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Prima condanna a Milano nel processo agli hater di Liliana Segre
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Giustizia

Prima condanna a Milano nel processo agli hater di Liliana Segre

L'attivista, politica e superstite dell'Olocausto Liliana Segre in un'immagine d'archivio del 2020.

L'attivista, politica e superstite dell'Olocausto Liliana Segre in un'immagine d'archivio del 2020.

Keystone

È arrivata a Milano la prima condanna nell'ambito del procedimento scaturito da un'inchiesta della Procura con al centro l'accusa di diffamazione aggravata dall'odio razziale per raffiche di insulti via social a Liliana Segre, superstite dell'Olocausto italiana.

Keystone-SDA

Keystone-SDA

09.07.2026, 17:52•09.07.2026, 17:57

A uno degli hater, infatti, l'unico che in un filone processuale aveva scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, è stata comminata una pena di 4 mesi, con la sospensione condizionale, e dovrà versare anche un risarcimento da 1'500 euro, che la senatrice a vita devolverà in beneficenza.

Si è chiuso così il primo processo derivato da una delle tranche dell'indagine della Procura milanese, scattata dopo le denunce di Segre.

Nelle scorse udienze, davanti alla giudice, alcuni degli otto imputati si erano scusati con delle lettere e avevano fatto pervenire risarcimenti, in particolare alla Fondazione Memoriale della Shoah, con somme dai 500 fino ai duemila euro.

Passaggi che avevano portato così alla remissione delle querele e, dunque, quelle posizioni erano uscite dal processo con una dichiarazione di «non doversi procedere».

Altri, invece, tra cui uno la cui posizione era rimasta nell'udienza odierna, sono stati ammessi all'istituto della messa alla prova, che sospende il processo e poi se il percorso viene valutato positivamente il reato si estingue.

Oggi la giudice ha stabilito dodici mesi di lavori di pubblica utilità alla Caritas, oltre al versamento di 300 euro al Memoriale della Shoah e ad un percorso psicologico. Per l'unico, invece, che aveva scelto di essere processato in abbreviato (con lo sconto di un terzo sulla pena), è arrivata appunto la condanna, anche al risarcimento.

In tutti i casi in cui ci sono stati già risarcimenti o transazioni, la senatrice ha sempre deciso di far inviare direttamente le somme in beneficenza.

In questo maxi procedimento milanese, nell'aprile del 2025, era arrivata anche la decisione del giudice per le indagini preliminari, dopo le istanze di opposizione del legale di Segre contro una richiesta di archiviazione del pubblico ministero.

Il giudice aveva ordinato anche alla Procura di identificare, con nuovi accertamenti, le persone che si nascondevano dietro ad 86 account anonimi.

E aveva scritto che accusare «di nazismo», come emerso da molti di quei messaggi on line, «una reduce dai campi di sterminio» è diffamazione aggravata dalla finalità discriminatoria, ossia dall'odio razziale, perché è «uno sfregio alla verità oggettiva».

Ed è – aveva messo ancora nero su bianco il giudice per le indagini preliminari – «la più infamante delle offese per la reputazione di chi ha speso la propria vita per testimoniare gli orrori del regime e per coltivare la memoria dell'Olocausto».

Intanto, in un'altra tranche e per altre posizioni è fissata un'udienza preliminare, davanti al giudice dell'udienza preliminare di Milano, per il primo ottobre.

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