blue News Logo
  • Svizzera
  • Mondo
  • Intrattenimento
  • Sport
  • Calcio
  • MyTech
  • Flash 24 ore
blue News Logo
  • Svizzera
  • Mondo
  • Intrattenimento
  • Sport
  • Calcio
  • MyTech
  • Flash 24 ore
blue NewsSvizzeraMondoBorsa-EconomiaNews-TickerSportCalcioDigitaleIntrattenimentoBenessere & LifestyleMeteoOroscopoVideo
CarrieraLavorare in blueJobs
blue+blue Sportblue Premiumblue Video
Clienti privati SwisscomMobileInternetTVAbbonamento combinatoDispositiviAiuto & SupportoSwisscom Community
Accesso direttoE-mail LoginmySwisscomSwisscom ShopsmyAimyCloudblue TV Player
blue News
SvizzeraMondoBorsa-EconomiaNews-TickerSportCalcioDigitaleIntrattenimentoBenessere & LifestyleMeteoOroscopoVideo
Carriera
Lavorare in blueJobs
blue+
blue Sportblue Premiumblue Video
Clienti privati Swisscom
MobileInternetTVAbbonamento combinatoDispositiviAiuto & SupportoSwisscom Community
Accesso diretto
E-mail LoginmySwisscomSwisscom ShopsmyAimyCloudblue TV Player
PubblicitàNote legaliProtezione dei datiImprontaLinee guida editorialiblue News AppFAQ
DEFRITEN
DEFRITEN
HomeFreccia a destraAttualitaFreccia a destraMondoFreccia a destraParalisi a Hormuz, Trump non ferma i raid e prepara l'escalation

Trovato un errore?

Segnalalo ora

Medio Oriente

Paralisi a Hormuz, Trump non ferma i raid e prepara l'escalation

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sembra intenzionato a sferrare una nuova massiccia offensiva.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sembra intenzionato a sferrare una nuova massiccia offensiva.

EPA POOL

I pasdaran non mollano sullo Stretto di Hormuz neanche di fronte alla nuova ondata di attacchi americani. «Resterà chiuso fino a quando le aggressioni non si fermeranno», hanno ribadito con forza.

Keystone-SDA

Keystone-SDA

15.07.2026, 21:48

Il presidente statunitense Donald Trump, però, non solo non intende allentare la morsa su Teheran, ma è sempre più tentato da una vera e propria escalation, con l'obiettivo di sbloccare la paralisi nello Stretto e poi affrontare il nodo del nucleare.

Con il memorandum of understanding firmato al Bürgenstock che traballa sotto il peso dei raid incrociati, il commander-in-chief lascia intendere che dalla settimana prossima per l'Iran la situazione potrebbe peggiorare.

«Distruggeremo tutte le loro centrali e tutti i loro ponti, a meno che non si siedano al tavolo delle trattative», ha tuonato, spiegando che gli attacchi americani andranno avanti «fino a quando non dirò basta».

Il tycoon ha lasciato l'energia come l'ultimo dei suoi target ma ora, di fronte a un Iran che non si piega, sta valutando il colpo che ritiene definitivo: colpire il petrolio.

E per questo ha convocato il Consiglio di sicurezza nazionale nella Situation Room trasformando la riunione in un vero e proprio vertice di guerra, per valutare tutte le opzioni sul tavolo.

Le prossime mosse degli USA

Fra le ipotesi c'è anche la presa di controllo del'isola di Kharg - da dove parte il 90% dell'export di petrolio iraniano - con Trump che non esclude la possibilità dei boots on the ground (ovvero dei soldati sul terreno).

Dopo aver imposto di nuovo il blocco per porti e navi iraniani, il commander-in-chief – che lunedì potrebbe ricevere il premier israeliano Benyamin Netanyahu – ha fatto il punto con il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il direttore della CIA John Ratcliffe.

Trump ha quindi definito le prossime mosse.

Oltre a colpire target vicino allo Stretto di Hormuz, le forze americane nei prossimi giorni potrebbero condurre devastanti attacchi contro obiettivi strategici per cercare di costringere l'Iran a tornare al tavolo delle trattative.

Se i raid non si riveleranno sufficienti, allora il commander-in-chief intende colpire le infrastrutture energetiche dell'Iran, privandolo del tutto delle entrate petrolifere.

La soluzione del conflitto a bassa intensità

Raggiunti i 140 giorni, la guerra è ormai entrata in una nuova fase, e sia Washington sia Teheran sono consapevoli che il tempo per raggiungere i loro obiettivi sta scadendo.

Mentre scorrono inesorabili i 60 giorni fissati dal memorandum of understanding per trovare un accordo di pace definitivo, Trump vuole accelerare prima delle elezioni di metà mandato di novembre e prima che i prezzi del petrolio tornino a correre.

Teheran, invece, spera di riuscire a resistere più a lungo, cercando di evitare che il blocco americano infligga un colpo fatale alla già debole economia iraniana.

Tutte e due le parti, secondo molti osservatori, sembrano aver concluso che la strategia migliore sia quella di un conflitto a bassa intensità in attesa che l'avversario ceda.

La variabile Israele

Insomma, una guerra di resistenza che potrebbe durare ben oltre la scadenza dell'accordo raggiunto, e sulla quale pesa l'imprevedibilità di Trump con i suoi annunci e le sue retromarce improvvise, ultima in ordine temporale quella sul pedaggio a Hormuz.

Un'altra variabile potrebbe essere quella di Israele.

Teaser image

Medio Oriente

Colloqui positivi fra Libano e Israele a Roma, presto l'IDF dovrebbe ritirarsi dalle zone pilota

Le trattative con il Libano proseguono: la seconda giornata di colloqui a Roma si è chiusa e nei «prossimi giorni» inizierà il processo di implementazione delle «zone pilota» dalle quali Israele dovrà ritirarsi, hanno spiegato gli Stati Uniti.

Un ritiro che, insieme agli sviluppi in Iran, sarà probabilmente al centro dell'atteso incontro fra Trump e Netanyahu alla Casa Bianca lunedì, riportato dai media israeliani ma non confermato dall'amministrazione americana.

Altre notizie

Stati Uniti
Stati Uniti

Il fedelissimo di Trump Todd Blanche è il nuovo procuratore generale, per un voto

Storia sommersa
Storia sommersa

Dal Danubio in secca riemergono decine delle 200 navi affondate della flotta di Hitler

Direttive europee
Direttive europee

In Italia i 17enni potranno guidare auto e mezzi pesanti

Lutto nella musica
Lutto nella musica

L'addio a Guccini nella sua Pavana, un funerale lontano dalla folla

I più letti

1Chiuso il cast di «Ballando con le Stelle»: c'è attesa per l'annuncio dei concorrenti
2La tennista numero 1 al mondo Arantxa Sanchez ha perso tutto il suo patrimonio, ecco come
3I costumi di Meryl Streep e Anne Hathaway in «Il diavolo veste Prada 2» finiscono all'asta
4Le foto delle vacanze di Harry e Meghan riaccendono le voci di crisi
5Travolge dei ciclisti con l'auto, poi torna a investirli di nuovo
Paralisi a Hormuz, Trump non ferma i raid e prepara l'escalation