fase di raggiungere posizioni strategiche nei pressi del fiume Litani, circa trenta chilometri all'interno del Libano meridionale, arrivando a inglobare anche il capoluogo Tiro.

Far evacuare i civili

Secondo fonti locali, uno degli obiettivi militari israeliani sarebbe anche quello di provocare lo spostamento di parte della popolazione civile verso nord, con un duplice scopo: uno tattico, rendendo più facile distinguere tra abitanti e combattenti rimasti nelle aree di confine; e uno politico, aumentando la pressione sul governo libanese, già alle prese con una crisi economica senza precedenti.

Intanto secondo le autorità libanesi, gli attacchi israeliani hanno ucciso 72 persone e ne hanno ferite 437 da lunedì, dall'inizio degli scontri tra Israele ed Hezbollah, mentre il numero degli sfollati nei rifugi ufficiali è di 83'847 persone.

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