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L'esercito di Kiev è fra i più all'avanguardia al mondo.
KEYSTONE
Secondo il presidente finlandese, l’Ucraina è ormai un fattore decisivo per la sicurezza europea. Il suo esercito ha sviluppato capacità che nessun altro Paese del continente possiede allo stesso livello. Ecco cinque ambiti in cui Kiev eccelle sul piano militare.
È un incontro caloroso quello tra i presidenti di due Paesi molto vicini. Finlandia ed Estonia condividono la stessa famiglia linguistica, intrattengono stretti legami culturali e sono fortemente interconnesse anche sul piano economico. E, soprattutto, entrambe confinano a est con la Russia.
Non sorprende quindi che, durante la visita di Alar Karis al suo omologo Alexander Stubb a Helsinki, avvenuta in settimana, si sia parlato anche della guerra in Ucraina.
Nella conferenza stampa congiunta, i due leader hanno sostenuto all’unisono l’adesione di Kiev sia all’Unione europea sia alla NATO.

Incontro tra amici: Alexander Stubb (a sinistra) accanto ad Alar Karis il 28 aprile a Helsinki.
Foto: Keystone
Stubb è stato molto chiaro: «Dobbiamo riflettere seriamente su quanto l’Europa abbia davvero bisogno dell’Ucraina, sia come membro dell’UE sia come membro della NATO», ha ammonito il presidente finlandese.
Secondo lui, la situazione è ormai arrivata al punto in cui l’Europa potrebbe trarre dall’Ucraina più benefici di quanti l’Ucraina ne trarrebbe dall’Europa.
Perché Stubb si spinge a formulare un’affermazione del genere? Ci sono almeno cinque elementi che gli danno ragione.
Secondo Stubb, l’Ucraina dispone «dell’esercito più grande, efficiente e moderno d’Europa».
Escludendo le forze armate del suo avversario diretto, quelle russe, l’esercito di Kiev è effettivamente il più numeroso del continente: conta più personale di Francia, Germania e Regno Unito messi insieme.
Ma il vantaggio ucraino non è solo quantitativo. È anche qualitativo. La maggior parte dei soldati ha esperienza diretta di combattimento, un elemento che non si può attribuire alla maggioranza degli eserciti dell’Europa occidentale.
Quanto all’efficienza, è lo stesso Stubb a fornire un parametro: «Il numero di soldati russi morti e feriti è salito a 30’000-35’000 al mese, con un rapporto di un ucraino ogni cinque russi».
Months of attacks, heavy casualties, constant pressure… and the line is barely budging. Urban approaches, layered defenses, drones overhead, artillery blocking everything. Ukraine is forcing Russia into slow, reactive attacks that are draining manpower and time. Russian losses are enormous.
— D.Radka, #NAFO 🇨🇿🤝🇺🇦 (@dradka.bsky.social) 20. April 2026 um 14:00
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Da dove arrivano questi numeri? Se in passato erano soprattutto i colpi d’artiglieria a causare le perdite al fronte, oggi la maggior parte di morti e feriti è provocata dai droni.
Secondo il Financial Times, questi ultimi sarebbero ormai responsabili dell’80% delle perdite. L’Ucraina parla addirittura del 95%.
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Allo stesso tempo, i droni hanno ampliato l’area di combattimento. Unità e materiali possono essere colpiti anche a decine di chilometri dalla linea del fronte.
Le conseguenze sono evidenti: «Nella zona di morte, quella più vicina alla linea del fronte, i mezzi di trasporto non vengono quasi più utilizzati», ha spiegato Iryna Rybakova, della 93esima brigata meccanizzata ucraina.
Ukraine plans to build a 10-15 km kill zone through Drone Line, which already brings together 1,000+ UAV crews. In March alone, they struck 10,500+ Russian troops and hundreds of vehicles. The #Netherlands has allocated $880 million to support the project. Dank je!
— Alina Pereverzieva 🇺🇦 (@perevaa.bsky.social) 10. April 2026 um 14:28
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Il nemico può trovarsi «davanti, dietro, ai lati — e di sicuro sarà in cielo», ha aggiunto il soldato Volodymyr Demchenko.
L’Ucraina non è all’avanguardia soltanto nello sviluppo di velivoli senza pilota, ma anche nell’impiego di droni terrestri. Nella prima metà del 2026 dovrebbero essere acquistati 25’000.
Si tratta di più del doppio rispetto a quelli comprati nell’intero anno precedente, secondo Defense News. Solo a marzo, i droni terrestri avrebbero effettuato 9'000 missioni.
Il ministro della Difesa Mychajlo Fedorov ha fissato un obiettivo ambizioso: in futuro, affidare ai robot l’intera logistica sulla prima linea del fronte.
Ciò che Kiev sa fare, lo sa fare anche Mosca. Dopo l’Ucraina, la Russia dispone infatti del maggiore know-how nel campo dei droni.
In caso di guerra, l’Europa si troverebbe in grande difficoltà: il conflitto con l’Iran ha mostrato quanto l’Occidente e i suoi alleati siano poco preparati ad affrontare questa minaccia. Manca ancora un concetto chiaro su come reagire in modo adeguato a questo tipo di attacchi.
