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Donald Trump e la first lady Melania Trump al MetLife Stadium di East Rutherford nel New Jersey.
KEYSTONE
Prima una chiacchierata «in famiglia», poi un bagno di folla sul campo di calcio. Questa la movimentata domenica di Donald Trump, iniziata con una intervista concessa niente meno che alla nuora e terminata coi fischi (mischiati a qualche applauso) nello stadio della finalissima del mondiale di calcio per club.
«Vorrei essere ricordato come il salvatore della patria», ha affermato su Fox festeggiando i suoi primi sei mesi alla Casa Bianca: «Ho preso in mano un Paese che era sull'orlo del baratro».
Scaltro e sicuro di sé, il presidente ha giocato in casa con Lara Trump, moglie di Eric – terzogenito del tycoon – e una delle sue sostenitrici più accanite. L'ha ricevuta alla Casa Bianca e con lei ha passato in rassegna i suoi 'successi' poche ore prima di presentarsi al MetLife Stadium di East Rutherford, in New Jersey.
Allo stadio il tycoon è stato accompagnato dalla First Lady Melania, tutta vestita di bianco (anche gli occhiali) e i suoi immancabili stiletto.
L'accoglienza però non è stata proprio secondo le attese: la loro immagine sui teleschermi è stata accolta da molti fischi, costringendo le telecamere a spostarsi rapidamente.
Gli stessi fischi hanno accompagnato il presidente anche al momento della consegna al Chelsea del trofeo dopo la schiacciante vittoria per tre a zero contro il Paris Saint Germain.
I 'buu' non hanno comunque scoraggiato o intimidito il tycoon che, incurante del protocollo, è salito sul palco insieme al team vincente per i festeggiamenti, cogliendo di sorpresa tutti i giocatori.

Il presidente Donald Trump, a destra, e il presidente della FIFA Gianni Infantino, a sinistra, consegnano a Cole Palmer del Chelsea il trofeo del pallone d'oro dopo la vittoria del Chelsea contro il Paris St Germain nella finale della Coppa del Mondo per club, al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey.
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«Sapevo che ci sarebbe stato, ma non sapevo che sarebbe salito con noi sul palco ad alzare il trofeo. Ero un po' confuso», ha ammesso il centrocampista della squadra londinese Cole Palmer.
All'ambita finale Trump è stato accompagnato da parte del suo governo, e nel suo box presidenziale ha ospitato anche Rupert Murdoch, il tycoon a cui fa capo Fox.
Proprio al network di Murdoch poco prima aveva concesso l'intervista a Lara Trump, una delle anchor di quella che per gli inserzionisti e i lobbysti è la rete tv per eccellenza. Fox infatti è vista come il mezzo principale per veicolare messaggi al presidente, assiduo consumatore di news.
Nell'intervista alla nuora, il tycoon ha toccato i suoi temi più cari, dall'immigrazione al 'big beautiful bill' (la manovra di bilancio) soffermandosi anche sulla tragedia delle alluvioni in Texas. Mentre da giorni infuriano le polemiche per i ritardi nei soccorsi, Trump ha candidamente detto la sua sulla giusta prevenzione di fronte a tali eventi.
«Se nell'area ci fosse stato un sistema di allerta con delle campane probabilmente il disastro sarebbe stato più contenuto». Una dichiarazione che (oltre a una certa ilarità sui social) si è attirata non poche critiche, alla luce dei tagli dell'amministrazione che hanno colpito la protezione civile e il servizio meteorologico.