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L'Iran alza il tiro e minaccia la chiusura del Mar Rosso
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Medio Oriente

L'Iran alza il tiro e minaccia la chiusura del Mar Rosso

Gli Houthi yemeniti sono alleati di Teheran.

Gli Houthi yemeniti sono alleati di Teheran.

EPA

Il conflitto in Iran è sempre più lontano da una soluzione e rischia di allargarsi ancora. Teheran ha chiesto ai suoi alleati in Yemen, gli Houthi, di tenersi pronti a bloccare la rotta petrolifera del Mar Rosso qualora, come minacciato da Donald Trump, gli Stati Uniti dovessero attaccare le infrastrutture energetiche iraniane.

Keystone-SDA

Keystone-SDA

16.07.2026, 20:39

Gli Houthi hanno, a loro volta, avvertito l'Arabia Saudita che sono pronti a colpire le sue infrastrutture energetiche.

Il momento di distensione tra Washington e Teheran dovuto alla liberazione di una donna irano-americana fermata nel dicembre del 2024 è durato il tempo di un post.

Donald Trump ha annunciato su Truth il rilascio di Dena Karari, arrestata con l'accusa di spionaggio e collaborazione con uno Stato ostile, ed ha espresso il suo apprezzamento all'Iran «per questo gesto di buona volontà».

Poco dopo il comando centrale americano ha dichiarato in un altro post su X di aver colpito centri di comando iraniani, siti di difesa aerea, sistemi missilistici e di droni, nonché strutture di sorveglianza costiera, «al fine di ridurre ulteriormente la capacità dell'Iran di minacciare i marittimi che prestano servizio a bordo di navi commerciali in transito nello stretto di Hormuz».

Anche Teheran rivendica gli attacchi

I pasdaran da parte loro hanno rivendicato l'attacco di una base militare americana in Giordania con missili balistici, in risposta a quello che è stato descritto come un raid statunitense nei pressi di un ospedale oncologico pediatrico in Iran.

Le Guardie della rivoluzione hanno quindi accusato le forze americane di aver «utilizzato basi aeree situate in Giordania per colpire varie zone dell'Iran».

L'esercito giordano, intanto, ha annunciato di aver intercettato otto missili iraniani diretti verso il proprio territorio e che non hanno causato né vittime né danni.

Teheran ha anche rivendicato nuovi attacchi contro installazioni militari americane in Kuwait e Bahrein e minacciato di colpire le infrastrutture regionali se gli Stati Uniti colpiranno quelle energetiche iraniane.

Lo spauracchio del blocco di Suez

Lo sviluppo più preoccupante è però il possibile blocco del canale di Suez.

L'idea è stata discussa dalla leadership della Repubblica Islamica che ha poi trasmesso il messaggio agli Houthi.

Una fonte loro vicina in Yemen ha affermato che il gruppo ha già completato i preparativi per attaccare le navi mercantili, schierando sugli altipiani yemeniti missili e droni, vicino allo stretto di Bab el-Mandeb, la porta d'accesso al Mar Rosso.

Sempre secondo una fonte vicina agli Houthi, saranno i rappresentanti del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane già presenti in Yemen a decidere quando chiudere Bab el-Mandeb.

Una mossa destinata ad esacerbare la crisi energetica globale innescata dalla chiusura da Hormuz, bloccando simultaneamente le due principali rotte di esportazione del petrolio dal Medio Oriente.

Lo scontro con l'Arabia Saudita

Sul fronte della guerra con l'Arabia Saudita, gli Houthi hanno poi minacciato di prendere di mira le infrastrutture petrolifere di Riad se il conflitto dovesse intensificarsi.

«Tutte le infrastrutture petrolifere e gli impianti vitali sauditi saranno bersaglio dei nostri missili e droni se l'Arabia Saudita si impegnerà in un'aggressione su vasta scala contro il nostro Paese e procederà verso un'escalation», ha dichiarato il leader del gruppo, Abdul Malik al-Houthi, in un discorso televisivo, minacciando anche l'aeroporto della capitale.

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