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La tensione torna alle stelle fra USA e Iran, Trump ripristina il blocco a Hormuz: «Controlleremo lo Stretto»
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Medio Oriente

La tensione torna alle stelle fra USA e Iran, Trump ripristina il blocco a Hormuz: «Controlleremo lo Stretto»

I transiti dallo stretto sono praticamente bloccati da domenica sera (immagine d'archivio).

I transiti dallo stretto sono praticamente bloccati da domenica sera (immagine d'archivio).

AP ISNA

Dopo un'altra notte di attacchi incrociati, Stati Uniti e Iran sono tornati in una fase di scontro acuto, molto simile alla fase del conflitto prima della tregua. Donald Trump ha annunciato il ripristino del blocco navale dei porti iraniani e ha assicurato che gli Stati Uniti saranno i custodi dello stretto di Hormuz. L'Iran dal canto suo ha messo in guardia da un'ulteriore escalation dello scontro e minacciato di abbandonare definitivamente l'accordo con gli USA.

Keystone-SDA

Keystone-SDA

13.07.2026, 21:16

«Da questo momento in poi gli Stati Uniti saranno custodi dello stretto di Hormuz» e in questa «veste e per ragioni di equità saranno rimborsati con un'aliquota del 20% su tutte le merci trasportate», ha scritto il presidente americano su Truth, rivendicando che il tratto di mare è aperto. Il sito di monitoraggio della navigazione MarineTraffic, però, mostra che i transiti sono praticamente azzerati da domenica sera.

Il blocco invocato dal commander-in-chief – che secondo Axios non potrà entrare in vigore prima di 24 ore per motivi legali e che secondo Reuters scatterà dalle 21 svizzere del 14 luglio – era stato revocato il mese scorso dopo che USA e Iran avevano raggiunto la tregua.

Avvertimenti e minacce da Teheran

Qualche ora prima dell'annuncio di Trump, il vice segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniana, Ali Bagheri Kani, aveva invocato una rappresaglia contro gli Stati Uniti per l'uccisione dell'ex Guida Suprema, l'Ayatollah Ali Khamenei, definendola un «diritto della nazione iraniana».

Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha dal canto suo minacciato che, qualora gli Stati Uniti non rispettassero gli impegni assunti nel memorandum d'intesa, l'Iran uscirà dall'accordo.

Un'escalation retorica seguita all'annuncio da parte delle forze armate iraniane di una nuova serie di attacchi contro obiettivi militari americani in Giordania, Bahrein, Kuwait e Oman.

Intanto, il portavoce del Comando Centrale, Ebrahim Zolfaghari, ha avvertito che l'Iran non permetterà mai agli Stati Uniti di interferire nello Stretto e che le forze armate iraniane contrasteranno duramente qualsiasi interruzione del traffico di navi commerciali e petroliere da parte degli Stati Uniti, al di fuori della rotta stabilita da Teheran.

Il comando militare ha anche minacciato qualsiasi Paese che cooperi con gli Stati Uniti: «Qualsiasi cooperazione e qualsiasi supporto logistico saranno considerati un atto di guerra contro la sovranità e la sicurezza nazionale dell'Iran. E nel caso in cui la guerra si estendesse alla regione, le fiamme della guerra travolgerebbero tutti i Paesi dell'area».

Gli attacchi statunitensi

Poche ore prima, le forze statunitensi avevano dichiarato di aver condotto ulteriori attacchi contro l'Iran, volti a ostacolarne la capacità di colpire navi commerciali ad Hormuz.

Secondo quanto riferito dal Comando centrale degli USA, in questi raid sono stati usati per la prima volta droni marini.

«Sono stati colpiti con successo una struttura iraniana per la manutenzione di sottomarini e navi. Tre droni 'Corsair' hanno colpito il porto della base navale di Bandar Abbas, segnando la prima volta in cui le forze americane hanno utilizzato droni marini in operazioni di combattimento».

Gli attacchi, ha aggiunto il Centcom, hanno ridotto la capacità dell'Iran di continuare a colpire il traffico commerciale.

Colloqui a Roma fra Israele e Libano

Nel frattempo, mentre si riaccende lo scontro tra Arabia Saudita e Iran in Yemen, una fonte diplomatica israeliana ha riferito che il nuovo round negoziale tra Israele e Libano si terrà a partire da martedì 14 luglio a Roma e continuerà anche il 15.

Secondo i media libanesi, gli incontri si terranno presso l'ambasciata americana a Roma.

L'ambasciatore Simon Karam che guida la delegazione diplomatica di Beirut sarebbe già arrivato nella capitale italiana, mentre l'ambasciatrice libanese negli USA Nada Maouad la raggiungerà martedì.

Israele sarà rappresentato dall'ambasciatore in America Yechiel Leiter.

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