Le forze armate ucraine hanno sviluppato una difesa aerea stratificata, in cui jet, missili intercettori, cannoni antiaerei e unità mobili operano in modo coordinato.
Un aspetto centrale è la proporzionalità: l'utilizzo di munizioni non deve costare più del bersaglio stesso.
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Da questo punto di vista si stanno rivelando decisivi i droni intercettori, un settore in cui l’Ucraina ha avuto un ruolo pionieristico. Dall’inizio dell’anno Kiev ne avrebbe già messi in servizio il doppio rispetto a tutto l’anno precedente, secondo il ministero della Difesa.
A marzo avrebbero intercettato 33’000 droni nemici.
Il vantaggio tecnologico ucraino è ormai riconosciuto. Lo dimostrano le collaborazioni avviate da Kiev, con Paesi come Germania, Norvegia, Paesi Bassi e Giappone, ma anche Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Nazioni che adesso si sono interessate maggiormente alla produzione di droni.
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Persino gli Stati Uniti hanno ormai preso atto del primato tecnologico ucraino e hanno iniziato a collaborare con Kiev.
L’Ucraina non sta facendo progressi solo nel campo dei droni. Anche nel settore missilistico il Paese dispone di un potenziale notevole. È emerso, per esempio, che durante la guerra l’intelligence militare ucraina HUR avrebbe lanciato per due volte missili intercettori al di fuori dell'atmosfera, ovvero nello spazio.
A riferirlo è stato il deputato Fedir Venislavskyi al portale ucraino RBC. Secondo il parlamentare, il primo missile, lanciato da un aereo da trasporto, avrebbe raggiunto un’altitudine di 100 chilometri; il secondo sarebbe arrivato a 204 chilometri.
Non si sarebbe trattato di test, ma di operazioni di combattimento.
Ukraine Launched Carrier Rockets Into Space Twice Using Transport Aircraft “In other words, Ukraine already has the technical capabilities to counter such enemy attack systems (Oreshnik, ed.) and destroy them in space,” the parliamentarian noted. #MOG8 militarnyi.com/en/news/ukra...
— Michael O’Grady 🇨🇦 (@mog7546.bsky.social) 13. April 2026 um 21:31
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«Questo significa che l’Ucraina dispone già delle capacità tecniche per contrastare sistemi d’attacco nemici simili e distruggerli nello spazio», ha spiegato Venislavskyi.
«Abbiamo missili di cui quasi nessuno è a conoscenza, in grado di colpire il territorio nemico fino a 500 chilometri di distanza e di volare a velocità ipersonica».
Questi sistemi, tuttavia, non sembrano disponibili in grandi quantità e vengono probabilmente impiegati soprattutto per missioni speciali.
In linea con questo quadro, il 28 aprile il ministero della Difesa ucraino ha comunicato che la gittata delle sue armi a lungo raggio è più che raddoppiata dall’inizio della guerra, secondo l’agenzia AP. Nel febbraio 2022 Kiev poteva colpire obiettivi a 630 chilometri di distanza. Oggi sarebbe arrivata a 1750 chilometri.
Il riferimento sembra riguardare i nuovi droni a lungo raggio, perché il missile da crociera ucraino FP-5 Flamingo raggiungerebbe addirittura i 3000 chilometri. Kiev ha inoltre appena presentato il nuovo drone Sichen, che secondo le dichiarazioni ufficiali sarebbe in grado di volare per 1400 chilometri.
«Se guardiamo agli ultimi quattro mesi, l’Ucraina se la sta cavando molto meglio della Russia», ha osservato Alexander Stubb valutando la situazione sul campo di battaglia, dove i soldati di Vladimir Putin avanzano con estrema lentezza.
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Mosca sta pagando un prezzo altissimo, ha aggiunto il presidente finlandese.
«L’Ucraina ha ora la possibilità di lanciare contro la Russia più missili e droni di quanti la Russia riesca a lanciare contro l’Ucraina. Il ritmo dell’avanzata russa è davvero minimo, con un costo di circa 250 morti per chilometro quadrato».
A questo si aggiunge il pesante danno economico che Kiev sta infliggendo al Paese più grande del mondo. In teoria, il Cremlino potrebbe rallegrarsi del forte aumento dei prezzi dell’energia, alimentato dalla guerra con l’Iran. L’intelligence svedese ritiene però che ciò non sia sufficiente.
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«Nonostante la recente fase di prezzi elevati del petrolio, che ha garantito alla Russia maggiori entrate, servirebbe un prezzo superiore ai 100 dollari al barile per un intero anno per colmare il deficit del bilancio russo», ha scritto Euronews il 21 aprile citando un documento in materia.
Ma anche questo scenario funzionerebbe solo se la Russia fosse in grado di raffinare, stoccare ed esportare petrolio e gas. Kiev lo sa bene e, dall’inizio della guerra con l’Iran, continua ad attaccare ripetutamente le infrastrutture dedicate a queste operazioni.
Il risultato, secondo Al Jazeera, è che a marzo le esportazioni giornaliere di petrolio sono diminuite di 300’000 barili.