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Intesa sui droni tra UE e Ucraina, Kiev potrà acquistare anche dalla Cina
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Guerra

Intesa sui droni tra UE e Ucraina, Kiev potrà acquistare anche dalla Cina

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è recata a Kiev.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è recata a Kiev.

EPA

Il 24 febbraio scorso, nel corso della loro visita a Kiev, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen furono condotti in una delle fabbriche di droni della capitale. Restando letteralmente a bocca aperta per i progressi compiuti dall'Ucraina nella produzione dell'arma più usata nel conflitto con la Russia.

Keystone-SDA

Keystone-SDA

15.07.2026, 21:13

Cinque mesi dopo la presidente della Commissione è tornata a Kiev concretizzando quanto immaginato in inverno: con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato siglato un cosiddetto «Drone Deal», un accordo di sinergia industriale per la produzione di droni.

«Ogni giorno l'Ucraina rende l'Europa più forte. È passata – sotto molti aspetti – dall'essere un acquirente a diventare un fornitore netto di sicurezza per l'Europa. E ciò comporta anche un nuovo modo di collaborare», ha sottolineato Ursula von der Leyen.

La numero uno di Palazzo Berlaymont sperava di annunciare in persona al premier ucraino il via libera dei 27 al ventunesimo pacchetto di sanzioni. Ma così non è stato.

Ha dovuto quindi concentrare tutta la sua attenzione sulle partnership nella difesa, sulla scia della Coalizione sui sistemi anti-aerei nata lunedì a Parigi, a margine del vertice dei Volenterosi.

La deroga sul prestito

Von der Leyen ha evitato invece di soffermarsi su un'ulteriore – e non marginale – novità sempre in fatto di collaborazione militare.

Secondo quanto rivelato dal «Financial Times», Kiev ha ottenuto dalla Commissione una deroga per una parte della tranche da 6 miliardi di euro del prestito da 90 accordato da Bruxelles per acquistare componenti per droni dalla Cina.

Su questo sviluppo, ha osservato il foglio britannico, ci sono due aspetti da sottolineare.

Il primo è che l'Europa non ha le capacità industriali per soddisfare le richieste di Kiev.

Il secondo è che la deroga «mette inoltre in evidenza il ruolo della Cina nella fornitura di armamenti a entrambe le parti in questo conflitto che dura ormai da oltre quattro anni, sebbene l'UE abbia accusato Pechino di essere il principale facilitatore della guerra della Russia contro l'Ucraina», si legge sul «Financial Times».

Interpellato a riguardo, l'esecutivo europeo ha cercato di derubricare la questione, ricordando che tali deroghe rappresentano «un'eccezione limitata e non la regola».

Il Drone Deal

A Kiev, invece, von der Leyen si è soffermata solo sul nuovo accordo tra UE e Ucraina.

Nell'ambito del nuovo partenariato la Commissione, sempre sulla base del prestito da 90 miliardi di euro, ha sborsato un ulteriore miliardo – dopo i 3,9 erogati il 30 giugno – all'Ucraina per l'acquisto e la produzione di droni.

L'intesa punta ad avviare entro la fine del 2026 la produzione congiunta di droni e sistemi anti-drone e ad estendere la cooperazione alla produzione di missili antibalistici entro il 2028.

La prima riunione dei 18 membri fondatori del Drone Deal è prevista a settembre a Bruxelles.

La Commissione ha inoltre annunciato il futuro esborso di altri dieci miliardi, per finanziare ulteriori droni, missili e aerei da combattimento. Da dove li prenderà, non è chiaro. Ma secondo alcune fonti il bacino potrebbe essere rappresentato dai miliardi non erogati per il programma Safe.

Allarme e onoreficenza

La visita di von der Leyen è stata segnata dall'innescarsi delle sirene anti-aeree - con l'ex ministra della difesa tedesca costretta nei rifugi - e dalla consegna dell'onorificenza «Ordine d'Europa» alla presidente della Commissione.

«Cara Ursula, hai sempre creduto in noi, grati per il percorso insieme», ha sottolineato Zelensky.

Riuniti i Paesi del Sud-Est Europa

Kiev ha fatto da teatro anche al vertice tra i paesi del Sud-Est Europa e l'Ucraina.

Presenti, tra gli altri, il presidente serbo Alexandar Vucic, la presidente moldava Maia Sandu, il presidente romeno Nicusor Dan.

Tra i temi sul tavolo della visita anche quello dell'adesione.

Martedì l'UE ha dato il là al cluster 6 nei negoziati con Kiev. È il secondo capitolo che viene aperto in poche settimane. L'obiettivo della presidenza di turno irlandese è aprirli tutti entro l'anno. Preparando, parallelamente, il terreno per l'ingresso di Kiev, che resta al momento comunque piuttosto lontano.

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