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Una bandiera degli Stati Uniti e un cartellone raffigurante l'immagine del presidente Donald Trump vengono dati alle fiamme in segno di pretesta.
Keystone
Sindacati, movimenti studenteschi e organizzazioni di sinistra hanno protestato ieri in alcune città brasiliane contro l'aumento dei dazi doganali imposto al Brasile dal presidente americano, Donald Trump.
La protesta principale – ma con scarsa partecipazione, secondo Folha de S.Paulo, il più importante quotidiano del Paese – si è svolta davanti al consolato generale degli Stati Uniti a San Paolo.
I manifestanti indossavano manette e maschere dell'ex presidente di destra Jair Bolsonaro e di Trump. Fantocci con le sembianze di entrambi i politici sono stati bruciati insieme alla bandiera USA. Altri dimostranti indossavano abiti simili alle uniformi dei carcerati, in riferimento al processo contro Bolsonaro per presunto tentativo di golpe.
Le critiche si sono estese alla recente applicazione di sanzioni contro il giudice della Corte suprema, Alexandre de Moraes, ai sensi della legge Magnitsky.
Parlando alla CNN, la presidente dell'Unione nazionale studentesca (UNE), Bianca Borges, ha sostenuto che l'aumento dei dazi è un «ricatto economico contro il nostro Paese» ed ha affermato che l'obiettivo della protesta è «difendere la sovranità nazionale».