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Incursioni record

La Cina fa pressione su Taiwan con un accerchiamento a forma di cuore

Il dispiegamento delle forze cinesi attorno a Taiwan.

Il dispiegamento delle forze cinesi attorno a Taiwan.

Imago

Un numero record di incursioni di jet militari, elicotteri e droni in poco più di 12 ore, combinato allo schieramento delle forze missilistiche, navali e a quello inedito della guardia costiera, ha portato all'accerchiamento di Taiwan.

Keystone-SDA
Keystone-SDA

Keystone-SDA, Keystone-SDA

14.10.2024, 21:14•14.10.2024, 21:30

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La Cina ha mostrato i suoi muscoli alla provincia ribelle finita in stato di massima allerta per le manovre militari lampo «Joint Sword 2024/B», le seconde della serie «punitiva» avviata a maggio come «severo avvertimento» alla leadership dell'isola di fronte «agli atti separatisti delle forze indipendentiste di Taiwan».

La strategia dell'anaconda

Le operazioni sono state lanciate senza notifiche preventive, indicazioni di aree interessate dalle attività e durata, e con un perimetro d'azione entrato per la prima volta nelle 24 miglia nautiche della zona contigua.

Insomma, passi ulteriori della 'strategia dell'anaconda' teorizzata dall'ammiraglio capo della flotta militare taiwanese, Tang Hua, in un'intervista all'Economist, basata sull'escalation mirata di attività militari con cui le forze armate cinesi soffocano l'isola nella loro morsa.

«Abbiamo individuato 125 jet militari cinesi, elicotteri e incursioni di droni alle 16:30 locali, il record giornaliero più alto», ha riferito il tenente generale taiwanese Hsieh Jih-sheng.

La portaerei cinese Liaoning, schierata ad est, ha esercitato «pressione e abbiamo monitorato i decolli dei suoi jet da combattimento J-15».

Anche gli USA preoccupati

Il presidente taiwanese William Lai ha riunito il Consiglio di sicurezza, con il ministro della Difesa Wellington Koo e altri funzionari. Mentre da Washington, il portavoce del Dipartimento di Stato Matthew Miller ha espresso «seria preoccupazione» per le mosse cinesi, «ingiustificate e a rischio di escalation».

Porti e basi militari di Taipei bloccati

Quanto ai fini della postura di Pechino, Su Tzu-yun, direttore strategia e risorse di difesa del National Defense and Security Research di Taiwan, ha osservato che «il fulcro delle manovre è stato un blocco della parte meridionale e settentrionale di Taiwan, mirando ai porti di Taipei, di Keelung e di Kaohsiung, nonché a quello di Hualien sulla costa orientale».

In altri termini, le sei zone di interdizione tracciate dalla Cina hanno avuto il fine di «inibire» porti e basi militari per impedire l'uso da parte di Taipei delle sue forze armate.

Per la Cina l'accerchiamento è un atto d'amore

Su ha interpretato poi la collaborazione tra la Marina e la guardia costiera cinesi come lo sforzo per fare di Taiwan e delle sue acque circostanti il «mare interno» della Cina, stroncando ogni supporto esterno.

La guardia costiera cinese, a tal proposito, ha pubblicato una mappa con i suoi pattugliatori intorno a Taiwan a formare un cuore perché «l'accerchiamento è un atto d'amore».

La Liaoning, in questo scenario, potrebbe aver avuto il ruolo di simulare una portaerei statunitense, ha notato Ying yu-lin della Tamkang University in un post su X, per studiare le soluzioni per neutralizzarla.

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La prova di forza è stata legata da Pechino al discorso «indipendentista» del presidente William Lai per la Festa nazionale del 10 ottobre, secondo cui la Repubblica popolare non ha il diritto di rappresentare Taiwan e «la Repubblica di Cina (il nome ufficiale di Taiwan, ndr) e la Repubblica popolare non sono subordinate l'una all'altra».

La Cina considera l'isola parte del suo territorio «sacro» e «inalienabile», come ha ribadito il recente il presidente Xi Jinping.

Un coordinamento tra Pechino e Pyongyang?

Tuttavia, Michael Cole, analista sulla sicurezza basato a Taipei, s'è detto sicuro che Pechino volesse le manovre. A dispetto del monito alla moderazione del segretario di Stato americano Antony Blinken e con l'attenzione dell'Occidente su Medio Oriente, Ucraina e presidenziali USA, «le operazioni come queste sono ben pianificate», ha osservato.

Aggiungendo che sono state lanciate in un momento in cui la Corea del Nord sembra mobilitarsi «per qualche tipo di azione militare o dimostrazione rivolta alla Corea del Sud».

Una sorta di coordinamento tra Pechino e Pyongyang? Non da escludere, secondo Cole, per testare come Stati Uniti e gli alleati regionali avrebbero risposto a contingenze simultanee. «C'è un elemento di guerra cognitiva in tutto questo», un aspetto affatto secondario.

La Cina fa pressione su Taiwan con un accerchiamento a forma di cuore