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Svolta europea

L'effetto Trump spinge Londra, Oslo e Reykjavik verso Bruxelles

Keir Starmer.

Keir Starmer.

KEYSTONE

Le tensioni tra Washington e Londra e l'incertezza della politica americana spingono il Regno Unito al «reset» con Bruxelles e Islanda e Norvegia a riconsiderare l'adesione all'Unione per ragioni di sicurezza e mutua assistenza.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

02.04.2026, 20:08

Regno Unito, Islanda e Norvegia più vicine all'orbita di Bruxelles. Le strade della clausola di mutua assistenza ex articolo 42 dei Trattati da esplorare e approfondire con una certa rapidità.

In breve, più Europa, meno Donald Trump. È questa una delle tante conseguenze del nuovo corso inaugurato alla Casa Bianca dal presidente americano.

Al di là delle rassicurazioni d'ordinanza sul legame transatlantico, la guerra in Iran e i continui attacchi di Trump a NATO e UE hanno esponenzialmente aumentato la consapevolezza in Europa di dover cominciare a pensare all'alleanza occidentale in maniera diversa. E l'allargamento, più che un dossier ucraino o balcanico, presto potrebbe diventare un punto dirimente dei rapporti con i paesi scandinavi ancora fuori dall'Unione.

Il reset dei rapporti con Londra

Il trend, da settimane, è ben visibile anche Oltremanica. Già nel maggio dell'anno scorso UE e Regno Unito hanno siglato un'intesa che va nella direzione del cosiddetto «reset» dei rapporti post-Brexit.

La gestione del primo ministro Keir Starmer e le tensioni tra Washington e Londra hanno accelerato il processo. Nella serata di ieri la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e Starmer hanno avuto una conversazione telefonica.

Non si è parlato solo di Iran e di Hormuz. «Abbiamo discusso del prossimo vertice UE-Regno Unito. Un momento cruciale per dare seguito agli impegni assunti lo scorso anno e rafforzare ulteriormente la nostra collaborazione», ha spiegato von der Leyen.

Prospettive legislative e diplomatiche

All'indomani dell'intervento di Starmer a Downing Street, i media britannici hanno rimarcato l'avvicinamento di Londra a Bruxelles. Dall'altra parte, come sottolineato dal «Times» in un'analisi, «l'influenza del Regno Unito su Washington è ai minimi storici ed è difficile vedere come potrà migliorare a breve».

Un passo importante si potrebbe avere il 13 maggio, nel discorso di Re Carlo sul programma legislativo del governo. Il «reset» potrebbe essere incluso nell'intervento, ha spiegato a Politico Nick Thomas-Symonds, che rappresenta Londra nei negoziati con l'UE. Il vertice tra Regno Unito e Unione europea è atteso in estate, al massimo nella seconda metà di luglio.

Islanda, Norvegia e la sicurezza artica

Qualche settimana dopo i fari di Bruxelles saranno tutti puntati sull'Islanda, dove il 29 agosto il referendum proposto dal governo deciderà sulla ripresa dei negoziati di adesione.

Il riavvicinamento all'Unione da qualche tempo è tra i temi caldi anche a Oslo. I norvegesi nel 1994 dissero no all'adesione. Per una parte della politica locale è tempo di ripensarci: la rottura dei rapporti con la Russia e le mire di Trump hanno reso l'Artico un posto meno sicuro.

Islanda e Norvegia sono tra l'altro entrambi parte della Comunità politica europea, e il tema potrebbe essere sul tavolo del prossimo vertice di questo formato, previsto il 4 maggio a Yerevan.

La clausola di mutua assistenza

Sul fronte sicurezza, inoltre, avanza sottotraccia il lavoro per delineare con maggior nettezza potenzialità e confini dell'articolo 42.7 dei Trattati, secondo il quale «se uno Stato membro subisce un'aggressione armata sul proprio territorio, gli altri Stati membri hanno l'obbligo di fornire aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro potere, in conformità con l'articolo 51 della Carta dell'ONU».

La clausola di mutua assistenza è stata attivata una volta, nel 2015, ai tempi dell'attacco al Bataclan, a Parigi. Oggi è tornata di prepotente attualità, ed è stata evocata quando le basi britanniche a Cipro sono finite nel mirino dei missili iraniani. Non è un caso che la presidenza cipriota dell'UE abbia anticipato di voler inserire il tema in agenda al Consiglio europeo informale che si terrà a Nicosia il 24 aprile.

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